Page 387 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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Complesso Monumentale della Pilotta – VETRINE 385
39 Si vedano anche ‘Albania (Regno di)’, ‘Ascoli Piceno’, ‘Avignone’, ‘Carprentrass’, ‘Pont de Sourges’, ‘Savoia’
e ‘Repubblica Italiana’. Per alcune imitazioni o contraffazioni si veda ‘Castiglione delle Stiviere’.
40 Sotto la voce generica ‘Savoia’ sono state comprese le monete coniate da principi e sovrani di questa
casata in diverse zecche italiane. Il riconoscimento delle specifiche officine monetarie è stato rimandato a
una successiva e più approfondita indagine. In questo numero (236) sono comprese anche le monete del
Regno d’Italia e quelle di Vittorio Emanuele III per l’Albania. Si vedano anche ‘Alessandria’, ‘Asti’, ‘Cuneo’,
‘Cagliari’, ‘Grecia Franca’, ‘Palermo’, ‘Piacenza’, ‘Susa’ ‘Torino’ e ‘Vercelli’. Per alcune imitazioni o contraffa-
zioni si vedano ‘Castiglione delle Stiviere’, ‘Desana’, ‘Carmagnola’, ‘Passerano’, ‘Sabbioneta’.
41 Si veda anche ‘Firenze’.
42 Si veda anche ‘Savoia’.
43 Tre monete appartengono a Filippo di Savoia, principe di Acaia. Si veda anche ‘Cagliari’ e ‘Savoia’.
44 In questo numero sono state comprese alcune monete di Carlo VI d’Asburgo che la tradizione numisma-
tica inserisce nel corpus delle monete di Trento (cfr. CNI VI, p. 224, nn. 9-10), ma che furono coniate nella
zecca Hall o di Graz e il cosiddetto ‘donario’ d’argento del principe vescovo Pietro Vigilio dei conti di Tun,
coniato nella zecca si Salzburg. Si veda RIzzOLLI 2011, pp. 1197-1198;
45 Si veda anche ‘Venezia’.
46 Si veda anche ‘Roma’.
47 In questo numero sono comprese le monete emesse per i cosiddetti ‘possedimenti di terraferma’ della
Serenissima (Padova, Verona, Vicenza, Treviso), quelle di Francesco I d’Asburgo per la Provincia Veneta,
quelle del Governo Provvisorio o Municipalità Provvisoria di Venezia, quelle della Repubblica Veneta e
quelle del Lombardo Veneto emesse nella zecca lagunare. Sono inoltre state comprese alcune contraffazioni
coeve in rame del ducato d’oro. Si veda anche ‘Murano’ e ‘Parma’ e ‘Venezia (possedimenti di)’. Per alcune
imitazioni o contraffazioni si vedano ‘Frinco’ e ‘Masserano’.
48 Sotto questa voce sono comprese le monete dei possedimenti levantini di Venezia (Armata e Morea, Can-
dia, Cattaro, Dalmazia e Albania, Famagosta, isole del Levante, Sebenico, Spalato, Traù, Zara, ecc.). Si veda
anche ‘Venezia’.
49 Si tratta del mezzo soldo ossidionale del 1638. Si veda anche ‘Savoia’.
50 In questo numero sono state inserite anche alcune monete viscontee tradizionalmente attribuite alla zecca
di Milano ma che studi recenti hanno assegnato a quella della città scaligera (cfr. BAzzINI 2011c, pp. 1229-
1237; TRAVAINI, BAzzINI 2015, passim; RIzzOLLI, PIGOzzO 2015, pp. 217-283 e pp. 407-411). Si veda anche ‘Mi-
lano’ e ‘Venezia’.
51 Si veda anche ‘Venezia’.
52 Si veda anche ‘Ronciglione’.
53 Si tratta di tre grossi con ritratto di Federico II di Svevia, che studi recenti attribuiscono alla zecca impe-
riale di Vittoria, nei pressi di Parma. Si veda BAzzINI 2011d, pp. 1243-1244, con discussione e bibliografia
precedente. Si veda anche ‘Parma’.
54 Le monete sono state coniate nella zecca di Roma.
55 Si tratta della moneta ossidionale da cinque franchi emessa da Napoleone I Bonaparte
56 Si tratta di monete emesse dalla dinastia dei Lusignano.
57 Le monete sono state coniate nella zecca di Roma.
58 Sotto questa voce sono state comprese le monete di Bellinzona, dei tre Cantoni confederati di Uri,
Schwytz e Unterwalden e quelle del Canton Ticino.
59 Sotto questa voce è stata inserita la moneta ossidionale da franchi nove e centesimi venti emessa nel 1813
da Napoleone I Bonaparte.
60 Si veda BAzzINI 2006, p. 167, schede n. 12-13.
61 Quasi tutti gli esemplari recano graffi e in qualche caso piccoli colpi sul taglio.
62 Archivio del Museo Archeologico Nazionale di Parma (d’ora in poi MANPr), Registri dei cambi, Direzione
Lopez e Pigorini, sotto la data 24 ottobre 1853). È molto probabile che si tratti dell’esemplare dell’ex col-
lezione Brambilla illustrato in LIMIDO, fUSCONI 2011, p. 47, oggi custodito presso i Musei Civici di Pavia. Si
noti come attualmente nella collezione del museo di Parma non sia presente alcun esemplare come quello
ceduto da Lopez al Brambilla (è però presente un denaro con legenda INCLITA CIVITA). Se la moneta
ceduta non era un doppione, e a meno che l’odierna mancanza non sia da imputare a qualche motivo per
ora ignoto, è probabile che il Lopez si sia deciso allo scambio ritenendo la moneta lucchese molto più rara
di quella di Pavia.
63 Archivio MANPr, Registri dei cambi, Direzione Lopez e Pigorini, sotto la data 20 aprile 1858.
MONETE MEDIEVALI E MODERNE E zECCA DI PARMA M. Bazzini

