Page 392 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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390 Complesso Monumentale della Pilotta – VETRINE
165 LOPEz 1869, p. 72. Le guarnigioni francesi erano state mandate a recuperare le città di Parma e Piacenza
cadute in mano dell’esercito imperiale.
166 Per Piacenza, CROCICChIO, fUSCONI 2007, pp. 132-133.
167 Affò 1788, pp. 144-145.
168 ASPr, fondo notarile, notaio A. Ambanelli, foglio 1140. Il documento è in fase di studio insieme ad altro
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materiale archivistico inedito della prima metà del Cinquecento. Maggiori notizie in BAzzINI c.d.p .
169 Affò 1788, pp. 146-150 e pp. 158-162.
170 COGGIOLA 1903, pp. 28-31.
171 È recentissima la pubblicazione da parte di Bellesia di una nuova tipologia di scudo d’oro di papa Paolo
III rimasta fino ad oggi sconosciuta (BELLESIA 2017).
172 Cfr. ROSSI 1883, pp. 10-11.
173 I terzi di paolo possedevano un titolo di c. 820 ‰ mentre quello dei grossetti era circa la metà.
174 Affò 1788, p. 153.
175 Cfr. MUNTONI I, p. 179, n. 160 (paolo). Con papa Paolo III il grosso papale comunemente chiamato giulio
(dal nome di Giulio II che ne fu l’artefice) prese il nome di paolo. Secondo Martinori i due nomi furono usati
indistintamente ma con prevalenza per la prima denominazione (MARTINORI 2015, p. 363, ad vocem). Il valo-
re del paolo era però superiore a quello del ‘vecchio’ giulio: il primo valeva 15 soldi, mentre il secondo 10.
176 CNI IX, p. 435, n. 36 (piccolo); MUNTONI I, p. 179, n. 165 (quattrino).
177 Il documento del 1554, già più volte ricordato, contenente la descrizione del materiale creatore del Bo-
nomo, cita «uno punzone da dinarini con la testa de S.to Hilario» (COGGIOLA 1903, p. 78).
178 Coniò però moneta a suo nome nelle zecche di Castro e di Novara.
179 Affò 1788, p. 175.
180 LOPEz 1869, p. 76.
181 Coggiola indica questo zecchiere come Niccolò Zagabria de’Lioni, così come viene citato nell’«extimo
della ponzonaria» del 9 dicembre1551, in cui il nome è trascritto in «M.ro Niccolò Zagabria» (COGGIOLA 1903,
doc. n. 3, p. 80). Tuttavia, nel medesimo documento egli si trova indicato anche come «Magi.ster Nicolaus de
leonibus et gazabria fi(lius) q(uondam) d. stephani» (ibidem) e in questo modo il Leoni viene citato anche
in altri due documenti: in un caso lo troviamo indicato come «magistro nicolao de leonibus de gazabria f. q.
d. stephani» (ivi, documento n. 2, p. 77), mentre in un altro atto, relativo alle spese di un viaggio effettuato il
26 giugno 1550 viene designato come «M.ro Nic.o Di Lioni da Gazabria» (ASPr, f.do Comune, Ordinazione
dell’anno 1550, foglio n. 39).
182 COGGIOLA 1903, pp. 23-24 e passim.
183 I due esemplari pubblicati da Affò (Affò 1788, tav. VI, nn. 87-88) e ripresi in CNI IX, pp. 446-47, nn. 85-
86 (testoni?) sono in realtà dei gettoni (BELLESIA 2004a, pp. 14-18). Anche l’esemplare attribuito da Castellani
(CASTELLANI 1925, p. 284, n. 8825) a Ottavio Farnese e alla zecca di Parma non è pertinente (ivi, p. 19).
184 COGGIOLA 1903, pp. 80-81.
185 A differenza dei sesini la Parma/Minerva dei mezzi scudi manca dell’asta e, al posto della vittoriola, tiene
un corto scettro terminate con un giglio.
186 San’Ilario sui quattrini e la croce pomata sui bagaroni identificano immediatamente questi due nominali.
187 Un bando bolognese del 23 febbraio 1554 elenca, tra altre monete, le «muragliole de parma da due te-
ste». Queste monete non possono che essere le parpagliole con Alessandro Magno/Alessandro Farnese, che
dunque in quella data erano già state battute ed entrate in circolazione (BELLESIA 2012, pp. 40-41).
188 La definizione si trova nella grida parmigiana del 1559 (COGGIOLA 1903, p. 94, doc. n. 8), mentre in un
bando milanese del 20 luglio 1589 le stesse monete vengono indicate come parpagliole «con una testa da
tutte e due le parti» (Affò 1788, p. 193, nota n. 30). Il titolo delle parpagliole, di circa 326 ‰ nel 1573, nel
1589 era già sceso a circa 284 ‰. Nel 1594 era di circa 239 ‰, e arrivò a 194 ‰ nel 1608. In trentacinque
anni questa moneta aveva quindi perso quasi il 50% di fino.
189 BELLESIA 2003, p. 9, nota 4.
190 Cfr. DREI 1954 (ed. 2009), p. 131 ss.
191 LOPEz 1869, p. 79; COGGIOLA 1903, p. 51 ss.; BELLESIA 1997, p. 561.
192 Ivi, passim, in particolare p. 563.
193 COGGIOLA 1903, p. 92 ss., doc. n. 8.
194 Affò 1788, p. 197.
195 BELLESIA 2003, pp. 14-15.
196 Affò 1788, p. 198
MONETE MEDIEVALI E MODERNE E zECCA DI PARMA M. Bazzini

