Page 377 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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Complesso Monumentale della Pilotta – VETRINE 375
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giustizia’ o anche ‘Dei gratia’ . Per quest’ultima spiegazione propendono anche Crocicchio
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e Fusconi . Bellesia a sua volta formula alcune ipotesi secondo le quali le lettere ‘D G’ fa-
rebbero riferimento alla gestione della zecca, ora non più appaltata a privati ma amministrata
direttamente dalla Camera ducale e scioglie la sigla in ‘ducale’ o ‘diretta gestione’ oppure in
‘ducal governo’ o in ‘direzione governativa’ . Tra le varie interpretazioni, quest’ultima mi
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pare decisamente la più convincente di tutte.
La zecca fu chiusa nel 1799. Il prezzo di due milioni di franchi pagato per l’armistizio
con le truppe francesi che nel maggio del 1796 avevano invaso il piacentino, secondo Lopez
fu la causa principale della cessazione delle emissioni. Le ultime monete emesse nel periodo
di Ferdinando di Borbone furono un ducato e una cinquina.
Ferdinando morì il 9 ottobre 1802, ma già dall’anno precedente, per la Pace di Lunéville
firmata da Austria e Francia, il Ducato era stato incorporato nei territori della Repubblica fran-
cese. Gli ex territori ducali, trasformati in Dipartimento del Taro nel 1808, furono governati
da amministratori inviati a Parma da Napoleone Bonaparte.
Nel febbraio del 1814 Parma fu occupata dalle truppe austriache e il Dipartimento
del Taro fu soppresso. Con il Trattato di Fontainebleau dell’aprile 1814, ratificato in parte
dal Congresso di Vienna nel 1815, fu deciso di ricostituire il Ducato di Parma, Piacenza e
Guastalla affidandolo a Maria Luisa d’Austria, figlia dell’imperatore Francesco II e moglie di
Napoleone .
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5.5. L’Ottocento: gli ultimi duchi (da Maria Luigia d’Austria a Roberto I di Borbone)
(cat. nn. 269-283)
Maria Luisa arrivò a Parma il 20 aprile 1816; il precedente 29 febbraio aveva reso pub-
blica la sua volontà di utilizzare negli atti ufficiali il nome italianizzato di Maria Luigia.
Durante il regno di Maria Luigia duchessa di Parma (1815-1847), furono coniate monete
in oro da quaranta lire, da venti lire; in argento, da cinque lire (cat. nn. 269-270), da due lire
(cat. n. 271), lire (cat. n. 272), da dieci soldi (50 centesimi) (cat. nn. 273-274), da cinque soldi
(25 centesimi) (cat. 275-276); in rame, da cinque centesimi, da tre centesimi, da un centesimo.
Le monete furono tutte coniate nella zecca di Milano con i conî preparati da Luigi Manfredini
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(1771-1840) forse coadiuvato, per la monetazione in rame, da altri incisori .
La battitura delle nuove monete per il Ducato fu resa nota con un decreto del 22 luglio
1819 e le prime monete vennero poste in corso il 5 agosto dello stesso anno . Fino al 1830
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non si coniarono nominali in rame.
Si conoscono esemplari con i millesimi 1815, 1821, 1830, 1832, ma la data riportata sulle
monete non sempre coincide con l’anno effettivo di coniazione. Secondo quanto riportato da
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Carboneri , nella zecca milanese la lavorazione di monete per Parma sarebbe stata effettuata
nei seguenti anni:
– monete in oro da quaranta lire: 1819, 1820, 1821, 1822, 1823, 1825, 1830, 1831,
1832;
– monete in oro da venti lire: 1819, 1831, 1832;
– monete in argento da cinque lire: 1819, 1820, 1821, 1822, 1830, 1831, 1832;
– monete in argento da due lire, da una lira, da dieci soldi, da cinque soldi: 1819, 1830;
– monete in rame da cinque, da tre e da un centesimo: 1830, 1831, 1832.
Le monete in argento recano sotto il busto della sovrana due piccoli simboli, un melo-
grano e una lucerna (o coppa?). Mentre quest’ultimo è senz’altro il contrassegno che identi-
fica l’incisore, in questo caso Luigi Manfredini, il melograno è stato interpretato come segno
di riconoscimento della zecca (Milano) oppure del suo direttore.
Alcuni esemplari recano i numeri della data incisi su altri dei quali si scorgono appena
le tracce (cfr. cat. nn. 270, 274 e 276) (figg. 83-85) .
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Il 17 dicembre 1847 la duchessa di Parma, morì. Gli accordi presi dalle grandi potenze al
Congresso di Vienna prevedevano che alla sua morte il Ducato tornasse ai Borbone. A Maria
Luigia successe quindi Carlo Ludovico di Borbone-Parma (1799-1883), nipote per linea pater-
na di Ferdinando I. Carlo, già duca di Lucca, arrivò a Parma 31 dicembre 1847 e prese l’ordi-
MONETE MEDIEVALI E MODERNE E zECCA DI PARMA M. Bazzini

