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Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio – CONTRIBUTI 67
Zecca: Roma emissione anonima AE cd. litra ca. 269-260 a.C.
D/ Testa di Minerva con elmo corinzio a s.
R/ Testa imbrigliata di cavallo a d.; dietro, ROMAN[O]
2
RRC 17/1a; SyDEnham 3; HN , n. 278
9. g 4,00 mm 20 ac 10° US 290 inv. CSM150 c.m.
L’esemplare, tradizionalmente definito “litra”, presenta un tondello asimmetrico che potrebbe
rivelare le tracce di una riconiazione, pratica frequente per il tipo (vd. a tal proposito S. balbi
DE caro, Due serie in bronzo a leggenda “ROMANO” dal deposito votivo di Vicarello, “RIN” 90,
1988, pp. 83-124).
Zecca: Roma emissione anonima AE cd. mezza litra ca. 235-231 a.C.
D/ Testa di Roma con elmo frigio a d.
R/ [Cane stante verso d.; in esergo ROMA]
RRC 26/4; SyDEnham 30; HN , n. 309
2
10. g 1,45 mm 11 ac 0° US 290 inv. CSM151 c.p.
Il pessimo stato di conservazione dell’esemplare non ha consentito la lettura del tipo di rovescio.
Tuttavia l’emissione, in base alla testa di Roma indossante l’elmo frigio presente al dritto, potrebbe
comodamente essere identificata con una tradizionale “mezza litra” della serie romano-campana.
Zecca: Roma emissione anonima AE triente dal 211 a.C.
D/ Testa elmata di Minerva a d.; sopra, °°°°
R/ Prua verso d.; sopra, R[OMA]; sotto, [°°°°]
RRC 56/4; SyDEnham 143b
11. g 9,25 mm 23 ac 3° US 107 inv. CSM135 c.c.
L’esemplare è riconoscibile nei tipi iconografici caratterizzanti, nonostante gli avanzati processi
corrosivi.
Zecca: Roma emissione anonima (?) AE asse ca.200-140 a.C.
D/ Testa laureata di Giano bifronte; sopra, I
R/ Illeggibile
RRC non id.
12. g 25,65 mm 33 ac 0° US 18 inv. CSM133 c.p.
Il pessimo stato di conservazione e l’estrema usura del metallo non lasciano intravedere even
tuali legende e/o simboli sulle superfici della moneta, tuttavia, vista la testa di Giano e la marca
di valore I al dritto, è possibile ipotizzare la presenza della caratteristica prua al rovescio. Il
pezzo difficilmente potrebbe ascriversi alla serie anonima RRC 56/2: infatti visto il peso ridotto
del tondello, vi è la possibilità che appartenga alle serie anonime caratterizzate dalla presenza
di vari simboli, oppure alle prime serie portanti al rovescio il nome del magistrato monetale,
datate da Crawford dagli inizi alla metà del II secolo a.C.
Zecca: Roma (?) emissione anonima (?) AE triente (?) ca. 200-140 a.C.
D/ Testa elmata a d. (?)
R/ Illeggibile
RRC non id.
13. g 5,00 mm 22 ac 0° US 107 inv. CSM136 c.p.
Il pessimo stato di conservazione del bronzo non lascia intravedere alcun elemento caratte
rizzante sia al dritto che al rovescio della moneta. Tuttavia questa, visto il peso ridotto per via
della corrosione del metallo, la larghezza del tondello, infine il contesto di rinvenimento, con
estrema cautela si potrebbe attribuire ad un triente romano repubblicano, databile intorno agli
inizi - metà del II secolo a.C.
Zecca: Roma emissione anonima (?) AE sestante ca. 200-140 a.C.
D/ Testa di Mercurio con petaso a d.; […]
R/ Prua verso d.; […]
“SiTo marcanDrEola” (ciamPino – rm): DaTi numiSmaTici A. Betori, A.L. Fischetti, A. Pancotti

