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Notiziario PNS n. 18/2023 283
III – “VERSO UNA NUOVA ERA”. LA FIRMA DEI Patti lateranenSi
Documento n. 1
Benito Mussolini al deputato Alfredo Rocco. Roma, 4 maggio 1926, IV .
1
(Da: Carlo alBerto Biggini, Storia inedita della Conciliazione, Garzanti, Milano, 1942, pagg. 71-74).
Caro Rocco,
richiamo la tua attenzione sulla lettera che il Santo Padre ha indirizzato a Sua Eminenza il cardi-
nale Gasparri, intorno alle relazioni tra lo Stato e la Chiesa, a proposito della progettata riforma
della legislazione ecclesiastica. La lettera, non solo per l’autorità altissima di chi la scrisse, ma
per le cose che contiene, è di capitale importanza, e ci costringe a meditare alquanto su quel
programma di politica ecclesiastica che il Governo fascista si è proposto fin dai primi giorni del
suo avvento al potere. Il documento odierno è stato preceduto da altre manifestazioni della San-
ta Sede, che ne rendono sufficentemente chiaro il significato. La Santa Sede, pur apprezzando il
profondo mutamento di indirizzo che il trionfo del fascismo ha segnato nella politica religiosa
dello Stato italiano, reputa che una sistemazione soddisfacente dei rapporti tra la Chiesa catto-
lica e lo Stato in Italia non possa conseguirsi, se non per via di accordo bilaterale, e che un ac-
cordo di tal fatta presuppone risoluto, d’intesa tra le due Potestà, il problema della sistemazione
giuridica della Santa Sede, come organo centrale, e pertanto, di sua natura supernazionale, della
Chiesa, il quale, per decreto della Provvidenza Divina, ha sede in Italia.
Il regime fascista, superando in questo, come in ogni altro campo, le pregiudiziali del liberali-
smo, ha ripudiato così il principio dell’agnosticismo religioso dello Stato, come quello di una
separazione tra Chiesa e Stato, altrettanto assurda quanto la separazione tra spirito e materia.
Con profonda fede nella missione religiosa e cattolica del popolo italiano, il Governo fascista ha
proceduto metodicamente, con una serie di atti amministrativi e di provvedimenti legislativi, a
restituire allo Stato e alla nazione italiana quel carattere di Stato cattolico e di nazione cattolica
che la politica liberale si era sforzata, durante lunghi anni, di cancellare. E ciò il regime fasci-
sta ha fatto con piena spontaneità e con assoluto disinteresse, senza esitazioni, né deviazioni,
anche quando i suoi sforzi erano misconosciuti o scarsamente riconosciuti, solo come adem-
pimento di un alto dovere, non come strumento, o, peggio ancora, come espediente politico.
È logico pertanto che il Governo fascista giudichi con piena serenità le attuali manifestazioni
della Santa Sede, e le reputi degne della più attenta considerazione. Non si può certo negare
a priori la possibilità di un migliore assetto giuridico dei rapporti tra la Santa Sede, consi-
derata come organo centrale e supernazionale della Chiesa cattolica, e lo Stato italiano, allo
scopo di meglio garantirne la libertà e l’indipendenza, anche per via di accordi bilaterali, e
anche se da tali accordi dovesse derivarne una revisione della legge delle guarentigie. Questa
sistemazione non potrebbe avere in via pregiudiziale altri limiti che quelli della esclusione di
ogni straniera ingerenza nei rapporti tra la Santa Sede l’Italia, e il rispetto della unità nazio-
nale e della integrità dello Stato.
Giunte le cose al punto in cui e il tempo e il procedere della storia e l’evoluzione spi-
rituale e politica del popolo italiano le hanno condotte, reputo non inutile che tu, coi
mezzi di informazione di cui disponi, prenda riservatamente notizia del punto di vista
odierno della Santa Sede, intorno alle forme che potrebbe assumere una soddisfacente
sistemazione giuridica dei suoi rapporti con lo Stato italiano. Ho sempre ritenuto il dissi-
dio tra la Chiesa e lo Stato funesto per entrambi; e storicamente fatale, in un tempo più o
meno lontano, il suo componimento. Se le notizie che stai per ricevere lo annunzieranno
prossimo, ne avrò profonda gioia. Se altrimenti fosse, continueremo, in attesa di tempi
migliori, a compiere, come per l’innanzi, con ferma coscienza, il nostro dovere di italiani
e di cattolici. muSSolini
1 muSSolini, Opera omnia, vol. XXII, p. 400.
Appendice documentAriA
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