Page 276 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato - N. 18/2023
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276 l’ultimo medagliere di muSSolini
II – IL DESTINO DELLA RAZZA: L’OPERA NAZIONALE MATERNITÀ
INFANZIA
Documento n. 1
R.D. 15 aprile 1926, n. 718 (1). Approvazione del regolamento per l’esecuzione della
legge 10 dicembre 1925, n. 2277 (2) sulla protezione e l’assistenza della maternità
e dell’infanzia.
È approvato il regolamento per l’esecuzione della legge 10 dicembre 1925, n. 2277 (2),
annesso al presente decreto e visto, d’ordine Nostro, dal Ministro proponente. Regolamento
per l’esecuzione della legge 10 dicembre 1925, n. 2277 (2) per la protezione e l’assistenza
della maternità e dell’infanzia (3).
Art. 76. Le medaglie di benemerenza, concesse dall’Opera nazionale a norma dell’ultimo
comma dell’art. 3 della legge, sono, secondo il grado di merito, d’oro, di argento o di bronzo
e conformi ad un tipo stabilito con apposita deliberazione dal Consiglio centrale. Tali meda-
glie sono conferite dal Consiglio centrale, su proposta del presidente ed in seguito a parere
favorevole della Giunta esecutiva. Per il conferimento della medaglia d’oro, la deliberazione
del Consiglio dev’essere adottata col voto favorevole di tutti i votanti. 77. I diplomi di beneme-
renza, di cui nell’ultimo comma dell’art. 3 della legge, sono di due gradi e vengono concessi
dalla Giunta esecutiva alle persone e agli enti che, pur non essendo ritenuti meritevoli di una
medaglia, siano tuttavia riconosciuti benemeriti, ai sensi dell’articolo ora citato.
Documento n. 2
Il Discorso dell’Ascensione 1
a
Nella 220 riunione, tenutasi il 7 maggio 1927 (ore 10-12.30), il Consiglio dei ministri appro-
verà «importanti provvedimenti per la disciplina del credito nel Mezzogiorno e per la difesa
del consumatore». (Da Il Popolo d’Italia, N. 109, 8 maggio 1927, XIV).
Onorevoli deputati fascisti!
Ho il vivo rammarico, congiunto ad una profonda umiliazione, di annunciarvi che il mio di-
scorso non sarà così breve come è nelle mie consuetudini. Non sarà breve, perché ho molte
cose da dire, ed oggi è una di quelle giornate in cui io prendo la nazione e la metto di fronte
a se stessa.
Debbo poi corredare il mio discorso con molti dati di fatto ed altrettante cifre. Con questo,
non voglio condividere l’opinione di coloro, i quali affermano che i numeri governano i
popoli. No. I numeri non governano i popoli, ma specialmente nelle società moderne, così
numerose e così complesse, i numeri sono un elemento necessario per chiunque voglia go-
vernare seriamente una nazione. Il mio discorso sarà quindi necessario, irritante e divertente.
Necessario, perché io mi sono ripromesso di dire tutto quello che è strettamente necessario.
Non una parola di più. Irritante, perché dirò delle cose ingrate; forse spezzerò qualche luogo
comune nel quale ci si adagiava. Finalmente, la terza parte avrà dei motivi polemici per i qua-
li, voi sapete, io sono particolarmente attrezzato (si ride) e durante la quale parte io voglio
divertirmi a stuzzicare tutti gli avversari interni ed esterni del regime. (Approvazioni). Poi,
non è detto che, dovendo fare un discorso, e sia pure un discorso di capo del Governo, si
debba propinare tale « mattone » che concili il cervello degli uditori al più profondo letargo.
Appendice documentAriA
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