Page 199 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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Complesso Monumentale della Pilotta – CONTRIBUTI 197
15 Aprile 1841 Lopez si rivolge così al Presidente dell’Interno: “Ho l’onore di dare rice-
vuta all’E.V. della raccolta di trentanove medaglie, che il Signor canonico di Parma D. Luigi
Cipelli offriva in dono a S.M. e che questa clementissima Sovrana si degnava ordinare venisse
depositata nel D.le Museo”.
Segue l’elenco dettagliato della raccolta, costituita da monete papali. A conclusione
segue una serie di precisazioni: “Debbo notare che dieci e non nove sono le medaglie di piom-
bo, giacchè una trovandosi coperta da una patina che imita il bronzo, fu creduta di questo
metallo. Passo poi sotto silenzio che questo D.le Museo ben lungi dall’avere un medagliere
completo dei tre ultimi pontefici, possiede dodici medaglie di Leone XII, quattro di Pio VIII, e
cinque di Gregorio XVI, non calcolando quelle di sede vacante”.
La lettera termina comunque con i ringraziamenti e con l’assicurazione che le monete
verranno collocate nel Ducale Stabilimento.
13. Il Presidente dell’Interno (5 Giugno 1844)
Si riceve da parte del Presidente dell’Interno la medaglia commemorativa in bronzo
della Società Medica della Gran Bretagna coniata in onore del Chirurgo Beniamino Collins
Brodie. Il Direttore del Museo la definisce “di squisito concetto, onora non solo la persona
per la quale fu coniata, ma chi la ideò, chi la eseguì ed anche l’Istituto che la riceve in
dono”.
GLI ACqUISTI MANCATI
1. Il Museo dei Conti Verità (1828)
La prima metà del XIX secolo rappresenta il periodo in cui vengono ad arricchire il
Medagliere le collezioni più consistenti e significative, ma accanto a trattative coronate da
successo troviamo le tracce di quelle che, nonostante gli sforzi del Direttore per convincere
la Presidenza dell’Interno, hanno portato ad esiti infruttosi. Di tali acquisti mancati rimango-
no testimonianze consistenti nella documentazione d’Archivio: lettere, stime, descrizione dei
pezzi, addirittura il catalogo manoscritto. Due in particolare sono i Medaglieri che avrebbero
dovuto trovare posto nel Museo di Parma: quello proveniente dal Museo dei Conti Verità di
Verona e quello del Barone Giuseppe Trivelli di Reggio Emilia.
Il primo fa parte di una più ampia raccolta che comprende “molti monumenti spettabili
a diversi rami dell’archeologia” . In questa missiva, indirizzata al Sig. Presidente dell’Inter-
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no, si illustrano le collezioni che costituiscono il Museo Verità ed in particolare la ricchissima
raccolta numismatica la cui vendita da parte degli eredi alla morte del Conte Giacomo Verità
dovrebbe servire per pagare i debiti di famiglia. Gli esecutori testamentari, il Conte Ceola,
il Presidente del Tribunale Cavalier de Battisti, il Conte Asquini (quest’ultimo è anche l’in-
terlocutore con il Museo), desiderano che la collezione vada a Parma, che non sia dispersa,
che non esca dall’Italia, lontano da Verona. Di essa fanno parte pregevoli manufatti: sculture,
epigrafi, suggelli, statue in metallo (si parla addirittura di una “schiera di idoletti, statuette e
busti”…). Molti sono anche gli oggetti della plastica, tra i quali un’urna etrusca, le pietre lavo-
rate, un solo monumento di pittura che, si dice, basta però da solo tanto è importante: si tratta
di una testina femminile realizzata ad encausto sopra un frammento d’intonaco proveniente
dai bagni di Livia a Roma e spedito a Scipione Maffei da Monsignor Bianchini gesuita vero-
nese, funzionario pontificio a Roma. Non mancano neppure i vetri, i trattati di archeologia,
antiche gemme, mobili vari e stipi per medaglie.
Tuttavia il principale vanto della raccolta è la numismatica, “la quale forma il principale
ornamento di siffatto Museo. Questa si divide in due parti, in Numismatica antica e moder-
na. In quattro classi, quella viene distribuita: medaglie consolari e di famiglie latine e greche,
medaglie imperiali romane, medaglioni imperiali latini e greci, medaglie similmente impe-
riali di colonie e municipii. E qui non mi posso tenere dal non manifestare all’E.V. la molta
meraviglia che provai nel vedere una privata raccolta di antiche medaglie sì numerosa e scel-
ta, annoverandovisi dodicimila trentatre pezzi”. Lopez, ammirato, prosegue la descrizione
delle “classi”, notando che della prima, che consta di 2046 pezzi, ben trenta denari mancano
al Museo, uno dei quali, della famiglia Quinzia, riconiata da Traiano, è inedita. Delle cinque
MIChELE LOPEz (1825-1867) M.C. Burani

