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Università Cattolica di Milano – ATTI CONVEGNO 57
sere condotta non solo servendosi dei “calchi già esistenti nel Seminario Classico” dell’Università,
ma anche direttamente sulle monete. Dai documenti archivistici non si comprende se la modesta
raccolta appartenesse all’ateneo o fosse di proprietà del docente, al quale gli esemplari erano stati
personalmente devoluti. Fatto si è che il gruzzolo non è mai stato recuperato.
I.1. ‘Fondo Acquisti’
Nel 1962 fu nuovamente istituito presso la Facoltà di Lettere dell’Università Cattolica un
corso libero di Numismatica. Di esso venne incaricato proprio uno dei due studenti autore
del dono monetale un ventennio prima, divenuto nel frattempo Direttore del Museo Ar
cheologico e del Civico Gabinetto Numismatico di Milano. Gian Guido Belloni (1919-1996)
(fig. 2) svolse la propria attività accademica nell’ateneo milanese per poco più di trent’anni
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(1962-1994) , dando avvio ad una vera e propria raccolta numismatica universitaria, tramite
l’acquisto – fra il 1981 e il 1993 – di 132 monete presso le ditte milanesi Ratto e Crippa, gra
zie a fondi ministeriali e del CNR. Tali esemplari costituiscono pertanto il lotto fondante della
collezione,
denominato “Fondo Acquisti”.
Fig. 3 – Didramma della zecca di Neapolis della collezione dell’Università Cattolica di Milano. © UCSCM.
Si tratta per la massima parte di nominali in argento e in bronzo del periodo romano impe
riale, con qualche ‘divagazione’ in altri ambiti culturali, come è per un pregevole didramma della
zecca di Neapolis con simbolo della spiga dietro alla testa femminile raffigurata sul Diritto e le let
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tere is sotto al toro antropocefalo impresso sul Rovescio, databile fra il 275 e il 250 a.C. ca. (fig. 3) .
La selezione degli esemplari fu motivata di volta in volta dal loro alto livello artistico o
dall’importanza storico-ideologica dei loro soggetti: fra i primi cito il bel denario di C. Ma
milio Limetano dell’82 a.C. (fig. 4) con al Rovescio la scena del riconoscimento di Ulisse da
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parte del fido cane Argo, tanto semplice ed ingenua quanto estremamente espressiva nel
rendere l’accoglienza festante dell’animale, che scodinzolando inarca la schiena e si protende
verso il padrone in atto di avanzare verso di lui, in abbigliamento da viaggiatore, con corta
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tunica, breve mantello e cappello conico .
Fra gli esemplari dal forte significato ideologico si segnala il sesterzio di Adriano del 119
121 (fig. 5) . Sul Rovescio la raffigurazione dell’imperatore in atto di ricevere lo scettro del co
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mando direttamente dall’aquila di Giove svolge il compito di affermare la legittimità dell’ascesa
al potere di Adriano, a fronte dei dubbi che serpeggiavano fra i contemporanei circa la reale
volontà di Traiano di nominarlo quale proprio successore, dei quali riferiscono le fonti antiche .
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Le scelte operate da Belloni tennero talora conto anche del grado di rarità dei pezzi, come fu
per l’acquisto nel 1984 di un sesterzio di Vespasiano battuto a Roma nel 71, con la raffigurazio
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ne dell’Iseum Campense sul Rovescio (fig. 6) , proveniente dalla dispersa collezione Mazzini 10 .
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L’emissione è catalogata nel Roman Imperial Coinage con un grado di rarità R2 , assegnata alle
serie conosciute in pochissimi esemplari ovvero per le quali è stato individuato un numero di
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combinazioni di conii da 1 a 3: di essa sono noti infatti soltanto una dozzina di pezzi .
daLLa CoLLezione numismatiCa aLLa mostra made-for-web C. Perassi

