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462 Medaglie devozionali della bottega Hamerani
nali diaconi assistenti. E con noi si calarono giù alcuni muratori e un orefice che recava dodici
monete nuove ovverosia medaglie larghe come un’ostia da messa e di spessore come la lama
di un temperino comune. Da una parte della medaglia c’era l’immagine di papa Giulio con su
la scritta: JVLIVS LIG. SECVNDVS PONT. MAX. ANNO SVI PONT. III. MDVI, e, dall’altra c’era il
disegno del tempio o edificio ch’egli voleva fabbricare con questa scritta: INSTAVRATIO BAS.
APOST. PETRI ET PAVLI PER JVLIUM II PONT. MAX. e sotto si leggeva questa parola VATI-
CANVS. Due di queste monete erano d’oro […] e le altre di similoro e si misero in una scodella
di semplice terracotta 24
Pure il de Grassis nel suo racconto della cerimonia per la posa della prima pietra parla
in modo confuso ora di monete ora di medaglie; anche le legende sia del dritto sia del rove-
scio che riporta, assomigliano solo in modo approssimativo a quelle presenti sulle medaglie.
Il Burcardo, l’altro Maestro delle Cerimonie di Giulio II, ci conferma che fu proprio
la prima medaglia del Caradosso ad essere messa da Giulio II in persona nelle fondamenta
della nuova basilica. Egli però aggiunge, rispetto al de Grassis, il valore dei due esemplari
in oro della medaglia – cinquanta ducati, per lui – ma è vago per quanto riguarda il numero
complessivo delle medaglie depositate nelle fondamenta, mentre non ne cita affatto le legen-
de. Mostra però maggiore precisione nella descrizione delle raffigurazioni del dritto e del
rovescio, precisione dovuta probabilmente al fatto che ne prese una per sé, come egli stesso
confessa :
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Ego autem adverti pape benedicere aquam; deinde papa ipsum lapidem benedixit, prout in
libro, et solam illam partem aspersit, non alias duas et postquam papa posuit ipsum lapidem,
muratores posuerunt in quodam vase cooperto duas medaglias aureas valoris ducatorum L et
XI vel plures de metallo cum facie pape in capucino, ab una parte, ab alia designatio edificii,
prout est in ea quam accepi.
Gian Cristoforo Romano, dunque, nel realizzare la sua medaglia (fig. 16) con il progetto
bramantesco del nuovo san Pietro, incise un rovescio sostanzialmente identico a quello della
celebre medaglia del Caradosso, anche se alcuni dettagli della basilica da lui riprodotta appa-
iono più definiti; ciò, grazie sia al ricorso alla coniazione che, rispetto alla fusione, permette-
va una maggiore nitidezza dei particolari, sia alla favorevole circostanza che Gian Cristoforo
Romano, oltre ad essere un eccellente medaglista, era anche un architetto ed aveva, quindi,
un’esperienza più che consolidata nella riproduzione in scala di edifici.
FIg. 14 – BIBlIoTecA APosTolIcA VATIcAnA, medAglIeRe. Medaglia con la raffigurazione, al rovescio, della nuova Basilica
Vaticana di San Pietro progettata dal Bramante, opera di Caradosso, 1506 (cat. 17; mm 57.50). Fuori scala. © by Bi-
blioteca Apostolica Vaticana.
La nascita deLLa medagLia a Roma G. Alteri
Libro PNS 15.indb 462 03/03/21 19:00

