Page 180 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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             delle quali, avendole riconosciute identicamente conformi a quelle proposte in acquisto da
             esso Direttore con sua lettera del 10 Marzo 1835 n. 727 a sua Eccellenza il Signor Presidente
             dell’Interno prelodato, ha disteso d’accordo coi venditori la seguente descrizione divisa in
             tre parti:

                                                         PARTE I
                                                    Medaglie antiche
                   (vengono indicate le autorità emittenti, in ordine cronologico, da Marco Antonio a Co-
             stanzo Cloro, per un totale di 28 pezzi, N.d.R.)

                                                         PARTE II
                                            Monete del Medio evo e moderne
                   (recano l’indicazione delle autorità emittenti e delle città cui appartengono, seguite dal
             tipo di nominale, per un totale di 31 pezzi, N.d.R.)

                                                        PARTE III
                                                    Medaglie moderne
                   (divise a loro volta in tre classi: Prima classe: monete di Imperatori, Principi, Re: di Ita-
             lia, Francia, Spagna, papali, per un totale di 226 pezzi; Seconda classe: medaglie di uomini e
             donne celebri: disposti in ordine alfabetico, per un totale di 86 pezzi; Terza classe: medaglie
             di svariato argomento: in successione cronologica, (in tutto 8 pezzi, N.d.R.).
                   (…) Le quali medaglie sono state accettate, e ricevute dal Medesimo Direttore e deposi-
             tate in questo Ducale Museo d’Antichità”.
             4. Il Medagliere Caccia (1836)
                   L’interesse per l’acquisto di questa raccolta e le contrattazioni che ne seguono iniziano
             nel 1830, quando Gaetano Cattaneo, Direttore del Medagliere di Brera, scrive una lettera a
             Lopez in risposta ad una sua a proposito della valutazione delle monete che compongono la
             raccolta dell’Abate Claudio Caccia di Cremona, morto nel 1813, messa in vendita dal nipote .
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             Il Registro degli acquisti  relativo agli anni 1834-1848 è costituito da un elenco schematico
             dei pezzi di questa collezione indicati per metallo e numero di esemplari.
                   Lo studioso milanese non ricorda con precisione quanto essa contiene se non un pezzo
             in particolare, inoltre non esita a sottolineare quello che spesso gli studiosi pensano delle
             stime proposte da Mionnet: sono eccessive.
                   “Per quanto dunque io possa ricordarmi, la Collezione di Medaglie dell’Abate Caccia
             non racchiudeva quasi alcun pezzo di singolare importanza. La sola medaglia di prezzo è
             un Caligola in oro, di indubitabile legittimità, che Millinger gli cedette nel 1810 contro alcu-
             ne medaglie greche in argento in mia presenza in Cremona. Era un duplicato del Gabinetto
             Reale di Milano, ch’io aveva cambiato col Millinger, per altre medaglie. Quando dunque si
             dovessero valutare le medaglie dell’Abate Caccia col Mionnet alla mano non potrebbe mai re-
             sultare svantaggioso al venditore, anzi potrebbe questo trovarsi molto contento di una simile
             condizione. Se avessi dovuto acquistare con questa norma le medaglie antiche del Museo di
             Milano, un milione e mezzo non sarebbe forse bastato a pagare quello che non ha costato al
             Museo più di 200 Franchi”.
                   Continua poi con una curiosa affermazione: “Ora che lo stesso falsificatore Becker ha
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             seguito il consiglio di pubblicare il Catalogo dei pezzi da lui falsificati, per riabilitare in cer-
             ta maniera la riputazione morale, non può riuscire che vantaggiosa la pubblicazione dello
             stesso Catalogo tradotto. Ma povero quel raccoglitore che non ha altra guida che il Catalogo
             medesimo!”
                   Dopo aver preso atto delle considerazioni di Cattaneo, Lopez deve riferire all’erede, la
             Contessa Maria Caccia Sarti, che le valutazioni di Mionnet sono eccessive e non porterebbe-
             ro, se prese alla lettera, ad un esito positivo delle trattative. Egli le propone di comprare la
             collezione a rate, stipulando più contratti: inizialmente verrebbe acquistata la serie di monete
             greche, poi quelle consolari, le monete di famiglia, quelle d’oro e così via sino all’acquisizione
             dell’intero Medagliere. La Contessa non accetta e il Lopez conclude la lettera rammaricandosi
             che sia andato a vuoto un contratto “il quale quantunque per Lei assai vantaggioso non era
             però di danno, a parer mio, a questo Museo” .
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             MIChELE LOPEz (1825-1867)                                                          M.C. Burani
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