Page 11 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 5-2014
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Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Monza – ATTI CONVEGNO 11
LA TUTELA DEL BENE. RISVOLTI NORMATIVI
La moneta archeologica costituisce un bene culturale a rischio per molti aspetti, quali
le dimensioni e la semplicità con cui può essere trovata anche con il supporto delle recenti
innovazioni tecnologiche.
l beni numismatici archeologici, spesso di difficile identificazione geografico-storica ai
fini della catalogazione, sono essenziali per fornire la datazione dei siti ove sono stati rinve
nuti, consentendo anche di quantificare gli aggregati umani che li occupavano.
Le monete archeologiche, anche se decontestualizzate, meritano la predisposizione di
tutte le azioni preventive e di contrasto per impedire, o quantomeno contenere, i danni scien
tifici apportati ad una risorsa non rinnovabile.
Tale tutela merita di essere perseguita anche fuori dai confini nazionali, per poter con
trastare più efficacemente il traffico illecito dei beni numismatici d’interesse archeologico.
Si è di sovente riscontrato che, per celare la loro effettiva provenienza, le monete sono
state trasferite in altri Stati dove il dettato normativo è più permissivo, al fine di veicolarle poi
verso i mercati economicamente più remunerativi.
È pertanto importante creare un sistema normativo di reciproca collaborazione tra le
Autorità. In Italia un primo approccio è stato compiuto grazie alla ratifica del Memorandum
con gli Stati Uniti.
L’accordo con il governo statunitense riconosce che gli scavi abusivi recano danni inesti
mabili e irreparabili al patrimonio culturale ed impegna quello Stato, attraverso i propri uffici
doganali, a vigilare sulla legittima importazione di materiale archeologico.
L’attività di contrasto posta in essere a seguito della ratifica del citato Memorandum, ha evi
denziato due condotte delittuose: quella di falsificazione della documentazione di provenienza
geografica del bene, per attribuirne l’origine da altri paesi, e quella di certificarne la liceità della
compravendita, attribuendogli una appartenenza a collezioni private da lungo tempo.
È doveroso passare ora ad esaminare come l’avvento tecnologico abbia, con l’uso di
internet, reso decisamente più agevole l’illecita commercializzazione dei beni culturali con
particolare riguardo a quelli numismatici.
Le piattaforme web sono assurte a canali privilegiati per la vendita di ogni genere di mer
ce, inclusi i beni culturali, consentendo l’accesso ad una clientela potenzialmente illimitata.
Tale opportunità finisce per incrementarne la commercializzazione ed incoraggiare il
collezionismo, quindi la domanda, con la naturale conseguenza dell’aumento dell’offerta che
si traduce in una implementazione dei saccheggi dei siti archeologici.
La Svizzera ha previsto una modalità di contrasto al fenomeno mediante un accordo (Me
morandum of Understanding) tra Swiss Federal Office of Culture ed e-bay Switzerland, che
limita le vendite di reperti archeologici. Con questo accordo e-bay si è impegnata a consentire
la pubblicazione sulle proprie piattaforme solo delle offerte di oggetti archeologici provvisti di
documenti rilasciati dalle autorità nazionali o estere e comprovanti la loro provenienza legale.
In alcuni ambiti si tende a sottovalutare il valore di un reperto, e segnatamente di una
moneta, fuori dal suo contesto di appartenenza, o meglio con un modesto contenuto di me
tallo prezioso, in particolar modo quando non ne è chiara o certa la provenienza.
Ciò però mal si concilia con l’orientamento secondo cui anche la moneta decontestua
lizzata è meritevole di tutela, non per motivi scientifici, ma per prevenire l’espansione del
fenomeno criminale.
È dimostrato, infatti, come la ricerca con strumenti sempre più sofisticati, capaci di “leg
gere” il terreno a profondità anche consistenti, si concentri inizialmente sui beni con conte-
La tuteLa deL bene: risvoLti normativi Cap. Francesco Provenza

