Page 59 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 5-2014
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Università Cattolica di Milano – ATTI CONVEGNO 59
Fig. 7 – Solido di Costante
della collezione dell’Uni
versità Cattolica di Milano.
© UCSCM.
Fig. 8 – Solido di Costanzo
II della collezione dell’U
niversità Cattolica di Mila
no. © UCSCM.
fianchi sagomati a forma di protomi leonine, la personificazione ha ormai assunto caratteri
iconografici che erano invece tipici della capitale di più remota fondazione, ossia l’elmo e i
pesanti stivaloni militari, oltre al gesto di lasciare scoperta la gamba destra dal ginocchio in
giù, simboleggiando in tal modo il suo status di Nea Rhome.
I.2. ‘Fondo Vacchetta’
Un ingente accrescimento della collezione universitaria si ebbe nell’ottobre del 1987, allor
ché la professoressa Anna Margherita Delfina Vacchetta di Acqui Terme donò per testamento
all’Istituto Toniolo di Studi Superiori (Ente fondatore e garante dell’Università Cattolica del
Sacro Cuore) la raccolta numismatica appartenuta al marito. Il lascito è costituito da oltre un
migliaio di monete. Il “Fondo Vacchetta” ha dunque il pregio di assemblare esemplari dell’età
greca, romana, bizantina, medievale e moderna, permettendo così una visione complessiva
della monetazione occidentale. Fra i pezzi non antichi, ricordo un giulio del 1730, emesso a
nome del Cardinale Camerlengo Annibale Albani durante la vacanza della sede papale seguita
alla morte di Benedetto XIII (fig. 10) : la presenza di un largo foro passante impresso appena
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sotto il bordo del tondello accosta l’esemplare a quanto riferito nei primissimi anni del secolo
scorso da Giuseppe Bellucci circa la convinzione popolare, diffusa in alcune regioni d’Italia,
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di considerare “amuleti validissimi e ricercati” le cosiddette monete dello Spirito Santo , ossia
nominali in argento emessi a partire dal 1655 nei periodi di sede vacante, caratterizzati appunto
dalla raffigurazione di una colomba in volo ad ali spiegate fra raggi e lingue di fuoco .
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Legate al collo dei bambini oppure cucite ai loro indumenti, si riteneva assolvessero a una fina
lità preventiva e curativa nei confronti dei disordini nervosi convulsivi della prima infanzia, de
signati volgarmente con il termine di infantignole. Per questo, scrive Bellucci, “siffatte monete si
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trovano perforate […]”, o possono presentare piccoli fori centrali e smarginature nel contorno .
daLLa CoLLezione numismatiCa aLLa mostra made-for-web C. Perassi

