Page 478 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 15/2021
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                         I corsi erano biennali, avevano per oggetto «lo studio della modellatura e della compo-
                   sizione di monete, medaglie e piastrelle (placchette) e sigilli e l’addestramento all’incisione
                   in acciaio» e, riservavano agli studenti particolari privilegi, in base a norme stabilite dal Con-
                   siglio della Scuola e dal Direttore della Zecca che recitavano: «la scuola potrà avvalersi delle
                   raccolte del gabinetto numismatico presso la zecca e del macchinario dello stabilimento per
                   le esercitazioni pratiche .
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                         L’incisione a taglio diretto del conio, era una delle due attività principali della Scuola,
                   insieme alla progettazione e modellazione. Nonostante la “rivoluzione” tecnologica del panto-
                   grafo l’incisione veniva valorizzata come componente essenziale del percorso di specializza-
                   zione e di lavoro, parte integrante dell’arte e, come tale, non poteva essere ignorata o ridotta
                   a mera pratica di mestiere; l’artista progettista e modellatore doveva, infatti, saper incidere un
                   conio in tutte le sue fasi.
                         In questa sede non ripercorreremo la storia di questa istituzione, gli artisti che si sono
                   avvicendati nella più che centenaria attività all’interno della Zecca, vogliamo solo fare delle
                   riflessioni .
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                         La Scuola, nata per «il gusto e lo studio per l’arte della medaglistica e della monetazio-
                   ne … per ricondurre questo ramo della plastica alle gloriose tradizioni… del nostro Paese»,
                   ha avuto nel tempo moltissime evoluzioni.
                         Negli anni Settanta del Novecento, il quadro culturale ed economico della produzione
                   artistica e delle “arti industriali” era notevolmente cambiato rispetto al 1908. La particolare
                   realtà della Scuola dell’Arte della Medaglia doveva essere necessariamente aggiornata per
                   poter restituire efficacia a quei principi innovativi alla base della “legge” dello Stato che ne
                   aveva sancito l’istituzione.
                         Nel 1976 Laura Cretara viene nominata direttore della Scuola e docente di modella-
                   zione. Giovane colta e personalità intraprendente, Cretara si attiva subito nel contesto della
                   Zecca per dare nuova linfa alla Scuola. La riflessione principale è sul mestiere dell’incisore e
                   dell’artista che fa moneta o medaglia, professione complessa che non può essere racchiusa in
                   due sole tecniche, modellazione e incisione, come fino a quel momento era stato considera-
                   to nella Scuola. Per poter sviluppare la “tradizione” le attività dovevano essere sviluppate in
                   funzione di una formazione più ampia, nella quale gli elementi della tradizione divenissero
                   strumenti attivi di innovazione.
                         Nel 1978, con legge del 20 luglio n. 154, la Zecca diviene parte dall’Istituto Poligrafico,
                   che da qual momento assume la denominazione di Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato;
                   oltre all’attività di coniazione delle monete, il Poligrafico acquisisce tutta la struttura della
                   Zecca, Museo e Scuola compresi.
                         Dai primi anni Ottanta del Novecento, le attività sono state man mano ampliate in fun-
                   zione di un percorso di lavoro completo in cui si riunissero i mestieri d’arte, fondamentali per
                   costituire una moderna bottega d’arte.
                         Le attività si concentrano su diversi ambiti; su tecniche scultoree, di protipizzazione
                   tridimensionale e di studio (progettazione tridimensionale, disegno dal vero, formatura in
                   altorilievo e tridimensionale, corso propedeutico, storia dell’arte della moneta); particolari
                   tecniche legate all’oreficeria e dell’argenteria e alla manifattura di pregio (Sbalzo e cesello,
                   Modellazione in cera, Smalto a grande fuoco) ad attività rare legate alla storia del mestiere
                   dell’incisore e della stampa d’arte (Incisione calcografica, Incisione di pietre dure) fino ad
                   attività legate al patrimonio e alla sua conservazione (restauro di oggetti a carattere numisma-
                   tico, Microformatura e nozioni di chimica, ) e alle nuove tecnologie (Tecnologia, Computer
                   grafica applicata).
                         La medaglia rappresenta ormai il punto di partenza e, successivamente, il punto arrivo
                   di una lunga serie di arti e di operatività legate fra loro dalla storia e che si esprimono nel
                   sapere tacito delle arti e della cultura di progetto, ottenendo un metodo di lavoro in cui si
                   producono sviluppi e proiezioni verso il futuro, con un unico scopo: l’eccellenza del “saper
                   fare”. Edoardo Martinori nella sua nota opera La moneta, vocabolario generale definisce così
                   la medaglia: «Le medaglie rappresentano la storia archeologica metallica di una nazione, il
                   termometro della civiltà dei tempi, dell’avanzamento e del decadimento delle arti, dovendo
                   concorrere alla loro formazione il disegno e la scultura per l’incisione, la meccanica per la




                   Tecnica, praTica e ricerca della BoTTega Hamerani                                   R.M. Villani





         Libro PNS 15.indb   476                                                                                    03/03/21   19:00
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