Page 105 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.2-2013
P. 105
Museo Nazionale d’Arte Orientale ‘Giuseppe Tucci’ – CONTRIBUTI 105
coperto da un elmo ornato da corna e orecchie di toro, e sul verso una bellissima immagine
dei Dioscuri lanciati al galoppo con palma e lancia come attributi. Alle emissioni bilingue, che
indicano la conquista dei territori indiani da parte di Eucratide I, appartiene invece la dracma
di modello indo-greco (fig. 10) che presenta sul recto il busto del sovrano con legenda greca
27
ΒΑΣIΛΕΩΣ ΜΕGΑΛΟΥ/ ΕΥΚΡΑΤIDΟΥ e sul verso la raffigurazione dei Dioscuri stanti armati di
giavellotto, accompagnati dall’iscrizione in lingua pracrita e caratteri kharoṣṭhī: Rajasa maha
takasa / Evukratidasa, “del gran re Eucratide”, che traduce la legenda greca sul recto. La data
approssimativa della morte di Eucratide I, che sappiamo avvenuta per mano di suo figlio ,
28
29
sulla cui identità si è a lungo dibattuto , è conosciuta poiché nella tesoreria di Ai Khanum è
stato rinvenuto un vaso con un’iscrizione economica datata all’anno 24 di un regno imprecisato,
che Paul Bernard ha proposto di identificare con quello di questo sovrano. È verosimile che
30
Eucratide I venisse ucciso dal figlio durante o poco dopo il 24° anno del suo regno, probabil
mente verso il 145 a.C. Questa data coincide con una catastrofe documentata dallo scavo – la
distruzione del palazzo e di altri edifici di Ai Khanum – e con il conseguente abbandono della
città stessa da parte dei Greci, evidenziato anche dall’assenza nel sito di ritrovamenti monetari
dei discendenti di Eucratide I, che dopo questo avvenimento si ritirarono verosimilmente a go
vernare nella Battriana meridionale.
Alcuni hanno creduto di individuare nella distruzione di Ai Khanum il primo attacco al
regno greco-battriano da parte di popolazioni centroasiatiche, di cui si fa menzione tanto nelle
32
fonti occidentali quanto nei testi cinesi , un’invasione che sembra avere radici lontane, col
31
legata com’è al movimento di genti dalle frontiere della Cina. Si ricorderà che già alla fine del
III secolo a.C., secondo quanto testimoniato da Polibio (XI, 34), Eutidemo di Battriana riuscì a
convincere il sovrano seleucide Antioco III a negoziare la pace, ricordando l’appressarsi di tribù
nomadi ai confini, che rappresentavano un pericolo incombente per ambedue i regni. Dopo
circa 50 anni questa minaccia era divenuta una realtà effettiva.
Tra i popoli che verso la metà del II secolo a.C. iniziarono a penetrare in Battriana, gli
Yuezhi, conosciuti dagli autori classici come Tocari , giocarono un ruolo determinante. Questi,
33
tra il 174 e il 160 a.C. 34 erano stati cacciati dalle proprie sedi situate a ovest della grande ansa
del Fiume Giallo dagli Hsiung-nu, il popolo nomade che minacciava le frontiere della Cina. A
seguito di questo evento gli Yuezhi iniziarono una lunga migrazione verso occidente, che attra
verso vari territori li condusse nella regione della Sogdiana, a sud dello Jaxartes, l’odierno Syr
Darya. È qui che circa nel 129 a.C., dopo un lungo viaggio denso di peripezie, l’inviato cinese
Zhang Qian li trovò, recando loro una proposta di alleanza in funzione anti-Hsiung-nu da parte
dell’imperatore Wu. Nonostante la missione diplomatica di Zhang Qian non riuscisse nel suo
intento – gli Yuezhi erano stanchi del lungo cammino e non avevano più alcuna motivazione di
combattere contro gli antichi avversari – l’ambasciatore, durante l’anno passato presso di loro,
raccolse molte informazioni su quel regno e fu probabilmente testimone di uno dei momenti
più importanti della storia antica dei territori centroasiatici. Da Qian infatti apprendiamo che gli
Yuezhi si erano stanziati in Sogdiana, ma che a quell’epoca avevano esteso il proprio dominio e
imposto la propria sovranità anche su Ta-hsia, ovvero la Battriana. Se verso il 145 a.C. i nomadi
avevano invaso i territori della piana di Ai Khanum, nell’estremità orientale della Battriana, nel
129 a.C., all’arrivo di Zhang Qian, essi avevano ormai conquistato tutta la valle del medio Oxus
e la Battriana meridionale, dove, dopo la distruzione di Ai Khanum, Eucratide II, Platone ed
Eliocle I, i successori di Eucratide I, si erano ritirati a governare.
La conquista completa della Battriana meridionale da parte degli invasori centroasiatici coin
cide quindi con la fine del regno di Eliocle I (145-130 a.C. ca.), l’ultimo greco a regnare su questi
territori. Di questo sovrano sono conservate presso il Museo varie monete. Tra queste si ricorderà
35
in particolare una tetradracma di peso attico (fig. 11) che presenta sul recto il busto diademato del
re rivolto a destra e sul verso la raffigurazione di uno Zeus stante e frontale con keraunos e scettro,
accompagnata da legenda greca ΒΑΣIΛΕΩΣ / DIΚΑIΟΥ / HΛIΟΚΛΕΟΥΣ. Su alcune emissioni di
Eliocle la divinità classica inizia ad assumere alcuni elementi caratteristici della figura di Mithra e
appare raffigurata con il capo circondato di raggi. È questo uno dei primi esempi di contaminazione
figurativa tra modelli classici e indo–iranici nella monetazione di questi sovrani, testimonianza forse
36
di un fenomeno di assimilazione o di sincretismo tra la religiosità greca e quella locale .
la raccolTa numiSmaTica DEl muSEo ‘giuSEPPE Tucci’ L. Giuliano

