Page 396 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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             del secondo Ottocento, benché in questa disciplina egli studiò sostanzialmente da autodidatta. In pochi
             anni si formò una cultura vastissima che si rivela nei suoi numerosi scritti. Morì giovanissimo, all’età di
             ventisette anni. Un necrologio con notizie biografiche e bibliografiche di Rossi è in AMBROSOLI 1896.
             281  Per un inquadramento dell’attività della zecca di Frinco, GIANAzzA 2011, con bibliografia precedente.
             282  ROSSI 1883, tavola s.n., fig. 2 (questo esemplare?) e p. 69.
             283  La letteratura successiva ha sempre ripreso la proposta di Rossi (cfr. CNI II, p. 379, n. 33; GAMBERINI DI
             SCARfEA 1956, III, p. 191, n. 522; VARESI s.l., s.d. (ma 2003), p. 175, n. 912) senza offrire altre prove dell’esi-
             stenza della moneta.
             284  Un inquadramento dell’attività della zecca di Castiglione delle Stiviere è in MARGINI 2011b, con bibliogra-
             fia precedente.
             285  ROSSI 1882, p. 38 e Idem 1883, p. 65, tavola s.n., fig. 3 (questo esemplare) e pp. 71-72.
             286  Anche questo esemplare fu pubblicato da Rossi nel 1883 (IVI, p. 65, tavola s.n., fig. 4 (questo esemplare)
             e p. 72).
             287  Un breve inquadramento della zecca di Bozzolo è in MARGINI 2011a, con bibliografia precedente; fonda-
             mentale la monografia pubblicata da BELLESIA 2014, pp. 61-212.
             288  Una sezione dedicata alle zecche clandestine e ai prodotti non ufficiali è in TRAVAINI 2011, pp. 1507-1521.
             Si tratta naturalmente di una piccola campionatura che però rende l’idea di quanto la pratica della falsifica-
             zione monetaria nei secoli passati sia stata diffusa e esercitata. Per quanto riguarda Parma e il suo territorio
             sono ricordate le località di Busseto alla fine del Cinquecento (ivi, p. 1508, ad vocem), Castelnuovo nel 1750
             (ivi, p. 1510, ad vocem), Ramoscello nel 1501 (ivi, p. 1516, ad vocem).
             289  Per approfondimenti, BAzzINI 2006, p. 268, scheda n. 196. Per la moneta originale servita per creare il
             falso denaro di Giberto da gente, BAzzINI, OTTENIO 2009, p. 36 ss.
             290  Il falsario udinese Luigi Cigoi (1811-1875) inventò anche un altro pezzo di fantasia da aggiungere alla
             serie di monete della zecca di Parma. Si tratta del grosso aquilino attribuito ad Alberto e Mastino della Scala
             (1335-1341) (per questa ‘moneta’, BAzzINI 2017).
             291  Il numero d’inventario è 15a-75/1882.
             292  BAzzINI 2011d, pp. 1243-1244, al quale si rimanda per gli approfondimenti bibliografici.
             293  Gli esemplari del Museo di Parma sono illustrati e commentati in BAzzINI, OTTENIO 2002.














































             MONETE MEDIEVALI E MODERNE E zECCA DI PARMA                                          M. Bazzini
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