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Museo Nazionale d’Arte Orientale ‘Giuseppe Tucci’ – CONTRIBUTI 103
L’utilizzo di iconografie puramente indiane per le emissioni bilingue in argento fu poi qua
si del tutto abbandonato dai sovrani successivi che, pur adottando il modello indo-greco, rein
trodussero le immagini di divinità classiche. Si considerino ad esempio le dracme indo-greche
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conservate presso il Museo emesse da Antimaco II Niceforo (160-155 a.C. ca.) (fig. 7) , che
mostrano sul recto l’immagine di una Nike che reca
gli attributi di diadema e palma. Le stesse monete
introducono tuttavia anche un nuovo modello figura
tivo: la testa o il busto regale che fino ad allora erano
stati sempre raffigurati sul recto delle monete in ar
gento appaiono sostituiti dall’immagine del sovrano
a cavallo sul verso. Questa iconografia evoca l’idea
di un tipo di regalità fortemente connessa alla forza
militare e guerriera caratteristica delle aree di fron
tiera tra mondo nomade e sedentario e rappresenta
un’anticipazione dell’effige del re cavaliere distintiva
della monetazione dei Saka, la stirpe iranica che nel
corso del I secolo a.C. sostituirà in parte i Greci nei
territori del Nord-Ovest indiano.
L’ultimo sovrano greco a governare sia a nord
che a sud dello Hindukush fu Eucratide I (171-145
a.C. ca.), uno dei pochi regnanti nominati dalle fonti
occidentali. Giustino lo ricorda come contemporaneo
di Mitridate I di Partia (171- 138 a.C.) (Storie Filippi
che, Epitome da Pompeo Trogo, XLI, 6, 1). Appren
diamo inoltre che costui si impadronì del potere in
Battriana spodestando il sovrano legittimo Demetrio
(Demetrio II, 175-170 a.C. ca), e che conquistò anche
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l’India (ovvero il Nord-Ovest indiano) . Di questo
sovrano possediamo un’abbondante monetazione, a
testimonianza della lunga durata del suo regno. Un
gran numero di emissioni bilingue di modello indo
greco conferma inoltre l’estensione del suo dominio
sui territori posti a sud dello Hindukush. I suoi conii
includono anche tipi in oro, tra cui un esemplare
unico di 20 statere, conservato presso il Cabinet des
Médailles a Parigi, in assoluto la più grande moneta
dell’antichità . Quanto ai modelli figurativi, Eucra
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tide fece raffigurare sul verso delle proprie monete Fig. 7 – muSEo nazionalE D’arTE oriEnTalE ‘giuSEPPE
l’effige dei due Dioscuri rappresentati l’uno accanto Tucci’, roma, mEDagliErE, dracma di peso indiano di
all’altro stanti o a cavallo, un tipo iconografico che Antimaco II Niceforo, 174-165 a.C. ca. (Vetrine, cat.
8).
© mnao.
rappresenta una assoluta novità per la monetazione
greco-battriana e indo-greca, e che rafforza l’idea che
egli fosse un usurpatore, non legato alla famiglia degli Eutidemidi.
Le monete di questo sovrano conservate presso il Museo sono riferibili a diversi periodi del
suo regno e possono essere divise in due gruppi. Al primo gruppo appartengono le emissioni
che corrispondono alla fase della sua presa di potere in Battriana: sono monete di peso attico
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e a legenda esclusivamente monoglotta. Tra queste figura un obolo (fig. 8) che presenta sul
recto il busto diademato del re rivolto a destra e sul verso la raffigurazione dei piloi e delle
palme, simboli dei Dioscuri, accompagnati dalla legenda ΒΑΣIΛΕΩΣ / ΕΥΚΡΑΤIDΟΥ.
Solo in un secondo momento il sovrano emise sia monete di peso attico a legenda mono
glotta – con l’aggiunta all’iscrizione greca ΒΑΣIΛΕΩΣ ΕΥΧΡΑΤIDΟΥ del titolo ΜΕGΑΛΟΥ / ΜΕ−
GΑΣ –, sia monete di peso indiano a legenda bilingue. La Collezione comprende vari esemplari
appartenenti a questo gruppo monetario. Per la serie monoglotta si considerino ad esempio le
dracme di peso attico (fig. 9) che mostrano sul recto il busto del re volto a destra con il capo
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la raccolTa numiSmaTica DEl muSEo ‘giuSEPPE Tucci’ L. Giuliano

