Page 92 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 5-2014
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92 Introduzione – TAVOLA ROTONDA
nel quale è inserito, che per l’archeologo è la “stratigrafia archeologica”. L’apparentemente
modesto documento in realtà è come la pagina di un libro, che strappata non dice più nulla,
o come la parola di una frase che, cancellata, può rendere incomprensibile tutto il racconto
della nostra storia.
Si ha in Italia una cultura dominante che senza porsi problemi raccoglie, scava, spiana,
demolisce, ara in profondità, raccoglie sul terreno inutili ricordini di viaggio (destinati prima
a qualche cassetto, poi alla spazzatura), incide il proprio nome su intonaci antichi… Si di
sperde così un patrimonio irrecuperabile, che non sarà più possibile ricollocare nella sua ori
ginaria posizione, dove lo aveva portato la storia. Anche se si hanno sintomi positivi, specie
nel volontariato sul territorio e nel diffondersi di un turismo culturale intelligente, che visita
i Musei e gli scavi, è necessario che si abbia un’azione sempre più incisiva nell’insegnamento
scolastico, con la responsabilizzazione di coloro che operano nella comunicazione popola
re, nella stampa (troppo spesso alla ricerca unicamente del sensazionalismo e che propone
un’informazione quasi sempre distorta), nella Televisione (dove comunque già si hanno pro
grammi di qualità), nella realtà magmatica di Internet.
soPrinTendenza Per Beni archeologici della loMBardia, Milano. Solido di Teodorico per Anastasio (Roma, 489-518 d.C.)
i
dal ripostiglio di Braone (BS). © SBALo.
Colpisce anche come spesso il cittadino ignori la funzione o la stessa esistenza delle
strutture di tutela e di coloro che vi lavorano, o le intende operanti solo in termini repressivi
e non preventivi, a vantaggio della comunità. Non coglie il senso del loro lavoro, ad altissi
ma specializzazione, non sospetta le difficoltà inimmaginabili da affrontare in contesti che
non comprendono il significato di interventi spesso considerati inutili e dannosi, ignora il
pesantissimo impegno professionale degli addetti, con organici ridotti, con ampi territori da
controllare e senza auto di servizio (che vengono conteggiate tra le “auto blu” ministeriali),
con finanziamenti che si sono negli anni ridotti a livelli risibili.
Tutto ciò ha ovvi esiti negativi nell’ambito della ricerca scientifica, sia dei ricercatori
esterni (nelle Università, nei Centri di Ricerca, nelle Associazioni numismatiche, ecc.), sia de
gli operatori stessi nelle Soprintendenze, oppressi dai doveri della “archeologia preventiva” e
dalla mancanza di fondi per scavi programmati, restauri, documentazione grafica e fotografi
ca, analisi, libri… Mentre naturalmente viene chiesto loro il massimo livello di professionalità
come ricercatori e sono obbligati alla produzione della comunicazione scientifica.
A tutto ciò si aggiunge, per la moneta e per i contesti archeologici in generale, la sostan
ziale impunità dello scavatore clandestino, favorito, anzi incentivato, nella sua opera distrut
sui probLemi deLLa tuteLa deLLa riCerCa E.A. Arslan
e

