Page 337 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.1-2013
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DOSSIER                                                                                            337


         sono state sfruttate da molti trafficanti e collezionisti. Ed in specie per le monete occorre raggiun-
         gere precisi accordi internazionali, al fine di evitare che le incertezze nelle attribuzioni possano
         avvantaggiare la delinquenza di settore e le persone tutte che con maggior o minor dolo aderiscono
         alle proposte di tali criminali.

         2. Il MOU come primo passo di tutela internazionale

              In Italia, invero, un primo timido passo è stato compiuto grazie alla ratificazione del Memoran-
         dum con gli Stati Uniti. (MOU). Ed è molto importante l’inserimento formale della sezione “Coins
         of Italian Types” in questo Memorandum.
              Tale sezione è formalmente identificata con sei specifiche categorie. Queste includono: “Struck
         bronze coins of Roman republican and early imperial colonies and municipia in Italy, Sicily, and
         Sardinia; and Coins of the Greek cities in the southern Italian peninsula and in Sicily (Magna Grae-
         cia), cast or struck in gold, silver, and bronze”, se di una determinata epoca.
              Va anche detto che il MOU è stato recentemente esteso per un ulteriore periodo di cinque anni.
         E gli oggetti delle categorie descritte nella Designated List possono entrare negli Stati Uniti solo se
         possiedono un’autorizzazione all’esportazione rilasciata in Italia, o se sono provvisti di documenta-
         zione attestante che essi hanno lasciato l’Italia prima dell’effettiva data della restrizione.
              La ragione di questa tutela può essere riassunta in quanto l’United States Department of State
         ha affermato, vale a dire che il patrimonio culturale italiano è a rischio di saccheggio di materiale
         archeologico risalente ad epoca pre-classica, classica ed imperiale romana.
              Tutto quanto, come detto, rappresenta indubbiamente un passo in avanti per il contrasto
         all’illecito traffico di beni numismatici, non fosse altro perché determina un controllo assai
         attento sulle importazioni in territorio americano, in passato certamente uno dei mercati più
         floridi e sicuramente un mercato agguerrito. Ma ancora oggi le lobbies americane in materia
         numismatica sono assai presenti e non hanno di certo facilitato il raggiungimento del Memo-
         randum ora indicato.
              Va pure ricordato come la delinquenza di settore si avvalga di documentazione ad hoc pre-
         costituita per sostenere, come già evidenziato, che il bene numismatico è originato in altro paese,
         differente dall’Italia, al fine di sottrarsi alle restrizioni o richieste doganali americane.
              Vi è di più. Frequentemente, la stessa criminalità “introduce” fittiziamente un bene culturale in
         una collezione privata con l’obiettivo di conferirle una provenienza legittima; nascondendo invece
         la sua recente acquisizione da scavi clandestini. Ciò accade specialmente nei confronti dei beni
         seriali, come appunto le monete, e nelle collezioni che non sono interamente documentate. E non
         si può dimenticare che spesso i manufatti autentici sono sostituiti da quelli falsi che sono un vero
         problema nel settore numismatico. Infatti, i falsi sono molteplici, facili da produrre, ma difficili da
         valutare, essendo molte volte la decontestualizzazione un fattore che aiuta la commercializzazione
         di monete non autentiche.
              Va pure ricordato che il traffico illecito di opere d’arte seppure dovesse venire dopo quello
         degli stupefacenti, delle armi e dei beni contraffatti; come ricchezza, volumi di affari, ma soprattutto
         rispetto ai danni cagionati, si colloca di certo prima di molti altri fenomeni criminali. Ne consegue
         che occorrerebbe una vera e propria radicale svolta, iniziando a riconsiderare i valori che vengo-
         no violati dalle condotte che attentano ai beni culturali. E l’esigenza di un cambiamento si avverte
         tanto più perché, proprio a livello internazionale, si assiste ad una difesa sempre più efficace dei
         patrimoni culturali dei Paesi ricchi di vestigia del passato e quindi anche del Nostro. E recentemente
         si può segnalare una tendenza a dare puntuale attuazione alle convenzioni e raccomandazioni di
         settore e segnatamente a quelle dell’UNESCO, con restituzioni di reperti da parte di molte istituzioni
         estere che così, non solo onorano la scienza archeologica, ma offrono un sicuro aiuto all’opera di
         contrasto avviata anche in sede processuale.
              Ma a questo punto risulta evidente che una sottovalutazione dei fenomeni criminali in esame
         all’interno del nostro ordinamento: creerebbe sconcerto a livello internazionale, ove si apprestano
         tutele che noi talora disattendiamo.
              Occorre, invece, una risposta anche penale proporzionata al danno economico e culturale, e
         ai profitti conseguiti. E lo strumento penale, per quanto estremo, risulta tuttavia tra i più efficaci ed


         Appunti sullA tutelA delle monete Aventi vAlore culturAle                                    P. G. Ferri
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