Page 389 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
P. 389
Complesso Monumentale della Pilotta – VETRINE 387
81 Il ducato di papa Adriano VI era entrato a far parte del medagliere nel settembre 1863, frutto di uno scam-
bio di monete realizzato con Domenico Promis (Archivio MANPr, Registri dei cambi, Direzione Lopez e Pigo-
rini, sotto la data 8 settembre 1863). Entrambe le monete furono pubblicate da LOPEz 1869, tav. II, nn. 4 e 7 e
sono citate anche da MUNTONI I, p. 143, nota al n. 19 e p. 161, nota al n. 116. Muntoni, che evidentemente non
era a conoscenza del furto del 1933, lamenta la loro assenza in museo e la mancanza di notizie al riguardo.
82 LENzI 1933, pp. 70-71. Alcuni documenti finora inediti riguardanti il furto del 1933 sono conservati presso
la Biblioteca Palatina di Parma, fondo Michele Mariotti, cass. 110, fasc. 11, Medagliere del Museo. Modifi-
cazioni all’inventario in seguito al furto. Nel verbale dattiloscritto della ricognizione effettuata insieme al
dott. Salvatore Aurigemma, Soprintendente alle Antichità dell’Emilia, Mariotti è indicato come Conservatore
onorario del R. Museo. La mancanza di ogni riferimento a un direttore dell’istituzione museale mi fa credere
che in quel momento la carica fosse vacante.
83 LENzI 1934, p. 67.
84 MARIOTTI 1881, pp. 10-14 e 21-24 e ID. 1882, pp. 3-23.
85 fRUGONI 2009a, p. 10 e EAD. 2009b, p. 9; GANGANELLI 2009, p. 1.
86 Archivio MANPr, Ms. 23, Lopez Michele, Distributio geographica et chronologica nummorum omnium
qui in Museo Regio Parmensi adservantur, ab anno MDCXXXXVI. Il manoscritto iniziato nel 1846 fu ag-
giornato dallo stesso Lopez nel 1860, data alla quale esso si arresta. I supplementi del 1860 sono più som-
mari rispetto alla Distributio del 1846 e in alcuni casi non si capisce se quanto indicato si riferisca a monete
oppure a medaglie. Inoltre, nel caso delle zecche di Parma e Piacenza, nel 1860 Lopez non distingue tra
esse inserendo le nuove acquisizioni sotto la dicitura generica di «Parma et Placentia». Per questo motivo
nella stima qui riportata ho tenuto conto solo dei dati che si riferiscono con una certa sicurezza a monete.
In questo primo censimento delle monete d’oro del medagliere di Parma non ho tenuto conto di quelle
della zecca di Roma e di Malta, che per questo motivo non compaiono nella lista; esemplari di altre zecche
possono essermi sfuggiti. La lista delle monete d’oro qui offerta è quindi parziale e probabilmente approssi-
mata per difetto. Si spera di poter approfondire in seguito le ricerche per determinarne l’ammontare preciso
e offrire così un dato completo.
87 Nel supplemento del 1860, sotto la voce ‘Parma et Placentia’, Lopez registra un esemplare in oro di Pier
Luigi Farnese ma è noto che sotto di lui le due zecche ducali furono inattive. Pier Luigi fece però coniare
scudi d’oro a Castro e a Novara.
88 Il numero è incerto perché non mi è chiaro se una terza moneta fu acquisita o no.
89 I nove pezzi sono così suddivisi: arabi (1); Ruggero I (1); Guglielmo I; Guglielmo II (1); Federico I di
Svevia (1); Ferdinando I e Elisabetta (1); Giovanna e Carlo (1); Carlo V d’Asburgo (1). È probabile che alcuni
dei tarì attribuiti a Palermo oggi siano assegnati alla zecca di Messina.
90 Si trattava del fiorino con l’aquila e la Vergine a nome di Federico II di Svevia.
91 In realtà la zecca è quella di Carmagnola.
92 Il numero è incerto perché non mi è chiaro se due pezzi siano entrati a far parte della collezione oppure
no.
93 Archivio MANPr, Ms. 26, Luigi Pigorini, Catalogo delle monete medievali e moderne del Regio Museo di
Parma, fascicolo 2, Parma, monete medievali e moderne Catalogo Rossi.
94 Nel manoscritto la moneta è indicata come «tipo Promis, Monete dei Paleologi, tav. IV, 5».
95 L’unico esemplare registrato da Lopez era attribuito a Margherita e Guglielmo Gonzaga. Potrebbe pertan-
to essere lo stesso esemplare che Pigorini qui indica per Margherita e Francesco.
96 A quelle elencate qui di seguito si devono aggiungere 43 pezzi della zecca pontificia di Roma e 7 del
Sovrano militare ordine di Malta.
97 In questo numero è compreso il cosiddetto ongaro per Livorno di Cosimo III de Medici
98 Si tratta di tarì di Messina o Palermo.
99 Si tratta di tarì di Palermo o Messina.
100 Si tratta di due tremissi longobardi.
101 Si tratta di un tarì.
102 Delle quali 3 del Regno d’Italia post Unità
103 Si tratta di un esemplare da 20 lire della Repubblica Subalpina, anno 9.
104 Si tratta di tremissi barbarizzati di zecca incerta.
105 Si tratta di scudi emessi nelle zecche di Barcellona, Siviglia (?) e Toledo. Le monete furono probabilmen-
te ritenute della zecca di Napoli ed infatti ancora oggi si trovano insieme alle altre monete di questa città.
106 Si tratta di un tarì.
107 PIGORINI 1863.
MONETE MEDIEVALI E MODERNE E zECCA DI PARMA M. Bazzini

