Page 92 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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90 Complesso Monumentale della Pilotta – CONTRIBUTI
numerose: anzi, in più circostanze pare quasi risoluto a vendere la collezione. Infatti, dagli
epistolari che il Padre intrattiene con amici e amatori di oggetti antichi trapela la decisione di
trattarne la vendita nel 1698 prima e nel 1702 poi. Nonostante ciò, egli quando è possibile a
comperare pezzi, tanto che nel 1708 la raccolta “conta circa duemila tra medaglioni, grandi,
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mezzane, e picciole” . Per l’esattezza, si tratta di 1914 “monete antiche e dell’alto imperio di
cui 313 greche”.
Una prima classificazione era stata stilata da Cattaneo stesso; ad essa era seguita quella
eseguita da Padre Luigi Foresti . Infine un nuovo Inventario venne stilato dai Padri Discreti
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Giambattista da Cavriago, Antonio da Magliano, Romualdo da Novellara, Francesc’Antonio
da Budrio e Gian Francesco da Mantova: nel 1748 il numero delle monete della collezione
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raggiungeva le 2748 .
Per circa trent’anni dopo la stesura di questi Inventari si perdono parzialmente le tracce
della collezione: unica certezza è che nel 1777 ne viene venduta una parte al Padre Andrea
Mazza funzionario della Biblioteca Palatina di Parma (e quindi al Museo che in seguito, dopo
alterne vicende, Mazza aveva ripreso a dirigere) .
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La parte restante, più altri oggetti d’arte, ed il patrimonio librario, venne definitivamen-
te smembrato e disperso quando nel 1783 la congregazione dei Minori Osservanti di Santo
Spirito fu soppressa da Ercole III d’Este.
Della collezione di medaglie il nucleo considerato più interessante fin dalla sua forma-
zione fu riconosciuto essere quello costituito dalle monete di zecche coloniali iberiche che
Cattaneo aveva acquistato durante i soggiorni in Spagna. Egli ne aveva riportati 115 esem-
plari, alcuni dei quali furono oggetto di interesse, osservazioni e commenti da parte di altri
studiosi con cui Cattaneo ebbe contatti diretti nel corso di viaggi in Italia o tramite lettere
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corredate da disegni esplicativi .
Quando le monete vennero acquistate da Mazza per il Museo di Parma il numero si
aggirava attorno alle 1653: di esse il Benedettino fece un Catalogo che però non è reperibile.
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Padre Angelo Pezzana, autore di una Memoria degli scrittori e letterati parmigiani , del 1833,
cita tra le opere inedite di P.A. Mazza (che egli stesso dichiara di non aver trovato), un Ca-
talogo delle Medaglie imperiali in Bronzo dichiarate e descritte dal Priore D. Andrea Mazza
Benedettino Cassinese con 92 Medaglioni essi pure dello stesso metallo.
La nota che Pezzana riporta sotto il titolo è la seguente:
“Questo Catalogo non si trova nel D. Museo d’Antichità. Sguardava principalmente
la Raccolta di medaglie del P. Cataneo acquistata dal Mazza nell’autunno del 1777 alcuni
mesi prima del ritorno del P. Paciaudi (1778, Feb.) per 193 zecchini, con intendimento,
dic’egli, di arricchire il Museo Reale . Questa preziosa raccolta che apparteneva da ulti-
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mo ai Minori Osservanti di Reggio e che il P. Mazza potè colà visitare per agio, prima di
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acquistarla, mercé le raccomandazioni del P. Affò, benché fosse stata non poco diminuita,
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ascendeva, secondo che dice il Mazza nell’Avvertimento che precede esso Catalogo , Av-
vertimento di cui ho sott’occhio la minuta, a più di tre mila medaglie in gran parte rare
e singolari, oltre le singolarissime. Trasmise questo libro in un colle medaglie accompa-
gnato da lettera del 26 Maggio 1778 al Ministro d’Azienda March. Canossa offerendo in
dono e l’uno e le altre al Duca pel R. Museo. Il dono non fu accettato; furono esaminate le
medaglie, e fu creduto che ne fossero molte appartenute al Museo. Di qui nacquero le note
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accuse” .
Tra le monete di Cattaneo conservate nel Medagliere del Museo Archeologico Naziona-
le di Parma sono ancora oggi riconoscibili quelle da lui acquistate in Spagna e descritte nel
Catalogo del 1734 . Come già detto, i pezzi sono stati coniati durante la prima epoca impe-
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riale da zecche coloniali spagnole e sono in bronzo. Le emissioni sono a nome di Augusto,
Livia, Gaio, Lucio Cesare, Tiberio, Germanico, Druso, Agrippina, Galba, Vitellio; pertanto sono
racchiuse in un ambito cronologico assai limitato, il I secolo d.C. Le particolarità dei pezzi ri-
scontrate da Cattaneo ne hanno permesso ancora oggi l’identificazione, compiuta da Federica
Missere Fontana .
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MARIA CRISTINA BURANI
PADRE PACIAUDI (1763-1785) M.C. Burani

