Page 381 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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Complesso Monumentale della Pilotta – VETRINE 379
è il progetto dello scudo da 5 lire della duchessa reggente Luisa Maria e del figlio Roberto
I di Borbone-Parma del 1857 (cat. n. 333), ma in collezione vi sono anche altri pezzi molto
interessanti. Le due prove uniface della moneta di Filippo I di Borbone (cat. nn. 310-311)
non furono prodotte con i conî definitivi. Ciò è molto evidente nelle grazie delle lettere che
formano le legende, che sulle prove sono ancora piatte, mentre nel filippo d’argento sono
‘a coda di rondine’ (cat. n. 227). Sono molto interessanti anche i due progetti di cinquina di
Ferdinando di Borbone (cat. nn. 337-338), che testimoniano ancora una volta i passaggi che
portarono al conio definitivo (fig. 92-94).
5.8. Le monete coniate da Federico II di Svevia nel 1248 a Vittoria (cat. nn. 334-336)
Vittoria non fu una vera città ma più semplicemente un campo imperiale costituito
da edifici in legno e tende da accampamento, allestito dall’imperatore Federico II di Svevia
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nell’estate del 1247 nei pressi della città di Parma .
Quale città di fondazione e residenza imperiale ebbe anche la zecca, che fu attiva tra la
fine del luglio 1247 (inizio dell’assedio di Parma) ed il 18 febbraio 1248, quando il castrum
venne preso e distrutto dai parmigiani.
Sulla reale tipologia delle monete coniate a Vittoria non vi è accordo. Secondo alcuni si
tratterebbe di nominali dal valore di un denaro imperiale imitanti analoghe monete milanesi
scodellate e con inciso su di un lato il nome di san Vittore (santo a cui era stata dedicata la
chiesa presente all’interno del campo imperiale). Secondo altri invece i cosiddetti vittorini
citati delle fonti medievali sarebbero alcuni denari grossi piani, presumibilmente dal valore
di quattro denari imperiali, con il ritratto di profilo ed il nome di Federico II .
Nel Museo Archeologico Nazionale di Parma sono presenti tre esemplari di grosso con
il ritratto (cat. nn. 334-336) (fig. 95) . Il cosiddetto vittorino scodellato, comprato da Pigorini
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nel 1870 (supra) per il momento non è stato rintracciato.
6. I CONÎ E I PUNzONI
Il Museo di Parma possiede una collezione di conî e punzoni per monete e medaglie la
cui consistenza è di oltre 8oo pezzi. A questi si devono inoltre aggiungere circa 300 matrici
per sigilli e timbri.
A un primo, veloce e parziale spoglio i pezzi più antichi sono apparsi essere del periodo
di Ottavio Farnese; i più recenti appartengono invece a quello del duca Roberto I di Borbone-
Parma. I materiali illustrano molto bene quelle che furono le innovazioni tecnologiche e le
differenti tecniche impiegate, a partire da metà ’500 fino a circa la metà del XIX secolo, per
coniare monete e medaglie. Sono infatti presenti conî per la battitura a martello, conî per
presse rotanti, per presse oscillanti, per presse a vite, a bilanciere, ecc. Alcuni di essi furono
approntati per realizzare monete e medaglie oggi rarissime, mentre di altri non si conosce
alcun esemplare prodotto. Per altri ancora si tratta probabilmente di pezzi che rimasero allo
stato di progetto. Lo stesso si può dire per i punzoni, diversi dei quali oggi non trovano corri-
spondenza in alcun pezzo noto. Come si può intuire, la valenza scientifica di questo materiale
creatore è della massima importanza perché consente di conoscere meglio le metodologie di
lavoro nelle zecche ducali, le modalità di coniazione, le fasi che portarono a produrre monete
con specifiche caratteristiche.
Di questa importante collezione si propone qui una piccola ma indicativa selezione
(figg. 96-107 e 109-116) (altri conî e punzoni sono illustrati nel contributo di Serafina Penne-
strì in questo stesso volume).
Per completezza si è deciso di aggiungere a questa breve panoramica anche alcuni
esemplari appartenenti al Museo Glauco Lombardi di Parma. Si tratta di un conio di dritto
della moneta da cinque lire voluta da Luisa Maria di Borbone-Berry, reggente a nome del
figlio Roberto I di Borbone-Parma (figg. 117-118) e dei conî serviti per la medaglia del 1861,
celebrativa della nascita del Regno d’Italia (figg. 119-122).
MARCO BAzzINI
MONETE MEDIEVALI E MODERNE E zECCA DI PARMA M. Bazzini

