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100 Museo Nazionale d’Arte Orientale ‘Giuseppe Tucci’ – CONTRIBUTI
è raffigurata la testa del re volto a destra, mentre sul verso vi è l’immagine di un Eracle maturo, as
siso su una roccia coperta dalla pelle di leone, con la mano destra poggiata sulla clava; ai lati della
divinità compare la legenda ΒΑΣIΛΕΩΣ / ΕΥQΥDHΜΟΥ . Dopo aver ottenuto il trono usurpando i
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Diodoti, Eutidemo preferisce all’effige dello Zeus folgoratore, che era stato l’emblema della dinastia
sconfitta, la rappresentazione dell’Eracle in riposo, un tipo iconografico che alcuni credono ispirato
alle emissioni delle città vicine alla valle del Meandro di cui la famiglia di Eutidemo era originaria ,
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ma che allude forse alle fatiche da egli sostenute durante la guerra e alla pace ormai raggiunta con
Antioco III .
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Demetrio I (200-185 a.C. ca.), il figlio di Eutidemo ricordato da Polibio come colui che ratifica
a nome del padre il trattato di pace con Antioco III , è citato da Strabone, insieme a Menandro,
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come uno dei principali conquistatori dell’India dopo Alessandro . Egli fu il primo sovrano greco
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di Battriana a valicare lo Hindukush, che rappresentava il confine culturale e politico con il mondo
indiano, annettendosi alcuni territori del Nord-Ovest durante la decadenza dell’impero maurya. Le
monete confermano quanto testimoniato dalle fonti. Come due esemplari della Collezione evidenziano
(figg. 3-4) , egli si fece ritrarre con il capo coperto dallo scalpo di elefante, simbolo qui della conquista
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Fig. 3 – muSEo nazionalE D’arTE oriEnTalE ‘giuSEPPE Tucci’, roma, mEDagliErE, tetradracma di Demetrio I, 200-185 a.C. ca.
(Vetrine, cat. 2). © mnao.
Fig. 4 – muSEo nazionalE D’arTE oriEnTalE ‘giuSEPPE Tucci’, roma, mEDagliErE, dracma di Demetrio I, 200-185 a.C. ca. (Vetrine,
cat. 3). © mnao.
la raccolTa numiSmaTica DEl muSEo ‘giuSEPPE Tucci’ L. Giuliano

