Page 108 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 5-2014
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                                                                                   –


             Il Cinquecento
                  Il Cinquecento capitalizzerà le tendenze impostate nell’epoca precedente e si con­
             noterà come un collezionismo colto e di corte che si rivolge in prevalenza alla statuaria,
             recuperata attraverso gli scavi, agli intagli, le pietre dure, i cammei, le epigrafi e natural­
             mente alle immancabili monete, testimoni parlanti dell’epoca Classica che costituisce la
             principale e quasi unica dominante culturale del secolo.
                  La passione per l’Antico e le monete in particolare ci è ben testimoniata dalle nu        ­
             merose, splendide testimonianze pittoriche che ci sono pervenute per quest’epoca. Ce­
             leberrimo è il ritratto di Andrea Odoni (fig. 3) realizzato da Lorenzo Lotto nel 1527. Il
             gentiluomo ritratto nel suo studio circondato da statue e busti tiene in mano una statuetta
             classica e sul tavolo ove tiene appoggiato il braccio sinistro si intravvedono numerose
             monete.    Altri ritratti di collezionisti e amanti d’arte sono quello del Parmigianino, i due

             ritratti di collezionisti di Bartolomeo Passarotti (figg.   4-5), quello di Raffaello Grassi ad
             opera di Sebastiano Florigerio, e naturalmente il ritratto forse più famoso del genere, rea­
             lizzato da Tiziano nel 1567, ovvero quello di Jacopo Strada (fig. 6), architetto e antiquario
             che concepì per il duca Alberto V di Baviera un antiquarium la cui collezione di statue
             antiche è ancora oggi fruibile.
                  Ma il Cinquecento vede anche il consolidamento di importanti nuclei collezionistici
             di antichità e numismatici presso le principali corti umanistiche italiane. Lodovico il Moro
             a Milano, i Savoia in Piemonte e naturalmente i Gonzaga a Mantova, gli Este prima a Fer        ­

             rara e poi a Modena,    i Medici a Firenze, i Papi a Roma e gli Aragona a Napoli, sono le

             principali corti che continuano, nel campo delle arti, quanto iniziato dai loro predecessori
             nel Quattrocento .
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                  Figure di umanisti come Pirro Ligorio , Paolo Giovio, Fulvio Orsini  sono gli uomini
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             di lettere, i demiurghi che in veste di consiglieri del principe, rendono possibile e facili   ­
             tano il formarsi di queste grandi raccolte approfondendo la conoscenza del Classico ed
             esaltando nel signore rinascimentale l’amore per l’Antico.     È in quest’epoca che nascono i

             primi repertori,   i primi studi dedicati alla monetazione romana e greca. Collezionismo ed
             erudizione danno vita in quest’epoca ad un solido intreccio esprimendo due facce inter         ­
             dipendenti del medesimo fenomeno moneta.
                  Lo sviluppo delle collezioni e dei collezionisti di monete nel 1500 subisce un’accele     ­
             razione impressionante. Non si deve pensare al collezionismo numismatico in questa fase
             come ad un fenomeno che interessasse quasi esclusivamente la classe dei nobili o dei
             regnanti, bensì si assiste ad una diffusione molto rapida della passione numismatica con
             un’ingente formazione di raccolte attraverso tutta Europa di cui ci dà testimonianza Huber     ­
             tus Goltzius   che riferisce aver visitato,  durante i suoi viaggi di studio, oltre 200 collezioni
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             in Francia, altrettante collezioni nei Paesi Bassi, 175 in Germania, e ben più di 380 in Italia.

             Il Seicento

                  La transizione al Seicento, sotto il profilo dell’antiquaria, avviene attraverso una dif  ­

             fusione di opere dominate da esigenze di classificazione.
                  Da un collezionismo appannaggio di corte e di pochi umanisti il Seicento apre le
             porte al desiderio di costituire raccolte importanti presso un numero crescente di fami­
             glie aristocratiche,   emule delle sfarzose corti del secolo precedente, che vedevano in tale

             pratica un motivo di lustro per la propria casata.
                  Le collezioni archeologiche, essenzialmente ancora di sculture, si moltiplicano e con
             loro si diffonde oltre allo studio del Classico   anche la replica, a fini di studio. Con la re­


             plica del classico e la diffusione delle collezioni numismatiche prende consistenza il fe      ­
             nomeno dei falsi e delle monete inventate, che aveva già comunque fatto la sua comparsa
             nel secolo precedente.
                  Fra i protagonisti della scena numismatica del Seicento troviamo a fianco delle col­
             lezioni piú nobili come quella della regina Cristina di Svezia , raccolte di diversa ispi­
                                                                                26
             razione e formazione come quella del padre gesuita Athanasius Kircher (fig. 7), definito




             Contributo   deL   CoLLezionismo   storiCo     patrimonio   numismatiCo   itaLiano     F. Rossini
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