Page 93 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 5-2014
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Introduzione – TAVOLA ROTONDA 93
tiva, dalla mancanza – a mio avviso colpevole – di una regolamentazione del cerca-metalli e
dalle pene, tenute, spererei non volutamente, troppo basse (non si prevede l’arresto).
Per concludere è necessario incidere sulla sensibilità culturale dei cittadini, che devono
ritrovare il piacere e il naturale rispetto della conoscenza del loro passato e delle sue tracce.
Abbiamo un tessuto di beni culturali all’apparenza imponente ed inesauribile, ma in realtà
già in parte perduto, fatto di grandi (ed evidenti) monumenti ma anche di piccole cose, spes
so di tracce, indispensabili per mantenere unita la trama della nostra storia. Solo una nuova
coscienza civica ridurrà in futuro la raccolta e la dispersione indiscriminata della moneta
(così come anche del piccolo documento archeologico), raccolta casualmente o raccolta col
pevolmente con il cerca-metalli. Ciò porterà al risanamento del mercato numismatico minore,
permettendo anche un corretto sviluppo della ricerca scientifica e del collezionismo cultural
mente motivato.
Per giungere a quanto sopra auspicato, affiora talvolta la proposta della sanatoria per le
monete possedute senza documentazione, come venne fatto a suo tempo con le armi. Si pro
porrebbe la registrazione di tutte le monete comunque detenute da parte dei privati, con la
concessione di essere liberamente immesse sul mercato, con soltanto una eventuale notifica
o acquisto coatto da parte dello Stato (ma non sequestro) dei beni di più alto valore storico-
culturale. Successivamente alla sanatoria l’azione repressiva potrebbe essere incrementata nei
confronti dei possessori di materiali non registrati, presumibilmente, quindi, di provenienza
illegale.
L’operazione sembrerebbe risolutiva, ma presenta, a mio avviso, un momento di grave
criticità di ambito culturale. Il commercio e il collezionismo (anche quello pubblico fino a
non molti decenni fa) infatti si occupano e si preoccupano solo della fascia superiore delle
emissioni monetarie di tutti i tempi, cioè delle monete che hanno “mercato”. Ma in realtà la
ricerca ormai da molto tempo considera la moneta come documento relativo all’emissione e
alla circolazione del “denaro”, quindi strumento economico, con solo valori aggiunti dati dalla
bellezza e qualità dell’incisione e della battitura. La maggiore o minore rarità, fondamentale
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per il mercato, diviene per lo studioso un dato talvolta secondario . Ne consegue che la gran
parte della moneta conservata fino a noi consiste di documenti di bassissimo valore intrinse
co, moneta minuta caduta di tasca, mal conservata, se non talvolta illeggibile, apparentemente
disprezzabile, ma che è indispensabile per lo storico dell’economia.
La sanatoria andrebbe nella direzione della registrazione o dell’acquisto dell’esemplare
di “qualità”, con l’abbandono quindi della grande massa della documentazione (il 99 % del
conservato, come risulta dagli scavi scientifici), che non ha interesse per il mercato numisma
tico a più alto livello. Tale documentazione già oggi viene dispersa dallo scavo clandestino:
la moneta in rame anche minuscola risponde al cerca-metalli, porta allo scasso del terreno,
ma non viene raccolta, perché senza mercato. Nel migliore dei casi alimenta un collezionismo
minimo, che si conclude quasi sempre con la dispersione, senza raggiungere comunque il
mercato o il collezionismo importante. La sanatoria quindi, pur “risanando” il mercato della
moneta importante, sacrificherebbe il “tessuto connettivo” della documentazione numismati
ca, l’umile moneta divisionale in metallo vile. Con un paragone che è purtroppo aderente al
vero, ciò sarebbe come disperdere, strappandole una per una, le pagine dei libri di tutte le
collezioni della Biblioteca Nazionale di Roma, conservando e registrando solo le cinquecen
tine e le edizioni di lusso, in copie numerate.
ermanno a. arsLan
e
sui probLemi deLLa tuteLa deLLa riCerCa E.A. Arslan

