Page 49 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 5-2014
P. 49

Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie – ATTI CONVEGNO    49













                                  LA TUTELA NUMISMATICA IN PIEMONTE




                 L’Ufficio Numismatica della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del
                                                                                                        1
            Museo Antichità Egizie esiste dal 2004, quando venne affidato a chi scrive queste righe.  La
            creazione di uno specifico Ufficio venne incontro all'esigenza di affrontare la complessità
            delle funzioni collegate alla tutela del patrimonio numismatico.    Tali funzioni vengono qui
            riassunte con alcuni esempi nell’ambito di quanto messo in atto negli ultimi anni.
                 In primo luogo si pone la tutela delle collezioni. Queste sono costituite da un nucleo
            storico, il Medagliere del  Museo di Antichità di Torino. Esso esiste dalla prima metà del XVIII
            secolo (1720-1739 circa),   nascendo contemporaneamente al Museo dell’Università e alla sue
            variegate collezioni per volere dei sovrani,   Vittorio Amedeo II (1675-1730) e Carlo Emanuele
            III (1730-1773), in stretto rapporto con un collezionismo antiquario che risale al duca di Sa­
            voia Emanuele Filiberto e al figlio di questi Carlo Emanuele I (fine del XVI-inizi XVII secolo) .
                                                                                                          2
            Attualmente la collezione storica comprende 25.620 monete inventariate,     per le quali tutt'ora
            il riferimento catalografico è costituito dai due volumi redatti a cura di Ariodante Fabretti, atti­
                                                                                                  3
            vo al Museo dal 1858 e suo direttore a partire dal 1871, ed editi nel 1881 e nel 1883 . Fabretti
            fu anche un procacciatori di esemplari rari per la collezione,   come l’aes grave con protome

            di cinghiale e punta di lancia da una tomba di Tarquinia (fig. 1) che gli permise di proporre
            l’attribuzione di tale serie alla città etrusca .
                                                        4
                 Su questi volumi ancora si basano le richieste degli studiosi, in mancanza di un catalogo
            informatizzato e messo in rete, unica soluzione realmente possibile per la gestione di meda    ­
            glieri di questa consistenza.
                 L’altro aspetto da prendere in considerazione è quello relativo all’esposizione al pubbli­
            co delle monete stesse. Se ai primordi il Medagliere era confinato nella stanza del direttore
            del Museo , va ricordata una breve stagione nell’esposizione del medaglieri cittadini riuniti
                       5































            Fig. 1 – Torino, Museo     anTichiTà. Asse fuso di Tarquinia, fine IV - inizi III secolo a.C., g 352,3 (inv. n. 22839).
                               di
            © sBaPMe.


                                  in
            La   tuteLa   numismatiCa     piemonte                                                F. Barello
   44   45   46   47   48   49   50   51   52   53   54