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52 Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie – ATTI CONVEGNO
Fig. 4 – Torino, Museo anTichiTà. Stateri della zecca di Corinto, 350/340-305 a.C. circa; g 8,51 (inv. n. 94474) e 8,56
di
(inv. n. 94472). © SBAPME.
Tra i compiti istituzionali, non va trascurato il controllo sul commercio. Da alcuni anni
sono attive due case d’aste a Torino, oltre a diversi esercizi commerciali. L’attività di riscon
tro sul materiale presentato in asta, effettuato nel quadro della più ampia collaborazione
con il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale – Nucleo di Torino, ha permesso di
effettuare numerose verifiche, che hanno portato, tra l’altro, al recupero di un nucleo di 43
stateri corinzi presentati in asta nel novembre del 2008 e evidentemente anomali per molti
gruppi di monete uguali, con due casi di identità di conio (fig. 4): sono stati dunque ritenuti
appartenere a un ripostiglio antico (fine IV-inizi III secolo a.C.), senza poterne individuare
esattamente la provenienza .
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In questo quadro si offre una continua consulenza all’Ufficio Esportazione di Torino per
una verifica su quanto prende la via definitiva verso l’estero. Due importanti interventi han
no riguardato un rarissimo pezzo da dieci scudi in oro della zecca di Messerano, a nome del
principe Paolo Besso Ferrero Fieschi (1638), comparso in asta nel dicembre 2011 e sottopo
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sto a diniego di esportazione con conseguente notifica di importante interesse, dal momento
che era sino a quel momento noto solamente grazie all’esemplare del Münzkabinett del Kun
sthistorisches Museum di Vienna , e un bellissimo statere della zecca di Crotone degli inizi
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del IV secolo a.C. (fig. 5), proveniente dalla dispersa collezione del marchese Annibale Brivio
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Sforza (1892-1988) di Milano e apparso in asta nel maggio 2013 : è stato acquistato dalla Di
rezione Generale per l’Antichità del MiBACT con la procedura dell’acquisto coattivo, ai sensi
dell’articolo 70 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, con decreto del 29 agosto 2013.
La continua collaborazione con le forze dell’ordine porta ad una frequente disanima di
monete oggetto di sequestro, come nel caso dell’operazione “Pollentia”, ad opera del già cita
to Nucleo (2009-2010) contro i cercatori che operano con il metal-detector, purtroppo molto
attivi anche in Piemonte, in questo caso in particolare sull’area della antica città, ora in parte
in
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