Page 201 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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Complesso Monumentale della Pilotta – CONTRIBUTI                                            199



                  È necessario che le decisioni a questo punto siano prese con una certa tempestività da
            parte del Ducale Museo, “così mi fa dirle anche il il Presidente del Tribunale, e l’esecutore
            testamentario al quale preme di spicciar questo affare a favor dei pupilli, che non vanno al
            possesso dell’eredità se prima non sono esaurite tutte queste cose, e seguita la vendita di tutto
            ciò che è destinato alienarsi per soddisfare i debiti, ed io pure sono a pregarla lo stesso, avvi-
            cinandosi il tempo del mio secondo matrimonio”.
                  Il 3 Giugno di nuovo l’intermediario sollecita la risposta di Lopez, dal momento che si
            stanno facendo avanti altri potenziali acquirenti: “il primo è quel famoso S. Quirico di Mila-
            no, noto per i suoi acquisti in questo genere di cose, e di Belle Arti per farne mercimonio alle
            Corti estere; il secondo è la Comunità di Brescia per se stessa, avendo trovato in Verona chi la
            rappresenti, dopo il mio rifiuto al Sig. Labus, come impegnato in questo a favore del Governo
            di Parma, di che Le ne ho scritto coll’ultima mia; ed il terzo una unione di persone, che non
            so chi sieno, ma certo speculatori per farne commercio anch’essi, e spezzarlo. Di uno solo ho
            il sospetto, ed è questo un raccoglitore di quadri, e pitture, che anela all’acquisto, e possedi-
            mento di quella bella testa di donna dipinta sul muro all’encausto, staccata dal palazzo dei
            Cesari in Roma, che ha veduta, ed esaminata anche lei ed il quale pure fa raccolta di cose
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            antiche. Io ne proverei un grandissimo dispiacere che avesse d’andar fuori di Parma questa
            bella raccolta di cose preziose, e rarissime, che renderebbe sempre più celebre, e grande, e ric-
            co quel Museo (…). Dello stesso mio sentimento è il Presidente del Tribunale, che al pari di me
            bramerebbe che passasse in potere della nostra Sovrana, a favore della quale, son certo, ché
            userebbe tutte le maggiori facilità, e convenienze”. (Una di queste facilitazioni è la presenza
            del Catalogo, realizzato esclusivamente per la Sovrana di Parma che non verrà più stilato no-
            nostante altri ne abbiano fatto richiesta). “Ed è per questo, che senza il Catalogo, e una cogni-
            zione perfetta dei capi che formano il detto Museo, non crederò giammai, che alcuno vorrà
            azzardare proferire un prezzo così alla cieca, ed il vederlo, ed esaminarlo, come è stato con-
            cesso a noi, sarà difficile tanto più che ci vuole un intelligente, e questo manca al momento,
            ed io non servo altri che alla mia Sovrana, e il suo Governo per il quale solo sono obbligato”.
                  Di fatto le trattative sfumano completamente. L’unica testimonianza di questo sofferto
            tentativo di acquisto, oltre alle lettere, è rappresentato dal Catalogo stesso, presente ancora
            oggi nell’Archivio del Museo e da una piccola ara donata da Asquini. Oggi la collezione è
            parte del Museo di Castelvecchio .
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            2. Il Medagliere Trivelli (1858)
                  Nel  1858  Lopez  viene  incaricato  dagli  eredi  del  Barone  Giuseppe Trivelli  di  Reggio
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            Emilia di compilare un “Catalogo stimativo” della raccolta numismatica a lui appartenuta . Il
            lavoro che il Direttore si sobbarca è decisamente difficile, dal momento che la caratteristica
            principale di tale collezione è quella di trovarsi nel più grande disordine. Gli esemplari sono
            delle epoche e provenienze più disparate, e richiedono, per esser identificati, ottima cono-
            scenza di tutte le emissioni passate e presenti. È comprensibile, prosegue Lopez, scrivendo
            agli eredi il 14 Agosto 1858, che un altro studioso di questo fecondo periodo, Cavedoni  di
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            Modena, abbia rifiutato tale compito, anzi dice che “io pure mi sarei scusato d’addossarmi
            tale lavoro se avessi avuto contezza di tanto disordine (...). Tuttavia, assunto una volta sì
            fatto incarico, era mio debito di attuarlo cercando nel tempo stesso il modo più sollecito di
            condurlo a termine (...). Ma non posso tacermi che rimasi quasi invilito vedendo insieme
            confusamente ammassate parecchie migliaia di medaglie e di monete diverse di luoghi, di
            tempi, di metalli, e pensando che mi era assunto di classificarle con succinte indicazioni e di
            stimarle tutte nel minore spazio di tempo possibile, senza il soccorso di libri che aiutassero la
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            mia debole memoria .
                  A questo punto egli sente più che mai la necessità di esplicitare i criteri che ha dovuto
            adottare per stilare il catalogo. Innanzi tutto si avvale di quello cronologico, che “è invariabile
            come il succedersi del tempo”, seguito da quello geografico per le monete e medaglie moder-
            ne immaginando di collocare nel corso di un viaggio ideale .
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                  “(…) Laonde partendo dall’Inghilterra passo pel Portogallo e la Spagna, ed attraverso
            la Francia. Percorro la Svizzera, e pel Belgio e l’Olanda mi reco in Danimarca, poi in Isve-
            zia ed in Russia, e per la Polonia entro in Germania. Ne visito i diversi stati incominciando



            MIChELE LOPEz (1825-1867)                                                          M.C. Burani
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