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464 Medaglie devozionali della bottega Hamerani
non mancavano i problemi. Infatti, sebbene non fosse neppure paragonabile alla grandiosità
della nuova, gigantesca costruzione che il Bramante aveva progettato al suo posto, moltissime
persone di ogni ceto sociale e quasi tutto il Collegio cardinalizio erano assolutamente contrari
alla demolizione fin dalle fondamenta dell’antico san Pietro, di quella millenaria e veneranda
basilica fondata da Costantino e consacrata dalle tombe di molti santi che, seppure con le
navate ormai decrepite e cadenti, custodiva ancora, tra le sue architetture illuminate da mo-
saici sfavillanti ed impreziosite da splendidi tesori, i monumenti funebri di tanti papi, principi
della Chiesa e della terra; che aveva ospitato solenni funzioni liturgiche ed incoronazioni di
imperatori; che aveva assistito a lotte, a dolori, a violenze, a scene drammatiche per le sconfit-
te, a festeggiamenti entusiastici per le vittorie; che aveva conosciuto perfino il saccheggio da
parte dei Saraceni; che aveva visto riflessa nella sua storia, la storia della Chiesa, del Papato,
la storia stessa di Roma.
Ma c’era un altro motivo, più pratico del precedente, che spingeva Giulio II a pubbli-
cizzare la nuova costruzione: la necessità sia di reperire i fondi per un’opera così colossale
sia di contrastare le critiche, che fin da subito nacquero circa il modo di reperirli. Queste
critiche erano rivolte principalmente contro la vendita delle indulgenze e contro le imposte
straordinarie a cui il pontefice ben presto fu costretto a ricorrere per finanziare i lavori. Infatti,
sebbene nel 1508, all’inizio dei lavori, si respirasse ancora una certa aria di ottimismo, che
aveva autorizzato un cronista del tempo a descrivere la basilica come costructa in una buona
parte , quando, in realtà, ancora si stavano innalzando soltanto i quattro piloni della cupola,
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nel Breve dello stesso anno, indirizzato al re di Polonia per la richiesta di finanziamenti pro
fabbrica sancti Petri, il pontefice era costretto a confessare con un certo pudore che la ba-
silica del Principe degli Apostoli era rovinata in gran parte e che richiedeva ingenti somme
per la sua ricostruzione .E il 6 gennaio del 1506, cioè ben tre mesi prima della posa della
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prima pietra, Giulio II aveva rivolto al re d’Inghilterra Enrico VII e ad altri notabili e vescovi
inglesi la preghiera che lo aiutassero nella ricostruzione dalle fondamenta di san Pietro, dal
momento che l’antica basilica era ormai in rovina e le risorse della Chiesa erano scarse e per
di più destinate anche alla difesa della fede .
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Numerose e continue, dunque, furono le istanze dello stesso tenore, scritte per sotto-
lineare la limitatezza dei propri mezzi e la dispendiosità della nuova costruzione, che papa
Giulio spedì ai potenziali donatori fin dall’inizio dei lavori e per tutti gli anni del pontificato.
Basti considerare che lo stesso 18 aprile 1506 il pontefice inviò di nuovo un Breve al re d’In-
FIg. 16 – BIBlIoTecA APosTolIcA VATIcAnA, medAglIeRe. Medaglia con la raffigurazione, al rovescio, della nuova Basilica
Vaticana di San Pietro progettata dal Bramante, opera di Gian Cristoforo Romano, 1506 (cat. 19; mm 36.70). Fuori
scala. © by Biblioteca Apostolica Vaticana.
La nascita deLLa medagLia a Roma G. Alteri
Libro PNS 15.indb 464 03/03/21 19:00

