Page 247 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 5-2014
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Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia – DOSSIER                               247







































            Fig. 29 – gravina   in Puglia (Ba), Museo Fondazione PoMarici sanToMasi, il monetiere. © MFPS.



            A partire dalla metà del IV secolo si fanno più vistose le contaminazioni con il mondo ma      ­
            gnogreco e questo spiega la ricchezza dei corredi in cui si afferma la ceramica apula a figure
            rosse, presente nel Museo con esemplari di notevole interesse (Vasi del Pittore di Arpi). L’el ­
            lenismo e l’età romana sono leggibili in prestigiosi corredi di Ascoli e Arpi  e nel materiale
            proveniente soprattutto da Ordona.
                 La Pinacoteca raccoglie quadri inseribili in un arco cronologico che  comprende XVII e
            XVIII secolo ed ha il nucleo più consistente nella pittura di autori foggiani del XIX secolo.
            Accanto a Caldara, Parisi, Dattoli e gli altri si impone la figura di Francesco Saverio Altamura,
            vicino ai macchiaioli, ma autonomo nel suo percorso che lo vide appassionato pittore di sto­
            ria, legato a visioni patriottiche ed etiche.
                 Al I piano la sezione etnografica racconta storie di gioielli garganici, caratteristici del co ­
            stume popolare, di ceramiche provenienti da vari centri della provincia usati nei secoli scorsi
            per diverse funzioni, di abiti femminili  del primo novecento che fanno da quinta alla Regina
            del Grano, eletta a Foggia nel 1910 e di cui vengono esposti scettro e corona. La sezione ha
            il suo fulcro nella ricostruzione d’ambiente che ruota intorno al telaio domestico e che ripro ­
            duce con gli angoli della cucina e del riposo una casa di San Marco in Lamis, tipica dei primi
            del Novecento.
                 Al pianterreno trovano collocazione - oltre l’atrio in cui sono esposti, tra l’altro, un mosaico
            a ciottoli di fiume da Arpi ed un pavimento relativo ad un’area cultuale da Ascoli - il Lapidario e
            l’ambiente dedicato alla Tomba dei Cavalieri e all’Ipogeo della Medusa.   Sono queste importanti
            testimonianze della necropoli arpana datate rispettivamente al IV e al III-II secolo a.C.
                 Al Museo è correlata l’Area Archeologica di Passo di Corvo, dove sono visibili i resti di
            parte di un villaggio neolitico risalente al V-IV millennio a.C., con annessa sala didattica e
            spazio per archeologia sperimentale.
                 “Un villaggio di seimila anni fa” è la frase che campeggia sul cartello d’ingresso alla zona
            archeologica di Passo di Corvo, a circa dieci chilometri da Foggia, sulla strada che porta a
            San Marco in Lamis.
                 Qui nel V e IV millennio a.C. una comunità di contadini e allevatori diede origine ad un
            villaggio di grande estensione (circa 90 ettari), circondato, come tanti altri nel Tavoliere, da un




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