Page 94 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 5-2014
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94 Introduzione – TAVOLA ROTONDA
NOTE
1 Eviterei il termine “moneta archeologica”, che sembra riferirsi unicamente alla moneta recuperata in scavo,
e userei semplicemente il termine “moneta”. La moneta infatti è un “bene culturale” che ricade sotto le leggi
di tutela se con più di cinquant’anni dall’emissione, nel caso venga giudicata degna di notifica. Quindi la
legge riguarda tutte le monete, senza eccezione, anche quelle con significato unicamente storico.
2 In base alla deroga dal dettato della legge, come è stato osservato, che specifica come tutti i beni culturali
conservati sotto la superficie del suolo siano di proprietà dello Stato e conseguentemente quindi vengono
definibili come “archeologici”. A mio avviso in questa formulazione è la premessa della definizione di “Mo
neta archeologica”, intesa come proveniente da scavo, da distinguere dalle altre monete più recenti (penso
in base all’arbitraria soglia del 476 che dovrebbe separare il mondo classico da quello medievale, che tanti
danni ha operato nella nostra storia culturale), che quindi non sarebbero “archeologiche”, da considerare
quindi come un quadro o un mobile d’antiquariato. Cosa che sappiamo non vera, perché la moneta medie
vale, moderna e contemporanea è costantemente presente negli strati archeologici ed è fondamentale per
la loro lettura.
3 In realtà il rapporto tra i volumi effettivi delle emissioni e il numero di esemplari giunti fino a noi è una
variabile quasi ingestibile. Imponenti emissioni sono testimoniate da pochi esemplari (che spuntano alti
prezzi sul mercato), mentre emissioni molto ridotte hanno talvolta visto giungere fino a noi la quasi totalità
della produzione.
e
sui probLemi deLLa tuteLa deLLa riCerCa E.A. Arslan

