Page 192 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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             I RINVENIMENTI DAL TERRITORIO
             1. Medesano: Ponte sulla Trebbia (1825)

                   La direzione Lopez continua a vedere un afflusso costante di materiale più o meno pre-
             zioso non solo in seguito ai numerosi acquisti, ma anche tramite l’apporto dei ritrovamenti
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             provenienti dal territorio del Ducato. Con una lettera datata 26 aprile il Presidente dell’In-
             terno lo invita a “depositare nel Museo le nove medaglie, che le sono state consegnate dal Sig.
             Bricoli per classificarle e conservarle, se hanno qualche pregio, o per disporne poi siccome
             sarà ordinato di tutte quelle che sono meno utili a questo Istituto”. Le medaglie sono “n. 3 in
             argento antiche italiane e 3 di bronzo romane trovate nello scavare una strada in Medesano
             sulla Collina detta la Comacchina, 1 d’argento e 2 in potin romane trovate nello scavare più
             fondamenti del nuovo ponte sulla Trebbia”.

             2. Castel S. Giovanni (Pc) - Maria de Bernardi vedova Ardizzoni Calvi (1832)
                   Nel dicembre 1831 avveniva, a Castel S. Giovanni, nei pressi di Piacenza, la scoperta di
             un gruzzolo di monete di epoca romana, repubblicane . Per i dettagli dell’ingresso piuttosto
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             travagliato di tali monete, si veda più oltre in “I Doni di S.A.R.”.
             3. Fornovo - Presso il torrente Taro (5 Gennaio 1834)
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                   La Lettera che il Presidente dell’Interno invia a Lopez in data 17 Gennaio comunica
             che in un prato denominato “dé Zuffardi, posto nella destra sponda del torrente Taro, sono
             stati trovati alcuni oggetti i quali, parendo essere anticaglie romane, furono giudicati degni
             d’aver posto in codesto Ducale Istituto”. Si tratta di “una medaglia di rame per magistrato di
             Zecca con la seguente iscrizione: CASSIVS CELER IIIVIR S C AVGVSTVS TRIBVNIC POTEST,
             una chiave, il fondo di un vaso con iscrizione su due registri (illeggibile), infine un piccolo
             busto di rame rappresentante forse Giunone”.

             4. Ritrovamenti a Villa Stagno (1841)
                   Durante scavi fatti per realizzare l’argine del Po a Stagno di Roccabianca tra il 17 e il
             29 aprile del 1841 sono stati ritrovati numerosi oggetti d’interesse archeologico in cui le “me-
             daglie romane” e le “monete italiane” rivestono un ruolo importante soltanto dal punto di
             vista quantitativo, dal momento che il Lopez, nella Lettera al Presidente dell’Interno  mette
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             in chiaro che:
                       “1. Il merito di tali medaglie è pressocchè nullo: tutte sono comuni, e l’arte con cui
             sono fatte è volgare.
                       2. Esemplari assai meglio conservati di tali medaglie si custodiscono in questo Du-
             cale Museo.
                       3. Ond’è che il loro valore potrebbe essere di Lire nuove cinque.
                       4. Di eguale valore potrebb’essere la rimunerazione da darsi a chi le rinvenne, spe-
             cialmente perchè ne fece spontanea e pronta consegna”.

                   Prosegue affermando che da tale scavo provengono oggetti di maggior pregio ed inte-
             resse, oltre ad altre monete non consegnate, ed in particolare quattro vasi di vetro, “i quali
             appunto perchè sono di così fragile materia si contano fra le cose rare e pregevoli. Si scopri-
             rono pure de’ vasi di terra cotta verniciata, ma che dall’ignoranza di que’lavoratori furono
             infranti; e si dissotterrarono altresì alcuni pochi mattoni iscritti”.
                   L’Inventario  che  segue  è  diviso  in  quattro  parti  (medaglie  romane,  monete  italiane,
             ornamenti ed utensili, vasi ed infine frammenti diversi), in ognuna delle quali si descrive
             sommariamente il pezzo, si indica il metallo o il materiale di cui è costituito, lo stato di con-
             servazione, il valore assegnatogli ed il nome dello scopritore.

             5. Piacenza, Scavi a Rottofredo (1842)
                   Lopez fa cenno al Ministro degli Interni a quanto rinvenuto in prossimità di questo luo-
             go . Dalle sue parole trapela però lo scarso entusiasmo per il generale esito dei lavori, tranne
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             che per un paio di esemplari: “In tre diversi punti di questa città si sono fatti degli scavi, ma


             MIChELE LOPEz (1825-1867)                                                          M.C. Burani
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