Page 299 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato - N. 18/2023
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Notiziario PNS n. 18/2023 299
L’epilogo ha avuto il ritmo veloce delle forze irresistibili della natura, che ha sorpreso soltanto
i distratti o gli ignari.
Un rapido sguardo retrospettivo a questo ventennio ci dimostra in modo assolutamente chia-
ro che quanto è accaduto doveva fatalmente accadere, e che il fiume, malgrado le dighe car-
tacee dei trattati, sarebbe giunto alla sua foce.
L’atto di nascita dello Stato – federale austriaco risale al 12 novembre del 1918, pochi giorni
dopo lo sfacelo dell’impero. Ora, col suo primo voto, la Costituente nazionale austriaca, sot-
to il Governo socialista Bauer-Renner, dichiara l’Austria parte integrante del Reich tedesco
col nome di «Repubblica dell’Austria tedesca». Vi è di più: molte provincie austriache votano
senz’altro, con spontanei plebisciti, l’annessione alla Germania, meno una, il Vorarlberg, che
si dichiara favorevole alla unione con la Svizzera. Lo Costituzione di Weimar, della Repubbli-
ca socialdemocratica tedesca, varata nell’agosto del 1919, all’articolo 2 dice testualmente: «Il
territorio del Reich comprende ilterritorio· dei paesi tedeschi . Altri territori possono riunirsi se
le rispettive popolazioni esprimano un siffatto desiderio ».
E all’articolo 61 veniva specificatamente dichiarato che, dopo la sua unione con la Germa-
nia, l’Austria avrà diritto di prendere parte al Reichsrat con un numero di deputati propor-
zionale alla popolazione. È dunque stabilito che agli inizi di quella che può definirsi l’epoca
socialdemocratica, tanto Vienna, quanto Weimar ritenevano logica l’unione dei due Stati in
uno solo.
Vennero i trattati di pace: quello di Versa glia prima, quello di San Germano poi, che impo-
sero – questa è la parola! – imposero all’Austria. di rimanere indipendente. Ma l’imposizione
appare fino d’allora così assurda e al tempo stesso così precaria, che si lascio uno spiraglio
aperto sull’avvenire: l’Austria, caso mai visto nella storia dei popoli, avrebbe potuto alienare
la sua indipendenza» col consenso del Consiglio della Società delle nazioni.
E in questo modo che l’Austria inizia la sua vita di Stato indipendente, sotto il dominio in-
terno della socialdemocrazia. Passano i socialdemocratici, subentrano i cristiano sociali con
Seipel, ma questo non migliora la situazione politica ed economica. L’Austria è praticamente
in balìa del caos materiale e morale e viene posta sotto la tutela, non soltanto – finanziaria,
della Società delle nazioni.
Ciò dura fino al l 0 ottobre 1926, quando Seipel ritorna al potere nell’ottobre con questa for-
mula: «L’Austria è uno Stato tedesco niente contro la Germania ».
Passano altri tre anni di disordini, di intrighi, di miserie, finché Schober, nell’autunno del
1929, sale al potere; è solo con l’avvento di Schober che comincia una. politica italiana nei
confronti dell’Austria, politica che viene consacrata in un trattato di amicizia e di arbitrato,
firmato a Roma dallo Schober stesso il 6 febbraio del 1930.
Siamo alla crisi economica mondiale, che ha ripercussioni tremende sulla fragile economia
austriaca. Ancora una volta l’idea dell’Anschluss risorge sotto la specie di un progetto di unio-
ne doganale austro-tedesco Curtius-Schober. Il progetto non va perché incontra l’immediata
opposizione della Francia e della Cecoslovacchia. Viene presentato alla Corte dell’Aja per
sapere se tale unione doganale sia compatibile o meno con la indipendenza dell’Austria. La
Corte dice che è incompatibile.
Il progetto cade.
La situazione dell’Austria non migliora. L’Italia che interviene ora direttamente a risollevarne
l’economia con gli accordi del Semmering.
Nel gennaio 1933 il nazismo assume il potere in Germania. Nel. marzo dello stesso anno
Dollfuss rinnova il suo Governo in senso autoritario, ma definisce nello stesso tempo l’Austria
uno Stato “indipendente e cristiano, ma tedesco”. Comincia la lotta fra il Governo e il movi-
mento nazista. Dollfuss è costretto a domare energicamenteuna rivolta socialista nel febbraio
del 1934.
Pochi mesi dopo scoppia il putsch nazista di Vienna. Ordino che le quattro divisioni dell’Alto
Adige si attestino al Brennero. Fu un atto di elementare precauzione, in vista di eventi san-
guinosi e improvvisi e dei quali non era possibile misurare la portata. Nessun austriaco ci
domandò di farlo; nessun austriaco ci ha mai ringraziato di averlo fatto.
Appendice documentAriA
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