Page 301 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato - N. 18/2023
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Notiziario PNS n. 18/2023                                                                  301


                 e il plebiscito si fa il 21 ottobre successivo. I nazionali entrano a Roma il 21 settembre e il
                 plebiscito viene convocato dieci giorni dopo.
                 È fra il 1859 e il 1861 che nasce, con le manifestazioni del popolo, le occupazioni militari e i
                 plebisciti, il Regno d’Italia.
                 Qui la materia mi porta a ricordare agli immemori che la prima alleanza militare del giovane
                 Regno d’Italia fu con la Prussia nel 1866, alleanza che ci valse, attraverso Sadowa e la batta-
                 glia eroica ma non definitiva di Custoza, la cessione del Veneto.Vi sono nel mondo individui
                 così superficiali, così opacamente ignoranti delle condizioni dell’Italia fascista, che credono
                 di impressionarci con la cifra globale dei milioni di tedeschi e con la loro presenza ai nostri
                 confini.
                 Anzitutto l’Italia, questa Italia, non si lascia facilmente impressionare. Non ci sono riusciti,
                 durante la guerra d’Africa, cinquantadue Stati. L’Italia ha una volontà sola, dall’anima dura e
                 marcia diritto.
                 Siamo tanto poco impressionati che ammettiamo tranquillamente che fra qualche anno, per
                 il solo fatto del movimento naturale delle popolazioni, mentre noi saremo cinquanta milioni,
                 i tedeschi saranno ottanta milioni, ma non su una sola, su dieci frontiere, fra le quali, quella
                 italiana è la frontiera di due popoli amici: una frontiera intangibile.
                 Il Fiihrer su ciò è stato sempre categorico, anche prima che egli giungesse al potere, e quando
                 tale affidamento gli valeva stolte accuse da parte dei suoi avversari. Per noi fascisti le frontie-
                 re, tutte le frontiere, sono sacre. Non si discutono: si difendono.
                 Quando il dramma austriaco giunse nei giorni scorsi al quinto anno, gli avversari mondiali
                 del fascismo spiarono se l’occasione buona non fosse finalmente venuta per mettere l’uno di
                 fronte all’altro i due regimi totalitari e frantumare la loro solidarietà attraverso un urto che
                 sarebbe stato, tra l’altro, lo diciamo ai pacifisti di professione, il preludio di una nuova guerra
                 mondiale. Questo calcolo delle democrazie, delle logge, della Terza Internazionale, era errato:
                 la speranza semplicemente puerile. E offensiva altresì, perché gettava un’ombra sul nostro
                 carattere e sulla nostra intelligenza politica.
                 Ma perché non dirlo? Anche milioni di germanici stettero in ascolto.
                 Era giunta l’ora di quello che si poteva chiamare il «collaudo» dell’Asse. Ora i germanici sanno
                 che l’Asse non è una costruzione diplomatica efficente soltanto per le occasioni normali, ma
                 si è dimostrato solido soprattutto in quest’ora eccezionale, nella storia del mondo germanico
                 e dell’Europa.
                 Le due nazioni la cui formazione unitaria è stata parallela nel tempo e nei modi, unite come
                 sono da una concezione analoga della politica della vita, possono marciare insieme per dare
                 al nostro travagliato continente un nuovo equilibrio, che permetta finalmente la pacifica e
                 feconda collaborazione di tutti i popoli.


                 4  muSSolini, Opera omnia, vol. XXIX, pp. 67-71.



























                 Appendice documentAriA





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