Page 336 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.1-2013
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Va anche detto come il commercio illecito dei beni numismatici possa essere suddiviso in al-
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meno cinque distinte categorie .
La prima categoria è costituita dall’esportazione illegale di un oggetto, e ciò va dal contrabbando
consapevole, al mancato possesso della pertinente licenza da parte del suo legittimo proprietario.
La seconda categoria è il commercio in oggetti rubati ad un proprietario identificato, come un
individuo o un’istituzione pubblica ovvero privata.
La terza categoria è il commercio in oggetti illecitamente rimossi dai siti o dai monumenti ar-
cheologici. Tali oggetti hanno un proprietario e una vittima – lo Stato – ma la loro entrata e il loro
passaggio attraverso il commercio sono più dannosi.
Un altro gruppo di oggetti culturali del commercio illecito (quarta categoria) sono quelli che
sono stati alienati illegalmente, in dispregio della normativa del paese d’origine. Se un bene è tra-
sferito contrariamente a tale normativa e quindi ritrovato in un altro paese, vi sarà chi non vede
tali beni come illecitamente commerciati, e restrizioni come la non-alienabilità sono spesso prive di
tutela e neppure riconosciute dalle giurisdizioni straniere.
Al contrario, vi è consenso all’interno della comunità internazionale sul fatto che il patrimonio
culturale preso da un territorio occupato nel corso di un conflitto armato (quinta categoria), inclusi
i territori occupati durante conflitti armati non aventi carattere internazionale, costituisca patrimonio
commerciato illegalmente.
Va evidenziato sin da ora che molte delle prove raccolte durante le recenti indagini sta indi-
cando che vi è un traffico illecito in beni numismatici esteso e molto significativo, con legami tra i
partecipanti a tale traffico e coloro che sono coinvolti in altre attività criminali.
Al riguardo, dobbiamo osservare che il crimine organizzato è un fenomeno frequente nel mer-
cato dell’arte, altamente specializzato e bisognoso di diverse qualifiche e competenze dai tombaroli
e dai ladri, ai mediatori, spedizionieri e autisti, ufficiali di dogana, esperti, impiegati nelle case d’a-
sta etc. Tutta gente che lavora spesso insieme con compiti suddivisi, in una dimensione per lo più
transnazionale.
Frequentemente in ambito nazionale tali gruppi criminali si avvalgono di un legame di tipo
piramidale; mentre a livello internazionale le relazioni criminali tra gli associati sono regolate da
rapporti funzionali. Tali strutture associative di tipo delinquenziale sono comunque finalizzate alle
acquisizioni illegali di beni culturali, alla loro esportazione illecita dal paese d’origine, ai loro exper-
tises per aumentarne il prezzo, alle loro attività di riciclaggio, al fine di dare ai beni una provenienza
apparentemente lecita. E attraverso tali intermediazioni i beni culturali in genere ed anche quelli
numismatici finiscono per subire una sopravvalutazione che a sua volta alimenta altre attività di
saccheggio e/o altri furti.
Orbene, anche se il saccheggio dei siti archeologici risale ad epoca antica, le prove raccolte
suggeriscono di come ad oggi in molte parti del mondo gli effetti siano realmente devastanti. E
tutto questo ci porta a sottolineare come sia indispensabile avere approcci molto efficienti, in cam-
po giuridico, amministrativo ed interpretativo, e non così differenti come sono oggi nel panorama
internazionale. Infatti, i criminali tentano di sfruttare tali differenze, e le iniziative internazionali
dovrebbero essere indirizzate verso una riduzione di tali diversi approcci.
È ben noto come la collaborazione internazionale in questo settore debba essere maggiormen-
te sviluppata. È infatti importante raggiungere fiducia reciproca e mutua collaborazione tra le varie
Autorità, creando le basi per relazioni ancor più produttive. Al riguardo, non dobbiamo sottovaluta-
re la circostanza che il territorio straniero è nella maggioranza dei casi il luogo dove spesso e per la
prima volta è possibile rintracciare persone coinvolte nel traffico di beni numismatici di sicura pro-
venienza illecita: infatti è in quel momento che il traffico clandestino emerge, precisamente quando
l’oggetto entra nel mercato legale con documentazione per lo più falsa.
Va comunque detto che rispetto agli anni ’90 molto è cambiato, grazie anche ai contatti diretti
che eliminano parecchi problemi e agiscono come incentivo per la collaborazione.
Per i beni numismatici, comunque, vi è un ulteriore problema. Le monete aventi rilevanza
archeologica sono, infatti, spesso attribuibili, quanto a provenienza o paese di origine, a diverse
nazioni. Il bene numismatico, una volta decontestualizzato, difficilmente troverà una sua “patria”
certa, proprio perchè bene per eccellenza strumentale e destinato alla circolazione anche in passato
su vaste aree o regioni culturali. Diviene allora importante limitare quelle zone grigie che in passato
Appunti sullA tutelA delle monete Aventi vAlore culturAle P. G. Ferri

