Page 99 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.2-2013
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Museo Nazionale d’Arte Orientale ‘Giuseppe Tucci’   – CONTRIBUTI                                    99


         piena consapevolezza dei Greci di Battriana di essere proiettati in una realtà che non aveva più
         come punto di riferimento il mondo mediterraneo.
              Le notizie di questi avvenimenti riportate dalle fonti classiche appaiono confermate e integra­
         te dai ritrovamenti numismatici, esaminando i quali è possibile comprendere che la secessione di
         Diodoto dal regno di Siria non fu immediata, ma avvenne con una certa gradualità. La monetazione
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         coniata in Battriana in quel periodo può essere infatti distinta in diverse serie : un primo gruppo di
         monete presenta sul recto il ritratto di Antioco II, sovrano di Diodoto, e sul verso l’Apollo seleuci ­
         de. Con il secondo gruppo il governatore, pur continuando a emettere monete a nome di Antioco,
         compie già un atto di forte insubordinazione, facendo sostituire il ritratto del sovrano seleucide con
         il proprio e rifiutando l’immagine dell’Apollo in favore di quella che probabilmente era la sua divi­
         nità tutelare, lo Zeus folgoratore , simbolo religioso che esprime forse l’atteggiamento politico dei
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         Greci in questi territori di frontiera e che rappresenta anche il manifesto politico di Diodoto. Con il
         terzo gruppo di monete - identiche al precedente, ma con legenda a nome di Diodoto (ΒΑΣIΛΕΩΣ
         DIΟDΟΤΟΥ) - viene quindi definitivamente sancita la rottura con il regno seleucide .
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              Sono queste le prime di una lunga serie di emissioni monetarie dei sovrani greci che regna­
         rono sulla Battriana. Denominate “greco battriane” e destinate a circolare quasi esclusivamente
         nelle aree delle ex satrapie di Battriana,   Margiana e Sogdiana esse erano caratterizzate da unità
         di peso attico e seguivano per i tipi in argento il modello ellenistico, con la rappresentazione
         del ritratto o del busto del sovrano sul recto e l’immagine della divinità accompagnata da le­
         genda greca sul verso. Per i tipi in bronzo, invece, si riallacciavano più spesso al modulo che
         prevedeva la rappresentazione dell’immagine divina su ambedue i lati della moneta: in questo
         caso la raffigurazione sul verso poteva anche essere sostituita da un simbolo o da un animale
         associato alla divinità stessa (ad esempio il tripode per Apollo o la civetta per Athena).

              La secessione del regno greco di Battriana rappresentò per i Seleucidi una grave perdita se,
         come narrato da Polibio (Storie, XI,   34), nel 208 a.C. Antioco III (223-187 a.C.) dopo il fallimento

         della spedizione militare in Partia si diresse in Battriana, assediando entro le mura di Bactra Eutide ­
         mo I (230-200 a.C. ca.), un usurpatore che aveva ottenuto il trono annientando i discendenti della
         dinastia dei Diodoti. Sembrerebbe tuttavia che questi riuscisse a convincere il sovrano seleucide
         dell’importanza strategica del regno di Battriana in funzione di difesa del mondo greco contro una
         possibile minaccia di invasione nomade e il racconto di Polibio prosegue a narrare le trattative tra
         i due regnanti .
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              La monetazione di Eutidemo è molto abbondante, a conferma della lunga durata del suo re­
         gno.   Presso il Museo Nazionale d’Arte Orientale è conservata una tetradracma (fig. 2) 7   che mostra la

         sua caratteristica iconografia monetaria, segno di una precisa scelta politica: sul recto della moneta































         Fig.   2 – muSEo   nazionalE  D’arTE   oriEnTalE   ‘giuSEPPE   Tucci’, roma, mEDagliErE, tetradracma di Eutidemo I, 230-200 a.C. ca.


         (Vetrine, cat. 1). © mnao.



         la   raccolTa   numiSmaTica   DEl muSEo ‘giuSEPPE Tucci’                                  L. Giuliano
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