Page 91 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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Complesso Monumentale della Pilotta – CONTRIBUTI                                             89



            che non ha ancora esaminato tutti i reperti di Veleia e che saprà rispondere il lunedì suc-
            cessivo: “ho animo di supplicare la bontà di V.S.Rev.ma, come riverentemente La supplico ad
            illuminarmi su di questo emergente”.
                  Ed ecco ancora una volta la risposta, priva di incertezze, che giunge il giorno stesso:
                  “In trent’anni di studio, e di osservazioni su ogni sorta di antichità non mi è mai av-
            venuto di vedere alcuna medaglia vitrea; e sarebbe un prodigio di più, che se ne avesse una
            di Ottone; qualche pasta bensì rotonda con segni in ambe le faccie però a rilievo ho veduta
            presso il Barone di Hosch e presso Belisario, ma non mai tra gli avanzi di Macinesso. Vi sono
            de’ visionarj per difetto di cognizione, i quali credono bonariamente di vedere ciò, che non
            ha mai esistito”.
                  Il Cameo richiesto raffigura un “cane giacente versicolare; il quale se non fusse stato
            danneggiato dal fuoco, che gli ha tolto la pulitura e i dilicati lineamenti”, sarebbe di grande
            valore. Il fuoco, continua, che ha rovinato il gioiello, è responsabile anche del danno arrecato
            ad altri monumenti veleiati.

            Il Medagliere Cattaneo (1777)

                  L’opposizione contro i Gesuiti da parte delle corti cattoliche di Spagna, Portogallo, Na-
            poli e Parma, portò la Compagnia di Gesù ad una serie di vicende burrascose che culminaro-
            no alla metà del Settecento con la cacciata dapprima dai territori suddetti e dalle colonie del
            Sud e Centro America, ed infine con la totale soppressione dell’Ordine. I Borboni esercitaro-
            no a Parma una pressione così violenta che, dopo il 1765, il clima sempre più pesante portò
            a rovesciare il Ministro Du Tillot e ad estromettere dalla Direzione del Museo il Paciaudi suo
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            stretto collaboratore . Nel 1771 il primo fu allontanato e il secondo destituito dall’incarico di
            Prefetto, mandato che riguadagnò dopo alcuni anni . A sostituirlo in questo compito che fino
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            a quel momento aveva onorevolmente svolto, venne preposto il Padre Benedettino Andrea
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            Mazza . Questi, nel 1777, acquisì la collezione numismatica del Padre Cattaneo dei Minori
            Osservanti di Santo Spirito di Reggio Emilia.
                  Quando nel 1709 Padre Cattaneo scomparve, vennero fatte pressioni sui frati affinchè
            vendessero le collezioni frutto di raccolte acquisite nel corso di anni di ricerche. Per un certo
            periodo di tempo, cioè fino al 1734-35 circa, lo stesso Rinaldo I d’Este, per evitare la disper-
            sione dei beni ecclesiastici del suo Ducato, ne aveva impedito la vendita.
                  Giovanni Battista Cattani (1640-1709), conosciuto con la latinizzazione Cattaneo, en-
            trò giovanissimo nell’Ordine dei Frati Minori Osservanti di Santo Spirito di Reggio Emilia
            e divenne ben presto famoso come studioso e appassionato delle arti e delle discipline
            storiche. Tra il 1670 e il 1682 gli vennero affidati molteplici incarichi: Segretario di Padre
            Joseph-Jiménez Samaniego, Prefetto della Provincia di Burgos, Commissario Generale delle
            Province Transalpine e Ministro dell’Ordine. In tal modo egli ebbe l’opportunità di recarsi
            in Spagna più volte e lì ottenere apporti proficui per l’incremento delle collezioni numi-
            smatiche (in particolare esemplari di zecche coloniali romane), librarie e naturalistiche da
            collocare nel Convento di Santo Spirito di Reggio Emilia . Dal 1684 cesserà di intrapren-
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            dere viaggi ma continuerà a dedicarsi con passione agli studi accademici e artistici e a
            sovraintendere i lavori di ristrutturazione ed ampliamento del Convento, riservando una
            particolare attenzione all’allestimento dei locali destinati ad ospitare le ricche collezioni
            che frattanto contribuiva ad accrescere. La sala adibita a Museo, la “Libraria”, conteneva
            non solo preziose edizioni del Quattrocento e Cinquecento, ma “molte cose rare” e “molte
            medaglie antiche” che costituivano un sicuro richiamo per gli appassionati, i collezionisti
            e, perché no, i curiosi, attratti dalle meraviglie di una sorta di wunderkammer. A tale fama
            giunse questa raccolta che nel 1739 la Biblioteca– Museo di Cattaneo fu dichiarata ufficial-
            mente aperta al pubblico sotto la sorveglianza di un padre guardiano.
                  La personalità del frate nell’attendere agli studi e all’arricchimento del Museo fu a tal
            punto determinante da far identificare la raccolta con il suo nome, sebbene essa fosse di pro-
            prietà del Convento e non sua personale .
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                  Purtroppo, a tanto desiderio di ampliare le raccolte non sempre corrispondeva la pos-
            sibilità di fare acquisti interessanti. Cattaneo, infatti, lamenta la scarsa disponibilità sul mer-
            cato di materiale degno di considerazione e il fatto che occasioni di fare affari non siano



            PADRE PACIAUDI (1763-1785)                                                         M.C. Burani
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