Page 90 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
P. 90
88 Complesso Monumentale della Pilotta – CONTRIBUTI
Vengono riportati solo alcuni esempi legati a questioni di carattere numismatico in cui
Mazza si trova nell’incertezza di agire per il meglio e di procedere alle richieste che gli sono
state fatte si rivolge a Paciaudi.
Andrea Mazza viene incaricato di trasportare documenti,“carte” relative a Veleia com-
preso il Catalogo di Medaglie delle dissotterrate colà firmate di pugno del fu Sig. Conte Teolo-
go Costa. Con la seguente Lettera chiede aiuto a Paciaudi poiché trova difficoltà a verificare
19
la corrispondenza tra le monete ed il Catalogo indicato.
“A tale oggetto ho voluto raffrontare le poche medaglie d’oro di quel Catalogo con quelle
esistenti in Biblioteca immaginando di trovarvele unite, e non ve ne ho riscontrato neppure
una. Ho pure disciolto tutti i pacchetti delle conservate nelle antidette Camere (abitate in pre-
cedenza dal Paciaudi, N.d.r.), e li ho trovati composti di altrettanti più piccoli con indicazione
di fuori della qualità del metallo senza averne veduto in veruno indicato l’oro. Ho finalmente
aperto i due sacchetti uno in Biblioteca di pelle gialla, l’altro nelle rimembrate Camere di tela
verde, e neppur in esse mi è riuscito scorgere veruno indizio. Potevo tentare anche il confron-
to di quelle di argento, e delle altre di quei sacchetti incartate: ma il copioso numero, e la
scarsezza del tempo non mel permettono, e spero dalla di Lei cortesia esserne dispensato per
ora con la opportuna istruzione, di cui reverentemente La prego”.
Seguono i saluti e la data, 20 Settembre 1771.
La risposta di Paciaudi chiarisce i dubbi del suo aiutante, come cioè il Catalogo suddetto
non abbia niente a che vedere con quello delle monete di Veleia.
È infatti quello relativo al “piccolo, e imperfettissimo gabinetto lasciato dal Conte Scribo-
ni Rossi divenuto inutil peso ai figli eredi di asse tenuissimo, e di molti debiti, volean questi
venderlo alla Corte. Il S. Conte Teologo (il Costa, N.d.r.) si interessò per questa famiglia presso
il S.M. e di F.o (Guglielmo Du Tillot, Marchese di Felino, N.d.r) acciò lo comperasse, ne fece la
descrizione, vi appose i prezzi, firmò l’estimazione sua.
Dopo la morte di quel degno Ecclesiastico il P. Canonici fu consultato, e valutò le
Medaglie due terzi di meno. Chiamato a dire il parer mio, stimai certamente esorbitanti
i prezzi del primo per difetto di pratica, ma troppo severa la falcidia del secondo. Ma gli
eredi amaron meglio rittenere le Medaglie che cederle a minor prezzo dell’antico estimo. Le
quali poi passate alle mani di un mezzano, che non voglio nominare, andarono a Venezia,
e in fiera a Sinigaglia, d’onde ritornarono in assai scarso numero. Il Catalogo presso di me
rimane”.
Paciaudi dà poi indicazioni relative alla presenza di una moneta d’oro proveniente
da Veleia e ne indica la collocazione: “Negli scavi di Macinesso (pieve sorta sul sito di Ve-
leia) una sola medaglia d’oro fu trovata colla testa di Nerone, che troverà nella scatoletta.
Se dall’immense rovine di Ercolano sole 27 ne passarono nel Museo di Portici, non è ma-
raviglia se nell’angusto Pomerio de’ Veleiati dopo le antiche depredazioni una sola siasi
avuta”.
Prosegue poi a proposito delle altre monete d’oro:
“Le altre diverse medaglie d’oro che ora S.A.R. possiede sono state aggiunte di tempo
in tempo dal S.M. e di Felino, che aveva ordinato agli orefici di recargli quanto in questo
genere portassero a vendere i Campagnuoli (quanto veniva, cioè, trovato fortuitamente
durante lo svolgimento dei lavori agricoli, N.d.r.). Alcune di argento latine furon pure
dissotterrate a Macinesso descritte nei diarj che restano. Tutto il rimanente devesi pure
al S.M. e Ministro. Le Greche sono state, in molta parte una oblazione del P. Volpini di
ritorno dalla Guardiania di Terra Santa. Le Monete del Medio Evo holle donate presso che
tutte io stesso Libero munere, come ho dato il Parnaso Francese in Medaglie fuse e dorate”
(evidentemente egli agiva con una certa libertà e non indica a chi e perché ha donato
queste monete).
Mazza mostra altre incertezze nell’orientarsi sul materiale proveniente da Veleia, e sol-
tanto un mese dopo chiede di nuovo aiuto al Direttore :
20
“Da persona ragguardevole fu cercato ieri di alcune anticaglie delle dissotterrate a
Macinesso, che mi disse mostrate prima che di Piacenza fussero a V.S. Rev.ma spedite. Se-
gnatamente mi mostrò ansietà grandissima di rivedere una medaglia vitrea di Marco Salvio
Ottone, un Cameo su cui una volpe che dorme, e delle pietre incise come castone da anello”.
Mazza, preso alla sprovvista e non ricordando di aver viste tali cose, si risolve a rispondere
PADRE PACIAUDI (1763-1785) M.C. Burani

