Page 105 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 5-2014
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Collezionismo ATTI TAVOLA ROTONDA 105
CONTRIBUTO DEL COLLEZIONISMO STORICO AL
PATRIMONIO NUMISMATICO ITALIANO
In questo breve spazio non posso aspirare a ripercorrere analiticamente i contributi dei
collezionisti numismatici che si sono succeduti nel corso dei secoli passati. Ben altri studi –
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mi limiteró a citare quelli di Missere Fontana , Ercolani Cocchi , Panvini Rosati , Cantilena e
Corradini tra gli altri – hanno affrontato approfonditamente questo tema per le varie epoche.
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Conforta sapere che questo specifico settore degli studi numismatici ha comunque trovato
ormai la sua piena legittimazione con la presenza di un’apposita sezione nei volumi della
Survey of Numismatic Research, a partire dal quinquennio 1990-1995 6 e di conseguenza negli
interventi agli ultimi congressi internazionali dedicati alla disciplina.
L’ambito cui mi limiterò in questa sede è quello racchiuso tra il periodo pre-umanistico
trecentesco e la fine del Settecento, quando ha termine la lunga fase del collezionismo appan
naggio di una cerchia di eruditi e delle grandi famiglie aristocratiche, prima dell’inizio della
fase di democratizzazione e apertura del collezionismo a tutte le classi sociali e al consolida
mento di meccanismi di mercato, processi che perdurano tuttora. Rimando al dotto articolo
di Giovanni Gorini per ogni approfondimento in merito alle tendenze e la formazione delle
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principali collezioni dal 1800 in poi.
la ricchezza del di
L’obiettivo che mi pongo con questo intervento è quello di illustrare la ricchezza del di-
è quello di illustrare la ricchezza del di-
scorso collezionistico attraverso le varie epoche, il suo contributo fondamentale apportato al
progresso della ricerca e le numerose interazioni che vi sono state tra collezionismo colto e
diffusione della cultura numismatica.
Nel tentativo di ripercorrere l’apporto che le collezioni e i collezionisti delle epoche
antiche hanno dato alla numismatica, è forse opportuno indagare brevemente le ragioni del
bisogno originario per la raccolta e il collezionismo di antichità ed opere d’arte.
È a partire dal Paleolitico superiore che l’uomo comincia a produrre oggetti che non
hanno una funzione, un’utilità pratica, ma ai quali attribuisce un “valore simbolico”, dando
origine alle prime opere d’arte di cui abbiamo testimonianza fin dalla comparsa dell’homo
sapiens.
Molto presto l’uomo “culturale” comincerà a privilegiare le testimonianze del proprio
passato percependo in questi oggetti le qualità “simboliche” che permettono di annullare la
distanza tra la parte reale visibile della sua esistenza e quella invisibile che lo lega alla parte
di storia, di passato, di cui ha memoria ma solo indiretta. La necessità di questi oggetti divie
ne quindi un bisogno culturale fondamentale. Malinowski afferma che la produzione di cul
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tura è un bisogno primario dell’uomo, identificando per questi oggetti il ruolo di semiofori,
ovvero oggetti dotati di un significato simbolico che provvedono a trasmettere allo spettatore
quando vengono raccolti, esposti, e contemplati.
Se guardiamo con un minimo di curiosità storica una moneta antica, una statua o un
dipinto si percepisce una trasmissione che si instaura con l’oggetto la cui forza è direttamen
te proporzionale al grado di culturalità e contenuti artistici dell’oggetto stesso. Le collezioni
divengono pertanto un potente mezzo per trasmettere significato e cultura.
Ne consegue che il processo di formazione delle collezioni e dei musei è dunque un
passaggio necessario e del tutto naturale per soddisfare questa insopprimibile esigenza cul
turale primaria.
Non deve sorprendere quindi che vi siano testimonianze già molto antiche della pas
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sione di regnanti, uomini colti e personaggi in vista per le antichità. Babelon si domanda
Contributo deL CoLLezionismo storiCo patrimonio numismatiCo itaLiano F. Rossini
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