Page 181 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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Complesso Monumentale della Pilotta – CONTRIBUTI                                            179



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                  Le trattative perciò si interrompono fino al 1836 , quando con una lettera indirizzata
            al Presidente dell’Interno, il Direttore ringrazia innanzi tutto la Sovrana per l’attenzione di-
            mostrata nei confronti del Museo, prosegue poi dicendo di aver analizzato meticolosamente
            il materiale numismatico e contraddice in parte le asserzioni fatte in precedenza da Cattaneo
            affermando che “il Medagliere Caccia non tanto (è da lodare N.d.R.) pel numero delle me-
            daglie di cui esso si compone e per la rarità di molte di quelle, quanto per esserne parecchie
            uniche e soprattutto per la bellissima loro conservazione. Siffatto Medagliere si divide in tre
            serie, la prima comprende le Greche in numero di 33, la seconda le Romane sì consolari che
            imperiali in numero di 913, la terza le Italiane del Medio Evo in numero di 72, le quali serie
            formano un sommato di 1018 medaglie fra le quali 20 sono in oro, 943 in argento, 55 in
            bronzo. Ora siccome il Ducale Parmense Museo è piuttosto povero delle serie romane d’ar-
            gento, e mancante particolarmente di belle conservazioni, così parrebbe manifesto che que-
            sto Museo aumenterebbe di lustro, e di decoro, se il Medagliere Caccia tanto ricco in quella
            serie gli fosse unito.
                  E venendo a parlare in particolare di ciascuna serie avrò l’onore di far noto a V.E.
            che la serie greca arricchirebbe quella di questo Museo di dodici nuove medaglie e di una
            ventina altra di ottima conservazione. La serie Romana porterebbe un aumento di circa
            sette nuove famiglie Romane, e più di cento al certo maravigliose conservazioni. Comple-
            terebbe i diritti delle medaglie de’ primi dodici Cesari in oro, fra cui uno è finora unico, a
            raccogliere i quali inutili tornarono sempre le indagini del mio predecessore, e di me mede-
            simo. Arricchirebbe delle rarissime medaglie in argento di Poppea, di Giulia, di Pertinace,
            di Pescennio, di Sallustia Barbia Orbiana, di Pacaziano, di Magnia Urbica. Aumenterebbe
            doviziosamente le medaglie di M. Antonio, di Augusto, di Vespasiano, di Domiziano, di
            Traiano, di Adriano, di Antonino Pio, di M. Aurelio, di Settimio Severo, di Caracalla, di
            Geta, di Gordiano Pio, Filippo Seniore, di Gallieno, di Probo, di Costantino Magno. La serie
            poi Italiana del Medio Evo porterebbe qualche incremento alle monete degl’Imperatori, e de’
            Re d’Italia dopo Carlo Magno, alle monete di Ascoli, di Cremona, fra le quali una àvvene
            unica di Genova, di Pavia, di Roma. Si noti per ultimo che tutte queste medaglie sono in
            bell’ordine disposte entro uno stipo accuratamente eseguito e riccamente ornato di bronzi
            dorati. (…) E se mi è permesso aggiungere il mio rassegnato parere intorno il prezzo di
            tale raccolta Numismatica, dirò che nulla più di sei mila lire nuove si avrebbero sborsare
            compreso lo stipo, effettuandone il pagamento in due rate eguali la prima entro il corren-
            te anno 1836, la seconda nel venturo 1837 ad epoche da determinarsi. Che se tale prezzo
            sembrasse troppo forte in ragione dello scarso numero delle medaglie della prenominata
            raccolta si deve però por mente all’antichità e rarità di essa e quindi alla molta difficoltà
            di unirle”.
                  La risposta del Ministro degli Interni non tarda ad arrivare: il 9 Marzo  Lopez lo ringra-
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            zia per il favore accordato , le trattative hanno esito positivo ed il Medagliere Caccia viene
            acquistato, con grande soddisfazione per il Direttore:
                  “L’acquisto dei Medaglieri Bissi e Caccia pone, non ho dubbio, questo nostro Ducale
            fra i primi d’Italia. Ora non rimane che riordinarlo nel miglior modo possibile, il che spero
            di eseguire, non mancandomi i mezzi, fra pochi anni, ed allora sarebbe desiderabile che
            il Governo ordinasse la stampa della Descrizione di esso Medagliere, la quale ho già molto
            avanzata”.
                  Viene comunicato però all’erede che si offrono Lire nuove cinquemilacinquecento, non
            più seimila, da pagarsi però in un’unica soluzione. In più, Lopez vorrebbe che la Contessa
            offrisse in dono “due idoletti di bronzo e le opere numismatiche” alla Sovrana, ma ella non ac-
            consente dovendo pagare anche le spese di trasporto al Museo dal momento che il Direttore
            è impossibilitato ad andare a ritirare le monete di persona.
                  Il tono della lettera con cui Lopez si rivolge alla Contessa è piuttosto brusco e pe-
            rentorio : “la somma non le potrà essere pagata che Scudi di Milano a franchi quattro, e
                     40
            centesimi sessanta l’uno, oppure, quantunque difficilmente, in Bavare a franchi cinque, e
            centesimi ventidue; ogni altra moneta sarà esclusa”. (inizialmente, si parlava di 6.000 lire
            nuove, N.d.R.).



            MIChELE LOPEz (1825-1867)                                                          M.C. Burani
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