Page 252 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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250 Complesso Monumentale della Pilotta – CONTRIBUTI
NOTE
1 L’ambito territoriale di competenza del Ducato di Parma e Piacenza coincideva, in buona parte, con il ter-
ritorio delle attuali province di Parma e Piacenza, includendo anche parte del territorio reggiano e di una
piccola porzione di territorio oggi lombardo.
2 Interessante è, ad esempio, il caso di Luceria, il vicus romano ubicato poco a nord di Ciano d’Enza, nell’at-
tuale comune di Canossa (RE). Gli scavi del sito, avviati nel 1776 e poi ripresi successivamente, furono
indirizzati (al pari di quelli effettuati presso Veleia) al recupero di “anticaglie”. Fra queste l’acquisizione di
“medaglie” ebbe certamente un ruolo fondamentale, come d’altra parte attestano le relazioni di scavo di
Angelo Schenoni (fra i promotori delle prime indagini archeologiche) e le lettere del De Lama (a cui furono
in seguito affidati gli scavi). Quest’ultimo ricorda che le monete furono acquistate proprio per aumentare
le serie presenti in Museo (v. contributo Burani sulla direzione Schenoni in questo volume). Sulla storia del
sito, v. da ultimo PODINI, GARBASI 2015 (con bibliografia precedente).
3 I primi nuclei di monete provenienti dagli scavi di Veleia sono descritti nel volumetto manoscritto del
Costa “Serie delle medaglie ritrovate fra le rovine dell’antica città dei Veleiati” (Archivio Storico del Museo
Archeologico Nazionale di Parma, MS 57). Per un primo tentativo di inquadramento e identificazione, v.
PANINI ROSATI 1969 (v. contributo Burani sugli scavi veleiati in questo volume)
4 Le acquisizioni in questione rimandano ancora all’attività di tutela esercitata dalla Soprintendenza regio-
nale prima della sua soppressione avvenuta con DM 44/2016. La competenza sulla tutela archeologica del
territorio è demandata oggi alla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Parma
e Piacenza.
5 V. PARENTE 2002 e i contributi di M.C. Burani in questo volume.
6 Grazie al lavoro di F. Panvini Rosati e di S. Balbi De Caro, sono stati inventariati e, in buona parte, anche
schedati oltre 12.000 esemplari. Cfr. anche PANVINI ROSATI 1965.
7 V. contributo di chi scrive in questo volume relativo all’inventariazione e catalogazione del Medagliere.
Alla Prof.ssa E. Ercolani Cocchi si deve, inoltre, la curatela di numerose tesi di laurea e specializzazione
nonché una consistente produzione scientifica, che ha interessato, in diverse occasioni, anche il materiale
numismatico custodito nel Medagliere. Cfr. ERCOLANI COCChI 2009 (con bibliografia precedente).
8 La cifra di 30.000 pezzi è stata a lungo ed erroneamente riportata — anche da chi scrive (GAMBARI 2014)
— nelle pubblicazioni precedenti a partire dal Pigorini sul Museo di Parma (PIRGORINI 1868, p. 37): essa era
fondata sulla consistenza raggiunta dalla collezione durante il periodo di direzione di Michele Lopez, che
però — proprio in un suo manoscritto sulla consistenza del Medagliere (MS 23, Distributio geographica et
cronologica nummorum omnium qui in Museo Regio Parmensi Adservantur) — specifica come dalla rac-
colta numismatica a lui affidata fossero state sottratte — durante la sua direzione e per scopi diversi — ben
cinque mila esemplari in quanto doppi e di nessun pregio. Sappiamo, inoltre, che tanto il Lopez quanto il
suo predecessore De Lama avevano provveduto — a scopo di reimpiego, di economia e per evitare l’acqui-
sto di nuovo metallo — a fondere monete antiche di rame corrose e mal conservate e perciò considerate “di
niun valore tranne quello del metallo” (v. contributo M.C. Burani sulla direzione Lopez in questo volume).
Una riduzione sensibile dei pezzi è certamente dovuta anche all’attività di scambio: sappiamo, ad esempio,
che L. Pigorini, nel 1869, acquisì da una casa d’aste parigina il denaro di Carlo Magno cedendo in cambio
la serie delle monete francesi medievali in oro, argento, mistura e rame allora esistenti nel Medagliere par-
mense, inclusi probabilmente i 563 denari carolingi provenienti da un tesoretto rinvenuto in località Guar-
damiglio (v. contributo Bazzini sulle monete medievali e moderne della zecca di Parma in questo volume).
9 Su questo aspetto si rimanda all’intervento dello scrivente in questo volume relativo all’inventariazione e
catalogazione dei materiali del Medagliere.
10 Sul furto del 1933, v. contributo di Marco Bazzini relativo alla collezione di monete medievali e moderne
del Medagliere di Parma.
11 fRUGONI 2009a, p. 10 e fRUGONI 2009b, p. 9; GANGANELLI 2009, p. 1.
12 Il conteggio delle monete sottratte è fondato sulla base della documentazione disponibile in Museo
(pubblicazioni, foto, schede ministeriali e inventari). Le indagini sono attualmente in corso dalle autorità
competenti.
13 Un primo lavoro di ricognizione generale è stato avviato immediatamente dopo il furto da parte del
Soprintendente Luigi Malnati. Successive operazioni di ricognizione fotografica e di riscontro inventariale
sono state intraprese, anche attraverso incarichi esterni e su finanziamento sia ministeriale che — in parte
assai più esigua — anche privata (grazie al supporto della Fondazione Cariparma), dai Soprintendenti che
si sono susseguiti, Filippo Maria Gambari (GAMBARI 2014) e Marco Edoardo Minoja.
14 Sull’Osservatorio per i beni numismatici di interesse archeologico si rimanda direttamente alla pagina
online http://www.numismaticadellostato.it/web/pns/istituzioni/osservatorio.
CONSISTENzA E ORDINAMENTO: LA COLLEzIONE STORICA M. Podini

