Page 18 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.2-2013
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18 COMUNICATI E SEGNALAZIONI
Una vetrina è dedicata alle monete in oro, argento e bronzo che riportano iconografie di armi,
a partire dal didramma di Camarina con elmo corinzio come episema nello scudo al diritto (fig. 2)
e gli schinieri ai lati della palma al rovescio, continuando con la panoplia nell’esergo dei famosi
decadrammi siracusani, con Atena elmata di Eukleidas, con vari stateri delle colonie della Magna
Grecia per finire con monete in bronzo di vari centri dell’isola, in particolare con le diverse posture
del guerriero promachos delle monete dei Mamertini.
La vetrina ATHLA (PREMI)
Le immagini monetali sono uno strumento privilegiato di comunicazione, spesso di propagan
da politica ed ideologica. In questa chiave è importante leggere ed interpretare le rappresentazioni
delle armi nelle monete esposte, specie della Sicilia e della Magna Grecia.
A Camarina, avamposto politico-militare oltre che
commerciale della madrepatria Siracusa, compaiono im
magini di armi nei primi didrammi, coniati fra il 492 e il
485 a.C, prima della deportazione dei Camarinesi a Sira
cusa e la distruzione della città ad opera di Gelone.
Al diritto un elmo corinzio è l’episemon, cioè
l’emblema, dello scudo rotondo, l’aspis, chiaramente
espressione del guerriero e del valore militare, mentre
al rovescio compaiono gli schinieri, ai lati della palma
nana con tre larghe foglie, elemento di vegetazione an
cor oggi presente nella macchia mediterranea del ter
ritorio.
I tipi dell’elmo e degli schinieri, inseriti all’interno del
la panoplia (armatura completa) compaiono in esergo, lo
spazio al di sotto della linea orizzontale, dei decadrammi di
Siracusa (fig. 3), firmati dai maestri incisori, in particolare in
quelli di Kimon ed Euainetos (che costituiscono nell’ultimo
decennio del V secolo a.C., l’apice dell’arte monetale in Si
cilia e forse in tutto il mondo greco). La panoplia è rappre
Fig. 2 – muSEo archEologico rEgionalE “Paolo
orSi”, SiracuSa, Didramma in argento di Camari sentata anche sotto la quadriga, la cui iconografia richiama
na in mostra. Su gentile concessione del Diparti la vittoria nelle gare sportive, che, insieme con le battaglie,
mento dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana. erano state i momenti più importanti per dimostrare l’areté
dei tiranni siciliani, così come celebrato da Pindaro e Bac
chilide. La scritta ΑQΛΑ (premi), che compare in molte monete, fa supporre che la panoplia fosse un
‘premio’ destinato ai vincitori in battaglia.
Oltre allo scudo rotondo, agli schinieri posti ai lati della corazza, vista di scorcio e con cinturo
ne, appare la rappresentazione, forse per la prima volta nel mondo occidentale, di un elmo, adorno
di alto cimiero, del tipo crestato, che studi recenti considerano di creazione siracusana su modelli
orientali, provenienti in particolare dalla Frigia.
Un elmo con trilophia (tre creste) si trova invece al rovescio dei tetradrammi firmati dall’in
cisore Eukleidas indossato dalla bellissima testa di Atena, rappresentata di scorcio e circondata
da delfini. La dea indossa un elmo attico, con un fulmine alato al centro, richiamo al padre
Zeus; il conio sembra prendere a modello la statua di Atena Parthenos di Fidia e si interpreta
in chiave propagandistica anti-ateniese, nel momento della spedizione degli Ateniesi in Sicilia
negli anni 415-413 a.C.
Allo stesso periodo si data l’immagine di Leukaspis, uno dei sei guerrieri uccisi da Eracle
nella lotta contro i Sicani, rappresentato come guerriero promachos, incedente in atteggiamento
di battaglia, con grande scudo circolare (il suo stesso nome significa “dal bianco scudo”), nelle
dracme con Aretusa dall’altro lato; sembra voler enfatizzare il ruolo del guerriero, morto in di
fesa dell’autonomia locale contro l’eroe greco per eccellenza, Eracle. Simile significato politico
ha l’eroe di Messana Pheraimon, figlio di Eolo e primo re del territorio intorno a Capo Peloro,

