Page 182 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
P. 182
180 Complesso Monumentale della Pilotta – CONTRIBUTI
Molto meticolose sono invece le istruzioni che vengono date alla nobildonna per il tra-
sporto del materiale:
“Acciocchè nel trasporto non si abbiano a danneggiare le monete tutte, farà d’uopo rav-
volgere entro foglio di carta le monete di ciascun tiratojo disponendole in fila a cinque o sei
sul foglio stesso rivolgendole poscia, ed altre aggiungendone così sino al totale ravvolgimento
del foglio, il quale si piegherà quindi alle estremità, scrivendovi sopra il numero delle monete
che vi sono piegate e il numero del tiratojo a cui appartengono. Si faranno poscia tanti mazzi
composti di quattro o cinque di tali rotoli legandoli per ogni verso strettamente con funicelle.
I mazzi tutti che comporranno così il suo medagliere dovranno essere collocati entro casset-
tina di legno inchiodata, oppure ravvolti entro tela forte cucita, e legata saldamente a guisa
di balla di merce. Questa balla che al certo sarà di piccol volume potrà esser trasportata dalla
persona ch’Ella destinerà”.
Finalmente, la Contessa invia la raccolta, dona gli idoletti di bronzo, le opere numisma-
tiche ma il pagamento tarda ad essere effettuato (la questione verrà risolta e conclusa il 23
settembre 1836).
5. Il Medagliere Beffa (1838)
Anche la nobile famiglia dei Conti Beffa-Negrini di Mantova è nel novero di coloro che
desiderano vendere al Museo la propria raccolta. La maggior parte degli esemplari è costituita
da monete siceliote alcune delle quali ancora assenti in Museo e in ottimo stato di conserva-
zione. Dotte disquisizioni tra il Direttore ed il Conte, militare ma anche scrittore e minerolo-
go, trovano testimonianze illuminanti nelle lettere che essi si inviano con assidua frequenza.
Ne è un esempio l’analisi oltremodo precisa ed erudita di un medaglione di Settimio Severo
41
di proprietà del Conte che viene esaminato da Lopez .
Nel 1838 “Il Signor Conte Francesco Beffa di Mantova offre in vendita a questo Ducale
42
Museo la raccolta di antiche medaglie Sicule, della quale unisco a questa mia lettera una
indicazione particolarizzata. Ed io considerando non solo all’incremento che ne verrebbe
a questo Ducale Medagliere ma eziandio al lustro ch’esso ne trarrebbe se tale raccolta gli si
unisce mi fo coraggio di raccomandarne l’acquisto a V.E.
Tale raccolta, che ora io stesso custodisco, si compone di medaglie alcune inedite, molte
rare; per la massima parte ben conservate, di squisito lavoro, genuine tutte. Egli è noto come
le Medaglie Sicule sorpassino per magistero d’arte le altre che ci pervennero de’ popoli antichi:
ed il Medaglione rarissimo di Siracusa che risplende qual gemma nella mentovata raccolta è
tale che l’arte moderna non seppe ancora sorpassare.
Quantunque la serie delle Medaglie Sicule che si conserva in questo Museo non sia delle
più povere, pure se le si aggiunge la raccolta del mentovato Signor Conte Beffa si arricchireb-
be delle Medaglie che appartengono alle città di Abaceno, di Adrano, di Alunzio, di Assoro, di
Cefaledio, di Enna, di Erice, di Eraclea, d’Ibla Magna, di Morganzia, di Nasso, di Solo (?), di
una medaglia del re Ieronimo, e di una della regina Filistide; si arricchirebbe di due nuove
medaglie d’oro, di ben trenta d’argento, più di cento cinquanta di rame, si toglierebbero ben
altre cento mal conservate che ora esistono nella nostra serie ponendo in loro vece Medaglie
a fior di conio, e rimarrebbero alquante duplicazioni per servire a fare facili cambi con altre
medaglie mancanti, che le Sicule sono piuttosto desiderate.
Il numero delle Medaglie che formano la raccolta Beffa somma a 368 di cui 3 in oro,
45 in argento, e 320 in rame. Ed il prezzo di essa raccolta ascende a L.n. 3406 calcolato su
quello che il celebre Mionnet ha stabilito, ed a cui in oggi acconsente la maggior parte de’
Numismatici.
Scrivendo al Conte, però, Lopez gli comunica di aver dovuto abbassare le valutazioni
stabilite da Mionnet dal momento che egli si riferisce alle monete fior di conio, mentre tra
queste nessuna presenta tale caratteristica .
43
(…) “A siffatta raccolta poi si aggiungono pure in vendita dal menzionato Signor Conte
Beffa alcuni altri capi antichi fra quali sono pregevolissimi un pondio di rame di Agrigento,
perché serve a determinare il peso della moneta di tale città, ed un bollo di Abaceno per la
rarità e conservazione di esso. Il prezzo di tali capi ascende a L.N. 61. Ond’è che la somma
la quale si avrebbe a spendere ammonterebbe a L.n. 3467, pagabili entro il corrente anno”.
MIChELE LOPEz (1825-1867) M.C. Burani

