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476 Medaglie devozionali della bottega Hamerani
I corsi erano biennali, avevano per oggetto «lo studio della modellatura e della compo-
sizione di monete, medaglie e piastrelle (placchette) e sigilli e l’addestramento all’incisione
in acciaio» e, riservavano agli studenti particolari privilegi, in base a norme stabilite dal Con-
siglio della Scuola e dal Direttore della Zecca che recitavano: «la scuola potrà avvalersi delle
raccolte del gabinetto numismatico presso la zecca e del macchinario dello stabilimento per
le esercitazioni pratiche .
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L’incisione a taglio diretto del conio, era una delle due attività principali della Scuola,
insieme alla progettazione e modellazione. Nonostante la “rivoluzione” tecnologica del panto-
grafo l’incisione veniva valorizzata come componente essenziale del percorso di specializza-
zione e di lavoro, parte integrante dell’arte e, come tale, non poteva essere ignorata o ridotta
a mera pratica di mestiere; l’artista progettista e modellatore doveva, infatti, saper incidere un
conio in tutte le sue fasi.
In questa sede non ripercorreremo la storia di questa istituzione, gli artisti che si sono
avvicendati nella più che centenaria attività all’interno della Zecca, vogliamo solo fare delle
riflessioni .
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La Scuola, nata per «il gusto e lo studio per l’arte della medaglistica e della monetazio-
ne … per ricondurre questo ramo della plastica alle gloriose tradizioni… del nostro Paese»,
ha avuto nel tempo moltissime evoluzioni.
Negli anni Settanta del Novecento, il quadro culturale ed economico della produzione
artistica e delle “arti industriali” era notevolmente cambiato rispetto al 1908. La particolare
realtà della Scuola dell’Arte della Medaglia doveva essere necessariamente aggiornata per
poter restituire efficacia a quei principi innovativi alla base della “legge” dello Stato che ne
aveva sancito l’istituzione.
Nel 1976 Laura Cretara viene nominata direttore della Scuola e docente di modella-
zione. Giovane colta e personalità intraprendente, Cretara si attiva subito nel contesto della
Zecca per dare nuova linfa alla Scuola. La riflessione principale è sul mestiere dell’incisore e
dell’artista che fa moneta o medaglia, professione complessa che non può essere racchiusa in
due sole tecniche, modellazione e incisione, come fino a quel momento era stato considera-
to nella Scuola. Per poter sviluppare la “tradizione” le attività dovevano essere sviluppate in
funzione di una formazione più ampia, nella quale gli elementi della tradizione divenissero
strumenti attivi di innovazione.
Nel 1978, con legge del 20 luglio n. 154, la Zecca diviene parte dall’Istituto Poligrafico,
che da qual momento assume la denominazione di Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato;
oltre all’attività di coniazione delle monete, il Poligrafico acquisisce tutta la struttura della
Zecca, Museo e Scuola compresi.
Dai primi anni Ottanta del Novecento, le attività sono state man mano ampliate in fun-
zione di un percorso di lavoro completo in cui si riunissero i mestieri d’arte, fondamentali per
costituire una moderna bottega d’arte.
Le attività si concentrano su diversi ambiti; su tecniche scultoree, di protipizzazione
tridimensionale e di studio (progettazione tridimensionale, disegno dal vero, formatura in
altorilievo e tridimensionale, corso propedeutico, storia dell’arte della moneta); particolari
tecniche legate all’oreficeria e dell’argenteria e alla manifattura di pregio (Sbalzo e cesello,
Modellazione in cera, Smalto a grande fuoco) ad attività rare legate alla storia del mestiere
dell’incisore e della stampa d’arte (Incisione calcografica, Incisione di pietre dure) fino ad
attività legate al patrimonio e alla sua conservazione (restauro di oggetti a carattere numisma-
tico, Microformatura e nozioni di chimica, ) e alle nuove tecnologie (Tecnologia, Computer
grafica applicata).
La medaglia rappresenta ormai il punto di partenza e, successivamente, il punto arrivo
di una lunga serie di arti e di operatività legate fra loro dalla storia e che si esprimono nel
sapere tacito delle arti e della cultura di progetto, ottenendo un metodo di lavoro in cui si
producono sviluppi e proiezioni verso il futuro, con un unico scopo: l’eccellenza del “saper
fare”. Edoardo Martinori nella sua nota opera La moneta, vocabolario generale definisce così
la medaglia: «Le medaglie rappresentano la storia archeologica metallica di una nazione, il
termometro della civiltà dei tempi, dell’avanzamento e del decadimento delle arti, dovendo
concorrere alla loro formazione il disegno e la scultura per l’incisione, la meccanica per la
Tecnica, praTica e ricerca della BoTTega Hamerani R.M. Villani
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