Page 193 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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Complesso Monumentale della Pilotta – CONTRIBUTI 191
niuno è stato fecondo di scoperte importanti; poichè a che valgono ruine informi di muri;
pavimenti di calcestruzzo; rozze anfore, ed anche in gran numero, ma infrante; medaglie
imperiali di bronzo comunissime in parte corrose? Appena possono servire per l’antica nostra
topografia. In un di essi scavi per altro si trovò un bel denaro d’oro di Gordiano III coll’Erco-
le Farnese coniato tra il 240 e il 244 di Cristo. Fra le anticaglie poi che si sono dissotterrate
in questi dintorni, cioè piccoli bronzi insignificanti, e monete comuni di rame, sembranmi
meritevoli di venire ricordate una medaglia di Caracalla battuta in Sardi di Lidia ed un’al-
tra di Costantino X con Romano II. Se la prima nulla offre di nuovo, essendo esattamente
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pubblicata dal Mionnet (Descript. T.4. fac.132 n.752) pure è molto rara e pregevole; ma la
seconda presenta una singolarità intorno la quale debbo intrattenermi alcun poco. Son note
le ragioni che indussero il Barone Marchant ad attribuire a Romano I le medaglie in rame
che fino allora erano state collocate a Romano II, e son pur note le belle osservazioni che per
restituirgliele contrappose il Ch. Sauly. Ma la nostra medaglia, mostrando chiaramente di
essere riconiata sopra una di quelle di cui si parla verrebbe a togliere qualunque quistione;
perciocchè Costantino X e Romano II non comparendo uniti sui nummi se non dopo il 948
dell’era nostra, ne consegue che la medaglia la quale ricevette il loro conio non potè appar-
tenere che a Romano I”.
6. Piacenza, Ospizi Civili - Località “La Veggioletta” (1842)
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Il fitto carteggio con il Presidente dell’Interno prosegue con regolarità . In questa mis-
siva Lopez gli chiede di poter esaminare le monete Romane antiche trovate in un campo non
lontano dalla città denominato “La Veggioletta” di proprietà degli Ospizi di Piacenza. Egli è a
conoscenza di come buona parte degli esemplari che costituiscono il ritrovamento sia andata
dispersa, ma è intenzionato a visionare almeno le restanti monete per poter acquistare i pezzi
non doppi: “avendo sott’occhi tali monete mi sarà facile di fare la scelta di quelle che potes-
sero mancare al nostro Medagliere; queste verrebbero da me acquistate ad un giusto prezzo,
si restituirebbero le altre siccome duplicazioni”. Chiede pertanto che gli vengano spedite sia
quelle conservate presso gli Ospizi di Piacenza dal Sig. Presidente della Commissione, sia
quelle “che toccarono in sorte al Signor Domenico Riva affittuario della summenzionata pro-
prietà”. Egli si stupisce che a Piacenza la scoperta sia stata così poco presa in considerazione
dal momento che spiccano tra tutte, nel rapporto preliminare che ne aveva fatto Monsignor
Bissi, “due Familiae” del tutto nuove, la Boetia e l’altra di una rarità somma, cioè la Potinia
finora dal solo Golzio (numismatico olandese del ’500, N.d.R.) pubblicata”.
Addirittura si chiede se Bissi non abbia commesso un errore di trascrizione poiché nella
sua nota, stranamente, non le definisce esplicitamente come rare.
Finalmente è possibile acquistare una parte delle monete degli Ospizi, mentre l’altra
entra in possesso di Riva.
Alla Lettera al Presidente dell’Interno datata 27 Giugno 1842, il Lopez allega una Indi-
cazione Numismatica tramite la quale sarà possibile rilevare “a quale classe, a quali genti, a
quali famiglie, a quali persone, a quali tempi esse monete appartengono. Furono forse sepolte
nella seconda metà avanzata del secolo VII di Roma, ossia ottant’anni prima dell’era volgare;
ma questa è una semplice congettura, appoggiata all’età delle monete che ci sono avanzate.
Tutte sono comuni, ed il loro prezzo può essere circa di una Lira ciascuna”.
Non compaiono però menzionate le rarità che erano state segnalate in precedenza.
7. Parma, Porta Nuova (1842)
Durante scavi condotti sulla strada a Porta Nuova (Via Farini), frammisti ad oggetti ap-
partenenti ad altre classi di materiali, sono state trovate 8 monete in pessimo stato di conser-
vazione e pertanto illeggibili, una in buono stato di conservazione di Antonino Pio.
8. Parma, Scavo della Galleria delle Fontane (1843)
Sempre nelle Lettere inviate da Lopez (questa volta al Signor Podestà di Parma, che
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aveva consegnato al Direttore quanto trovato per collocarlo in Museo) si legge che durante
gli scavi condotti in Parma per realizzare la Galleria delle Fontane (lungo l’attuale Via Farini)
sono state trovate 14 tra medaglie e monete, “tutte di rame all’infuori di una che è di argento.
MIChELE LOPEz (1825-1867) M.C. Burani

