Page 208 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato - N. 18/2023
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208 l’ultimo medagliere di muSSolini
Mussolini dispone di un minuzioso inventario di tutte le decorazioni, che formano
nel tempo una grande raccolta estremamente eterogenea e del tutto casuale che egli
considererà idealmente come il suo “museo” personale ricordato dal commesso Quinto
Navarra :
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In quanto a onorificenze, a prescindere da quelle italiane, si può dire che a Mussolini vennero
conferite le più importanti decorazioni del mondo: dal gran maresciallo di corte re Boris le in-
segne dell’ordine di San Cirillo e Metodio. Dal colonnello Ekrem Bey Libokvaw, ministro della
real casa di Albania, il collare di Skypuija. Dal ministro di Svezia l’ordine dei Serafini. Da monsi-
gnor Borgongini Duca: l’insegna dell’ordine dello Speron d’oro, con relativa uniforme (…); dal
dottor José Alberto Izquiredo y Oribuelo ministro di Cuba, la gran croce dell’ordine nazionale
al merito Carlos Manuel de Cespedes. Dal ministro cinese Liu Yoo Tao: la gran croce dell’ordine
della Giada, la più alta onorificenza cinese. Dal generale Bahadur, capo della missione speciale
del Nepal l’ordine della Stella del Nepal. Da Adolfo Hitler: la gran croce dell’ordine dell’Aquila
tedesca. Dall’ambasciatore giapponese Hotta: la più alta onorificenza nipponica. Dal caudillo
Franco: l’ordine delle Frecce rosse. Da una missione giovanile giapponese: un bastone di co-
mando con sigillo imperiale.
Oltre alle onorificenze, nel medagliere figuravano numerosissime medaglie, anche in
metallo prezioso, che vengono appositamente fatte coniare e dedicate o donate per comme-
morare eventi di speciale significato . La raccolta delle medaglie viene per un certo periodo
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esposta in alcune bacheche di Villa Torlonia , sino a quando la moglie Rachele prelevò una
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certa quantità di esemplari d’oro e d’argento destinate alla fusione il cui ricavato sarà desti-
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nato all’acquisto di oggetti più utili alla vita familiare .
La moglie Rachele ci rivela il vero rapporto del marito con le sue decorazioni con i
racconti di vita familiare che affiderà alla memorialistica del dopoguerra . Il legame che egli
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mantenne nei confronti almeno di una parte della raccolta, fu forte come quello che conser-
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vava con i libri della sua biblioteca .
Alcune sue testimonianze, in particolare, ci aiutano a comprendere il legame indissolu-
bile con una parte selezionata della raccolta sullo sfondo di Villa Torlonia, scenario di eventi
e ricevimenti istituzionali. Alcuni cenni ci svelano, in particolare, l’uso delle decorazioni del
medagliere nella vita quotidiana non solo di Mussolini, ma anche di sua moglie e soprattutto
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il loro posto nell’immaginario dei loro figli ancora piccoli :
I miei figli, naturalmente, avrebbero voluto che ci fossero sempre degli invitati a Villa Torlonia.
Ma si divertivano assai di più quando Benito si preparava davanti allo specchio per intervenire
a qualche cerimonia ufficiale. In quei casi erano indispensabili le alte uniformi (qualche volta
era costretto a cambiarne quattro o cinque al giorno) e inoltre le decorazioni. Erano tante che
ne avevo riempito una cassetta dove i miei ragazzi frugavano a piene mani per scegliere le loro
“patacche” preferite. Poi facevano a gara per offrirle a papà, affinchè le appuntasse sul petto. E
restavano delusi perchè Benito rifiutava regolarmente le decorazioni più belle, troppo grandi
e troppo vistose: come quella del Brasile, che era d’argento massiccio, o quella del Siam, che
colpiva la fantasia dei miei figli per il suo elefante, candido e gigantesco.
Dopo l’arresto di Mussolini, il 25 luglio 1943, sarà la moglie Rachele ad assicurare la
custodia di quelle decorazioni, che sarebbero rimaste inutilizzate, negli anni di Salò .
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NOTE
1 navarra 1983, p. 25.
2 Bertoldi 1965, pp. 203-204.
Il medaglIere tra pubblIco e prIvato S. Pennestrì
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