Page 94 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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             27  È di questi anni la compilazione da parte di Luigi Foresti degli Inventari delle monete del convento di
             Santo Spirito: si tratta della redazione dello stesso Indice (CATTANEO 1734 e fORESTI 1735) con, nel primo
             caso, l’aggiunta di un Repertorio 1734 da cui si deduce che le redazioni del Cattaneo andarono perdute
             tranne una piccola parte.
             28  PICCONI DA CANTALUPO 1906.
             29  PIGORINI 1869 “Di quella prima amministrazione del Museo tenuta dal Mazza (nel 1771, N.d.r.) nulla è
             da dire, ove ne eccettuiamo gli atti di successione al Paciaudi, i quali per fermo ne rivelano come il nostro
             Benedettino non avesse l’animo tanto gentile quanto valorosa la mente, col disprezzare, come fece, ogni
             personale riguardo verso l’illustre caduto, cui venne sostituito. (…). Il Paciaudi, dopo trionfale difesa con-
             tro quanto gli si opponeva, nel 22 febbraio del 1772 riebbe le perdute cariche. Poco del resto ebbe a conser-
             varle ancora, imperocché indignato dalle vili guerre che gli muovevano spiriti volgari rassegnò le proprie
             demissioni, e si ritirò in Piemonte sua terra natale”, p. 46
             30  MISSERE fONTANA 1999, p. 117-128; vengono menzionati i frequenti contatti ed i legami che uniscono Catta-
             neo con l’antiquario bolognese Giuseppe Magnavacca, con i numismatici francesi Jean Foy Vaillant, Charles
             Patin, l’abate francese François De Camps con cui si scambiano consulenze ed interpretazioni su pezzi rari
             o poco comprensibili.
             31  PEzzANA 1833, pp. 302-320.
             32  In effetti DE LAMA 1824, p. 9, parla genericamente di nummi avuti nel 1776 dal Padre Abate Mazza.
             33  DE LAMA 1824, p. 2, dice che il Museo Cattani era stato ottenuto, per quanto dicevasi, da Frati Osservanti
             Minori di Montechiarucolo, che lo avevano saputo celare, e così rendere vane le ricerche fatte dagli emissarj
             della R. Corte cinque anni prima: è un’indicazione piuttosto ambigua ed è il solo caso in cui troviamo in
             questa sede l’indicazione di tale monastero di Francescani, al confine tra il territorio di Reggio e Parma.
             34  L’Avvertimento è l’unica conferma che esisteva il Catalogo, “cui la presente scrittura era premessa è an-
             data perduta”.
             35  Con queste parole si allude alle accuse fatte da Paciaudi, restituito ai suoi impegni nel 1778, secondo le
             quali Mazza avrebbe contribuito, durante la sua Direzione del Museo, allo smarrimento di monete. Relativo
             a tale episodio si trova nell’ Archivio del Museo un carteggio tra Mazza, Paciaudi e Schenoni, (Direzione
             1765-1790). Si veda anche DE LAMA 1824, p. 3.
             36  CATTANEO 1734.
             37  MISSERE fONTANA 1999, pp. 117-128. Alcune delle indicazioni fondamentali indicate in Appendice dalla
             studiosa: zecca di emissione, autorità imperiale emittente, modulo (Prima Forma, Media…), il cassetto del
             Medagliere in cui sono conservate (tutte le monete sono collocate nel Primo Armadio, destinato ai Nummo-
             rum Veterum-Populorum-Regum).









































             PADRE PACIAUDI (1763-1785)                                                         M.C. Burani
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