Page 480 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 15/2021
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478 Medaglie devozionali della bottega Hamerani
SiMonato L. 2008, Impronta di sua Santità: Urbano VIII e le medaglia, Pisa.
SiMonato L. 2014a (cur.), Le arti a dialogo. Medaglie e medaglisti tra Quattro e Settecento, Pisa.
SiMonato L. 2014b, Giovanni Martino Hamerani: artista e collezionista, in SiMonato L. 2014a,
pp. 231-268.
Villani R.M. 2014, «Il modo di far medaglie per stampare in acciaio, e così il modo dello stam-
par monete». Appunti di tecnica sugli scritti di Benvenuto Cellini, in L. SiMonato (cur.),
Le arti a dialogo. Medaglie e medaglisti tra Quattro e Settecento, Pisa, pp. 81-102.
Villani R.M. 2018, La Zecca dell’Italia Unita. Il palazzo della Zecca all’Esquilino, una innova-
zione non svelata, in R.M. Villani (cur.), La Scuola dell’Arte della Medaglia, una storia
attuale, Roma, pp. 59-79, 118-231 e 283-329.
NOTE
1 Riferimenti normativi: L’Istituto Poligrafico, istituito con la Legge del 6 dicembre 1928 n. 2744, svolge, in
base alla Legge 559 del 1966 (modificata con D.lgs. 116 del 21 aprile 1999) ed al D.P.R. 806 del 24 luglio
1967, suo Regolamento di attuazione, l’attività di editore o stampatore di pubblicazioni e stampati ufficiali e
non, per conto proprio o dei Ministeri, su incarico del MEF (ex Provveditorato Generale di Stato). Le opere
edite o stampate dal Poligrafico in questa veste possono essere di diverse tipologie in base a chi le commis-
siona e chi ne è l’editore. Le tipologie possibili sono le seguenti: 1. Opere editoriali di iniziativa dell’Istituto,
l’IPZS ne è editore e stampatore (con il marchio Libreria dello Stato); 2. Prelevamento pubblicazioni di terzi,
in tal caso l’IPZS è un canale di vendita per la P.A.; 3. Opere prodotte tramite sistema MODUS, attività di
editing dell’IPZS, l’Istituto è solo stampatore; 4. Opere editoriali come seguiti di tiratura delle produzioni
MODUS, l’Istituto è editore e stampatore.
2 Il Museo della Zecca di Roma nell’esposizione di via Salaria 712, presenta le collezioni storiche fino alle
attuali produzioni numismatiche e altre opere di interesse. Il nucleo originario deriva dalla Zecca Pontificia
di Roma che nel 1870 fu acquisita dal Governo e divenne “Regia Zecca”. Furono acquisiti, oltre all’organico,
i locali, il macchinario e i materiali del Gabinetto Numismatico, da cui ebbe origine il Museo che fu istituito
con la legge 114 del 1958. Per il Museo della Zecca: BalBi de caro 2016.
3 I Barberini, ad esempio, negli anni del trenta del Seicento si rivolsero per molte committenze a Francesco
Spagna, assaggiatore della Zecca dal 1631 e “argentiero e gioiellero”. A lui Francesco Barberini si rivolse
costantemente per corone e rosari con pietre semipreziose con l’inserimento di cammei, medaglie d’oro
smaltate, piccoli crocefissi e medaglie: SiMonato 2008, pp. 45-46.
4 Ridolfino Venuti, Discorso sopra Giovan Andrea Hamerani, s.d. [ma ca. 1743], Biblioteca Apostolica Vati-
cana, Vat. Lat. 7292, cc. 250r-253v; cfr. SiMonato 2007, pp. 75-78.
5 Ad Anna Cecilia Hamerani sono attribuiti i cristalli con scene tratte dal Nuovo Testamento a cui si dedicò
anche la sorella Caterina inseriti sui quattro candelieri in argento dorato a base triangolare del Tesoro di
S. Pietro, opera di Carlo Spagna. I candelieri furono donati dal cardinale Francesco Barberini al papa. Altre
commissioni di cristalli incisi da parte del cardinale Francesco Barberini a Caterina per Storie di San Ferdi-
nando, risalgono al 1674-75. Cfr. SiMonato 2008, p. 45; SaPienza 2004.
6 cretara-Villani 2007.
7 Poi suo suocero; SaPienza 2004.
8 Con la vendita nel 1796 alla Camera Apostolica dell’intera serie dei conî papali della bottega, fino a quel
momento gelosamente conservati dagli Hamerani, venne costituito il primo nucleo del Gabinetto Numi-
smatico della Zecca pontificia, dal quale si sarebbe sviluppato l’attuale Museo della Zecca di Roma. BalBi
de caro 1984.
9 Per l’attività d’incisione di cammei e pietre dure in rapporto all’incisioni di conio, cfr. Villani 2014, pp. 92-94.
10 Nell’inventario i conii di devozione sono enumerati per “categoria” di grandezza: «[…] n. 36 stampe di
devotione della prima grandezza, [c.196v] n.56 stampe di devotione della 2 grandezza, tra le quali vi sono
a
a
molte patite; le quali molte patite; altre 99 stampe di devotione della 3 grandezza […]» Inventario dei beni
in morte di Giovanni Martino Hamerani (1705) Roma, Archivio di Stato Notai AC, vol 455, cc. 164r-203v
in SiMonato 2014a, p. 303. Cosa interessante è notare che anche il campionario pubblicato da Serafina Pen-
Tecnica, praTica e ricerca della BoTTega Hamerani R.M. Villani
Libro PNS 15.indb 478 03/03/21 19:00

