Page 63 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.1-2013
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Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia - CONTRIBUTI                                    63













                              IL TESORETTO RINVENUTO A FASANO NEL 1933


         Il ritrovamento

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              Non si conosce il giorno preciso del rinvenimento del tesoretto in esame , ma approssimati-
         vamente avvenne agli inizi del mese di novembre del 1933. Lo desumiamo dal primo dei 41 docu-
         menti che si conservano presso l’archivio storico della Soprintendenza per i Beni Archeologici della
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         Puglia , col quale i Carabinieri di Fasano segnalano l’avvenuto recupero di 20 monete detenute da
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         dal signor Lacerignola Vito , che le aveva ritrovate nel di lui podere, in contrada Signora Cecca a
         Fasano (fig. 1), alla presenza del figlio Antonio.





























         FiG. 1 – Localizzazione dell’area di rinvenimento del tesoretto su Google Maps.

              Il Bartoccini, l’allora direttore del Museo Nazionale Archeologico di Taranto, cui era destinata
         la nota dei Carabinieri, nel prendere atto del fatto chiese alla Benemerita un approfondimento delle
         indagini nei confronti di tal Modugno, ferroviere, perché da notizie apprese poteva detenere ulte-
         riore materiale . Naturalmente la notizia venne poi comunicata al Soprintendente a Bari e vennero
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         fornite notizie sul Modugno che aveva solo visto due monete senza entrarne in possesso .
              La questione sembrava essere chiusa quando il 27 dicembre del 1933, del caso fu investita la
         II Legione Territoriale della Regia Guardia di Finanza, comando del Nucleo di Polizia Tributaria In-
         vestigativa di Bari. Infatti, il Lacerignola venne convocato e si provvide anche a redigere il verbale,
         con la sintesi degli avvenimenti fino ad allora accaduti .
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              Dopo solo due giorni, lo stesso fu nuovamente convocato dalla Polizia Tributaria, per essere
         sottoposto ad un ulteriore interrogatorio, durante il quale gli vennero contestate voci, che i militari
         ritenevano accreditate, relative alla circostanza che le monete rinvenute in realtà fossero ben 160.
         Il Lacerignola si difese, asserendo che effettivamente, per ottenere credito presso la signora Luzzi
         Caterina, titolare di un negozio di alimentari nei pressi della stazione ferroviaria, si era vantato col
         di lei figlio, Caroli Pietro di aver rinvenuto effettivamente 160 monete, ma la circostanza era tutt’altro
         che vera: si trattava solo di una vanteria .
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         Il tesoretto rInvenuto a Fasano nel 1933                                            G. Libero Mangieri
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