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Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia – ATTI CONVEGNO 47
Rilevante è anche il sequestro
34, effettuato nel 1969 a carico di
una galleria d’arte non più esisten
te, tra le principali nella Milano de
gli anni Sessanta del secolo scorso.
Appare legato a questa galleria un
personaggio, anch’egli attivamente
coinvolto nel traffico illecito inter
nazionale (è, ad esempio, tra i per
sonaggi implicati nella nota vicenda
del cratere di Euphronios), più volte
menzionato nell’archivio sequestri
della Soprintendenza e addirittura
accusato dell’omicidio di due tom
baroli. È stato possibile individuare
le successive vicende di alcuni dei
reperti più significativi, poi restituiti
alla galleria, visibili nelle foto d’ar
chivio, a conferma del ruolo centrale
avuto da Milano nell’immettere, sul
mercato internazionale, oggetti spes
so di provenienza illecita o quanto
meno dubbia.
Tra i casi più interessanti, si ci
tano:
la pelike del pittore di Oinanthe,
con Teseo e il Minotauro da un lato,
scena di libagione dall’altro, passata
sul mercato londinese (Sotheby’s),
e rientrata in Italia, nella collezione
Costantini, donata al Museo Civico
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Archeologico di Fiesole (fig. 1);
Fig. 2 – soPrinTendenza Per i Beni archeologici della loMBardia, Milano. l’anfora a collo distinto con, su
Archivio Sequestri. Sequestro 34. Sul ripiano mediano, a sinistra,
un’anfora del pittore di Oxford 213 (collocazione attuale scono un lato, partenza di un giovane e
sciuta). © SBALo. sull’altro Eracle, Cerbero, Atena, Her
mes, passata da una collezione priva
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ta giapponese al Museo Bridgestone di Tokyo (fig. 1);
l’anfora a collo distinto del pittore di Oxford 213 con Dioniso tra menadi su un lato ed
Enea con Anchise sullo spalle dall’altro, più volte comparsa sul mercato antiquario interna
zionale e attualmente non ubicabile (fig. 2).
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Numerosi, poi, i casi di sequestri effettuati dalle autorità doganali, soprattutto a carico di per
sone in procinto di esportare o importare reperti archeologici attraverso la dogana, in particolare
quella di Chiasso. Un esempio, in tal senso, è il lotto di ben 252 testine fittili (seq. 143) (fig. 3),
di datazione compresa tra l’età arcaica e quella ellenistica, provenienti forse, almeno in parte, da
qualche deposito magnogreco saccheggiato, e “ritrovate” nel 1979 a Chiasso «sul treno n. 387/351
proveniente dalla Svizzera e diretto in Italia, e più precisamente nascosti sotto i sedili di uno
scompartimento», avvolti in fogli di giornali di Taranto (ulteriore indizio sulla reale provenienza!).
Curioso il ritrovamento, in un deposito dell’Aeroporto di Linate (1986), di tre crateri a
figure rosse, ancora con la terra di scavo e tracce di maldestri restauri, accuratamente imbal
lati. I crateri erano pronti a essere esportati clandestinamente ma l’operazione, per qualche
motivo, non va a buon fine e l’autorità doganale, dopo averli rinvenuti abbandonati, si rivolge
alla Soprintendenza «affinché voglia provvedere ad emettere Nulla Osta alla vendita, alla clas
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sifica ed alla stima delle opere elencate specificando, ai fini dell’applicazione dell’aliquota
I.V.A., se trattasi di autori viventi o meno». Dopo un sopralluogo, la Soprintendenza chiede, e
ottiene senza problemi, la consegna dei tre vasi (seq. 189).
di
i sequestri materiaLe arCheoLogiCo in Lombardia F. Muscolino

