Page 44 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 5-2014
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44 Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia – ATTI CONVEGNO
pennestrì S. 2013, Il patrimonio “sommerso” e l’acquisto coattivo di un lotto di frazioni d’ar
gento magno-greche e siceliote in uscita dall’Italia, in Notiziario PNS 3, pp. 139-164.
perassi C. 2011, Le monete dalla necropoli, in s. Lusuardi siena, m.p. rossignani, m. sannazaro (a
cura di), L’abitato la necropoli il monastero. Evoluzione di un comparto del suburbio milane
se alla luce degli scavi nei cortili dell’Università Cattolica, Milano, pp. 128-133.
savio a. 2012, La “RIN” fra la due guerre. Da Lodovico Laffranchi a Serafino Ricci (1918
1943), “RIN” 113, pp. 123-162.
simone zopFi L., La spada m. 2005, Cornaredo (MI). Cascina Pietro. Linea AV/AC TO-MI. Resti
tardoromani, “Notiziario Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia”, pp. 156-157.
NOTE
1 Ai sensi dell’art. 10 del D.Lgs. 42/2004 sono beni culturali le monete opera di autore non più vivente ed
emesse oltre 50 anni fa di proprietà dello Stato, degli enti pubblici o delle persone giuridiche private senza
fini di lucro, compresi gli enti ecclesiastici, nonché le monete di proprietà privata che siano state dichiarate
di interesse culturale (o “vincolate” come per lo più si dice) ai sensi dell’art. 13 del medesimo Decreto legi
slativo. Ciò non significa che una moneta non dichiarata non rivesta importanza culturale dal momento che
il più delle volte non è stata effettuata la verifica della sua culturalità. A diverso livello va ricordato come
ogni moneta, anche quelle che non presentano quell’interesse particolarmente importante stabilito dalla
legge per la dichiarazione di interesse culturale e che nel caso delle monete viene declinato nei requisiti di
rarità o pregio, abbia comunque un valore culturale, storico e archeologico e sia, in tal senso, meritevole di
attenzione o possa essere utile alla ricerca scientifica.
2 In questo ambito, si segnala che nel corso del 2013 è stato avviato, con il concorso della Regione Lom
bardia, un lavoro di verifica delle collezioni pubbliche presenti nei diversi musei del territorio lombardo
al fine di valutare, tra l’altro, la regolarità e la consistenza dei depositi di materiali statali e di esaminare
le modalità di valorizzazione e fruizione dei reperti conservati nei singoli istituti in vista di un loro futuro
miglioramento. Per quanto riguarda le collezioni numismatiche, in particolare, è prevista una ricognizione
puntuale della consistenza delle raccolte e del loro livello di catalogazione.
3 Al di là del valore dei singoli pezzi è bene ricordare che la legge pone l’attenzione anche sulle raccolte
che nel loro insieme possono costituire importanti testimonianze artistiche, storiche, archeologiche, numi
smatiche o etnoantropologiche (art. 10, c. 3, lett. e del D.Lgs. 42/2004).
4 Purtroppo è da rilevare come le trasformazioni del territorio, sempre più accelerate e impattanti, e le atti
vità di scavo clandestine, come anche le ricerche con il metal detector, stiano erodendo in modo drammati
camente consistente quanto rimane delle testimonianze del nostro passato. Se i rinvenimenti più importanti
assumono grande rilievo tramite la diffusione giornalistica delle notizie creando l’illusione che possano
ripetersi all’infinito, passa sotto silenzio la quotidiana verifica di quanto dei depositi archeologici sia stato
asportato in un passato anche recente durante attività agricole e di costruzione. E passa sotto silenzio an
che la continua e colpevole asportazione di resti di interesse archeologico da parte di imprese costruttrici
e privati, talvolta nel disinteresse se non con la tacita connivenza degli enti locali, per evitare l’intervento
della Soprintendenza nella diffusa idea che lo scavo sia solo opera a danno del singolo e non una attività
importante per tutti i cittadini italiani.
5 Cfr. art. 68 del D.Lgs. 42/2004.
6 Tale controllo intende contrastare la dispersione, tramite canali legali, di materiali provenienti da scavi
clandestini. Come purtroppo ben noto, però, reperti archeologici, fra cui anche le monete, vengono spesso
dotati di una patente di “legittimità” attraverso documentabili passaggi di proprietà tramite aste tenute so
prattutto nei paesi del Nord Europa. La ricostruzione di tutti questi passaggi solo in alcuni casi permette di
risalire all’origine clandestina dei materiali.
7 Cfr. art. 10 del D.Lgs. 42/2004.
8 Cfr. nota 1.
9 Cfr. gli articoli 65 e 68 del D.Lgs. 42/2004.
10 In particolare sono risultati di utile consultazione CoinArchive (http://www.coinarchives.com), acsearch.
info (http://www.acsearch.info) oltre a siti web di singole case d’asta.
11 Fra questi si ricordano quelli del British Museum (London), del Münzkabinett degli Staatlichen Museen
Le attività tuteLa numismatiCa G. Facchinetti
di

