Page 125 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato - N. 18/2023
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IL RITROVAMENTO A COMO.
CRONACA E STORIA
1945
Il medagliere che fu ritrovato dai partigiani a villa Mantero e consegnato alla prefettura
di Como comprendeva complessivamente trentadue oggetti, nella quasi totalità onorificenze
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e uno scarso numero di medaglie appartenute a Benito Mussolini . L’intero nucleo “storico”,
al netto dei pochi oggetti personali riconducibili a Rachele Mussolini, rappresenta il frutto di
un’accurata selezione della raccolta originaria, che potremmo definire il “medagliere storico”
di Benito Mussolini. La selezione fu molto probabilmente compiuta direttamente o indiretta-
mente dallo stesso Mussolini .
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Sulla base della datazione delle onorificenze e delle medaglie e della data di conferi-
mento documentata o ipotizzabile, la raccolta risulta formata nell’arco temporale della sua
vita politica dal 1922 al 1943 circa .
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Oltre ai diari e ai documenti più riservati che Mussolini scelse di salvare nella sua
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fuga verso la Svizzera affidandoli a diversi membri della sua famiglia , il medagliere ave-
va il compito di garantire, attraverso una galleria metallica di reliquie, la sopravvivenza
del suo manifesto ideologico e della sua identità storica, politica e soprattutto personale,
seppure ormai sbiadita nella fase repubblicana di Salò . L’universo del duce, il suo onore
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e il suo prestigio personale, costruito attraverso una vastissima rete di rapporti interna-
zionali, rivivevano in quelle decorazioni smontate e ne rappresentavano la più tangibile
testimonianza. Onorificenze che non venivano più esibite in pubblico come un tempo,
ma rimanevano segretamente conservate, sotto forma di piccolo museo mobile, in una
cassetta .
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Per sua moglie Rachele, invece, la raccolta era più concretamente una sorta di patrimo-
nio familiare, che aveva fatto parte della loro vita domestica a Villa Torlonia e che aveva susci-
tato interesse e divertimento nei figli piccoli per le decorazioni più appariscenti ed esotiche
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del padre . Un bene di famiglia, custodito in una piccola valigia, di valore venale e affettivo,
più che storico e considerato, per dirla con le sue stesse parole, “l’unica ricchezza di casa
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Mussolini” . Bene di cui sarà la più tenace custode nelle lunghe peripezie delle fughe prima
nel 1943 e poi nell’aprile del 1945 .
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La scelta di alcune tra le tante decorazioni e di medaglie, italiane ed estere, ricevute in
quasi vent’anni come capo del Governo, che può apparire limitata a pochi oggetti, fu forse
dettata dalle concitate vicende personali e familiari che seguirono al 25 luglio del 1943, con
l’abbandono di Villa Torlonia, residenza in cui era conservato il medagliere “storico” . In ogni
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caso, si dovette pensare al minor ingombro possibile per il trasporto della raccolta , come
sembrano provare i pezzi che nella maggioranza dei casi appaiono come elementi singoli,
staccati da più grandi decorazioni di cui facevano originariamente parte .
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La selezione delle onorificenze non è ovviamente casuale, anzi sembrerebbe ispirata
prevalentemente al valore attribuito da Mussolini, al loro conferimento in relazione al suo
percorso politico , ai soggetti raffigurati sui medaglioni centrali delle decorazioni, staccati
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dal rispettivo supporto , piuttosto che a precisi criteri di valore economico, esclusi forse quei
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pochi pezzi in oro e pietre preziose. Nella raccolta risalta invece la presenza di medaglie
placcate, in bronzo o in lega, scelte in quanto commemorative di specifici eventi storici per
lui particolarmente significativi.
Il rItrovamento a Como. CronaCa e storIa S. Pennestrì
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